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" La memoria di Tanino De Santis a Francavilla Marittima: il ritorno dei reperti ", inaugurazione della mostra il 13 febbraio vi rimarra' un anno - Sara' inaugurata il 13 febbraio alle ore 17.00 la mostra archeologica " La memoria di Tanino De Santis a Francavilla Marittima: il ritorno dei reperti ". Grazie al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, i reperti della collezione De Santis, custoditi presso lo stesso museo, torneranno per un anno nella loro terra di origine. Un progetto che contribuisce a inserire il Museo Civico Archeologico di Francavilla Marittima, nel cuore del Borgo di Epeo, in una rete culturale con altre realtà, rafforzando al contempo l' identità e restituendo alla comunità francavillese un legame vivo con la propria storia. Gaetano Anna Giuseppe Maria (questo è il suo nome nell'atto di nascita) detto Tanino ( Francavilla Marittima (Cosenza), 7 agosto 1928 - Cosenza, 12 luglio 2013 ), e' stato un collezionista di numerosi reperti archeologici trovati nelle contrade rurali di Macchiabate e di Timpone della Motta, alcuni derivatigli dal padre con il quale condivideva le stesse passioni. Il padre, ricordato negli scritti di Amedeo Maiuri, che lo definisce «medico-archeologo », fu promotore di campagne di scavo e saggi nella Sibaritide negli anni Cinquanta-Sessanta del Novecento, al tempo delle ricerche dell'archeologa Paola Zancani Montuoro, sua cara amica e collaboratrice di Umberto Zanotti Bianco nei primi scavi alla foce del Sele, in Campania. Tanino, per il quale il padre sognava un futuro da medico, scelse invece, influenzato dal clima culturale di casa sua e dalle amicizie paterne, l'archeologia e il giornalismo e a questi due ideali rimase fedele per tutta la sua vita, definita in una recente monografia edita dal Museo Archeologico Nazionale di Reggio «una vita per la Magna Grecia ». La sua attività giornalistica in favore della causa di Sibari e della valorizzazione turistico-culturale della Piana inizia nel 1959, allorquando si costituì l'Associazione «Ritorno a Sibari »,con l'intento di promuovere «la valorizzazione archeologica e turistica, agricola e industriale della Sibaritide », presieduta inizialmente dal colto frate pugliese Padre Adiuto Putignani e poi dal medico Agostino De Santis, insieme al quale operavano il geometra Ermanno Candido di Corigliano, il medico-archeologo Vincenzo Laviola di Amendolara, il bibliotecario castrovillarese Agostino Miglio, il geometra e giornalista Edoardo Apa di Terranova da Sibari, l'ingegnere Enrico Mueller, lo stesso Tanino De Santis e il giovane Mario Candido, figlio del geometra Ermanno, all'epoca studente di Architettura. Le brevi informazioni di cui sopra possono essere meglio approfondite al seguente link: https://www.icsaicstoria.it/dizionario/de-santistanino/#:~:text=Gaetano%20Anna%20Giuseppe,studente%20di%20Architettura
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