Michelangelo Frammartino apre la Rassegna dedicata a Vittorio De Seta: il cinema come sguardo sul mondo e sulla realta'. Dal 7 al 15 di novembre la Rassegna si terra' a Castrovillari et  at:  03/11/2026  

Michelangelo Frammartino apre la Rassegna dedicata a Vittorio De Seta: il cinema come sguardo sul mondo e sulla realta'. Dalla masterclass all’Universita' della Calabria all' incontro con gli studenti di Castrovillari: una giornata nel segno del cinema d’autore, della memoria e della formazione delle nuove generazioni. Dal 7 al 15 di novembre la Rassegna si terra' a Castrovillari - Si è svolta presso l’Aula H3 del Polifunzionale dell’Università della Calabria, a Cosenza, la masterclass “Le forme dell’accadere”, tenuta dal regista Michelangelo Frammartino, che ha inaugurato ufficialmente il programma della Rassegna dedicata all’eredità artistica e culturale di Vittorio De Seta. Un appuntamento di grande interesse culturale, che ha offerto un’importante occasione di confronto e approfondimento sul linguaggio cinematografico e sul valore dell’immagine come strumento di osservazione, conoscenza e narrazione della realtà. A guidare la riflessione è stato Michelangelo Frammartino, autore dalla profonda sensibilità artistica, capace di indagare attraverso il cinema il rapporto tra uomo, natura, paesaggio e territorio. Un percorso che si intreccia idealmente con quello di Vittorio De Seta, figura fondamentale del cinema italiano, il cui sguardo ha saputo raccontare con straordinaria autenticità le comunità, il lavoro, le tradizioni e le trasformazioni della società. Proprio sull'attualità e sulla grandezza dell'opera di De Seta si è soffermato Frammartino, sottolineando il valore del suo cinema soprattutto per le nuove generazioni. «De Seta era un gigante. Un gigante del cinema, un maestro assoluto, non soltanto del cinema documentario, ma del cinema in assoluto. È veramente un nostro orgoglio», ha affermato il regista. Richiamando anche le parole di Martin Scorsese, che ha sempre manifestato una profonda ammirazione per il cineasta siciliano, Frammartino ha ricordato una definizione particolarmente significativa: «Le immagini di De Seta non sono immagini, sono cose». Un'affermazione che racchiude il senso di un cinema capace di superare la semplice rappresentazione per restituire immagini vive, concrete, dotate di una forza quasi organica. «Questo non può lasciare indifferenti i ragazzi – ha spiegato Frammartino –. Essere capaci di inventare immagini che abbiano la forza delle cose è un insegnamento importante. Quando incontrate il cinema di De Seta vi trovate di fronte a qualcosa che non potete lasciar sfuggire, che non potete far scorrere con un colpo del polpastrello, perché è qualcosa di esistente, quasi di organico». Un messaggio che il regista ha inteso portare anche all'interno del workshop, invitando i partecipanti a riflettere sulla responsabilità e sulla potenza dello sguardo cinematografico. La giornata è proseguita a Castrovillari, dove Frammartino ha incontrato gli studenti dell’Istituto di Ragioneria, proponendo loro la visione del suo lungometraggio “Il Buco”. Un’occasione di grande valore formativo, che ha permesso ai ragazzi di avvicinarsi al particolare linguaggio cinematografico del regista e confrontarsi con un’opera che esplora il rapporto tra uomo, natura, paesaggio e mistero attraverso immagini di straordinaria forza evocativa. A sottolineare il valore della ricerca cinematografica e del lavoro di Frammartino è intervenuto anche Gianfranco Donadio, direttore del Centro Audiovisivo dell’Università della Calabria, che ha evidenziato la meticolosità del suo metodo creativo. «Frammartino sperimenta tutto. Ogni fotogramma, ogni inquadratura, ogni sequenza è studiata nei minimi dettagli. Ci sono giorni, mesi, settimane di studio per realizzare una singola inquadratura, per costruire un’azione. È un modo di fare cinema che richiede una ricerca profonda e un'attenzione straordinaria, probabilmente con grandi difficoltà negli anni in cui operava De Seta, negli anni Cinquanta, ma con difficoltà che, in forme diverse, ritroviamo anche nell'epoca digitale. Si può scegliere di non vedere questo tipo di cinema, oppure imparare a riconoscerne il valore». Un richiamo alla necessità di riscoprire un linguaggio cinematografico che non rincorre la velocità e l'immediatezza, ma che si fonda sul tempo, sull'osservazione e sulla cura dell'immagine. Sull'importanza di recuperare e trasmettere la memoria del lavoro di Vittorio De Seta si è soffermato Gerardo Bonifati, presidente nazionale della F.I.T.P., organizzatrice della manifestazione. «De Seta ha immortalato proprio quello che erano gli anni Cinquanta, Sessanta e Settanta: la realtà della sofferenza, il duro lavoro e le condizioni di vita di quella società che oggi spesso, soprattutto attraverso i gruppi folklorici, viene rappresentata sul palcoscenico. È necessario che, attraverso lo studio, la ricerca, la consapevolezza, il sapere e la conoscenza del lavoro di Vittorio De Seta, anche il nostro mondo si arricchisca di questo patrimonio, per migliorarsi». Parole che evidenziano il legame tra cinema, antropologia visuale e tradizioni popolari, sottolineando quanto la conoscenza delle immagini del passato possa contribuire a una rappresentazione più consapevole delle identità e delle culture dei territori. La masterclass rappresenta così l'apertura di un articolato percorso culturale che, dal 7 al 15 novembre, animerà Castrovillari con proiezioni, incontri, mostre, presentazioni e attività di approfondimento. Al centro della manifestazione il cinema documentario, l'antropologia visuale, la memoria dei territori e le culture popolari, in un dialogo tra cinema, identità e patrimonio culturale. Un programma che intende rendere omaggio alla figura di Vittorio De Seta, valorizzandone l'eredità artistica e umana e rilanciando il suo sguardo sul mondo e sulle comunità. Un'eredità che continua a parlare al presente e, soprattutto, alle nuove generazioni, chiamate a riscoprire il valore delle immagini come strumento di conoscenza, memoria e consapevolezza. L'evento è organizzato dalla F.I.T.P., con il finanziamento della Regione Calabria – Assessorato al Turismo, in collaborazione con il Comune di Castrovillari. Tra gli appuntamenti centrali, il 7 novembre, al CineTeatro Vittoria di Castrovillari, l’inaugurazione della mostra Abissi di Silenzio – Immagini dal film “Banditi a Orgosolo”, la presentazione del volume dedicato all’opera e la proiezione del film del 1961. L’8 novembre, al Protoconvento francescano, saranno inaugurate le esposizioni Vittorio De Seta, “Lettere dal Sud” e “Voci dal silenzio: Il lavoro dimenticato”, mentre nei giorni successivi saranno proposti i celebri documentari realizzati dal regista tra il 1954 e il 1959, insieme ad altre opere fondamentali della sua produzione. Il 12 e 13 novembre l’Università della Calabria ospiterà workshop e incontri dedicati al linguaggio del documentario e alla ricerca etnografica. Spazio anche alle opere in concorso, con la partecipazione di autori e documentaristi provenienti da differenti esperienze artistiche. Il programma proseguirà il 14 novembre a Castrovillari con ulteriori laboratori, proiezioni e uno spettacolo dedicato alle tradizioni popolari. Tra gli ospiti della rassegna figura anche Marco Lutzu, autore e studioso del cinema documentario, protagonista di un incontro dedicato al racconto audiovisivo e ai legami culturali tra territori. La manifestazione si concluderà domenica 15 novembre al Protoconvento Francescano di Castrovillari, con le proiezioni dei filmati dei gruppi e, alle ore 17, la cerimonia di premiazione del concorso dedicato a Vittorio De Seta. Un’iniziativa che unisce cinema, cultura popolare, università e istituzioni, con l’obiettivo di custodire e trasmettere una memoria collettiva che, attraverso il linguaggio delle immagini, continua a raccontare l’identità e le trasformazioni della Calabria.

 

      Tell A Friend




RSS Feed