Ne' italiano, ne' romeno il ragazzo nato a Castrovillari: la battaglia della mamma affidataria che scrive al Presidente della Repubblica et  at:  13/02/2026  

Ne' italiano, ne' romeno il ragazzo nato a Castrovillari: la battaglia della mamma affidataria che scrive al Presidente della Repubblica - E' una triste ed infelice storia che nega i diritti, quella che dipinge la vicenda di una famiglia affidataria italiana nella quale un ragazzo di 12 anni nato da genitori romeni a Castrovillari non risulta ne' con cittadinanza italiana, ne' con cittadinanza romena e per questo gli è negato nonostante frequenti regolarmente la scuola il passaporto per un viaggio di istruzione. Si tratta di un cittadino che non viene nemmeno riconosciuto apolide in quanto non risulta registrato in Romania. La domanda è: può un individuo nato in una nazione non assumerne la cittadinanza? la risposta del buon senso dovrebbe essere NO, ma in Italia che pure ha provato a darsi una regolamentazione in merito ( IUS SOLI, IUS SCHOLAE ), la risposta è ancora SI.  A solo scopo di esempio si riporta quello che succede se un bambino nasce su una nave: chi nasce su una nave ottiene solitamente la cittadinanza dei genitori (ius sanguinis) o quella dello Stato di bandiera della nave (il Paese dove è registrata), specialmente in acque internazionali. Se la nave si trova nelle acque territoriali di un Paese, può applicarsi la cittadinanza di quel luogo (ius soli). L'atto di nascita riporterà "in mare" se avvenuto in acque internazionali. Come si vede la normativa " marinara ", sembra abbastanza lineare purtroppo quella italiana non è ancora affatto omologata, pensate che se un bambino nasce sopra acque internazionali su un aereo registrato in Canada o negli Stati Uniti, la cittadinanza è inclusa gratis. Lo stesso vale, ovviamente, per tutti gli altri paesi che basano la cittadinanza (tra le altre cose) sul luogo di nascita. Qualcosa dunque non quadra, ed è proprio questo difetto di quadratura che rende la situazione della signora Antonella e della sua famiglia ingiusta. Tanto ingiusta che la stessa si è rivolta al Presidente della Repubblica per dirimere la situazione, ad onore di cronaca dopo averci provato con la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni e il Ministro degli Esteri, Antonio Tajani senza ottenere risposta. E' davvero una situazione che assume i contorni dell' incredibile con continui rimbalzi di responsabilita', tra gli uffici italiani e quelli romeni, al ragazzo non viene riconosciuto nemmeno lo stato giuridico di apolide, insomma non esiste, eppure frequenta la scuola, vive in Italia ed è stato affidato ormai da circa sette anni ad una famiglia italiana ed allora di cosa parliamo se non di un cittadino italiano. La famiglia dato le attuali circostanze e per permettere al ragazzo di partecipare al viaggio di istruzione a Londra chiede che gli venga riconosciuto almeno lo stato di apolide e questo gli permetterebbe se non altro di vedersi rilasciato il passaporto.

 

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