A FRASCINETO " I SOLDATI DI SKANDERBEG " et  at:  16/04/2013  

A Frascineto " I soldati di Skanderbeg ", rievocazione storico-teatrale  della diaspora Arbëreshë  - Le gesta di Skanderbeg, la fiera guida di un popolo perseguitato, ed il racconto della diaspora - arbëreshë - che si intrecciano in un ordito di tragedia e di rinascita. E' il senso della piéce teatrale  I soldati di Skanderbeg , uno dei testi più rappresentativi della cultura d' Arberia ed uno dei lavori migliori della compagnia " Maschera e Volto " da tempo impegnata in un percorso molto attento alla storia dei territori, alle culture e alle lingue minoritarie.  Anche per questo, per una singolare consonanza, “I soldati di Skanderbeg” è diventato col tempo un evento atteso perché amato dalla gente di Frascineto, quasi a scandire i passi della memoria e a rappresentare un solido motivo di richiamo turistico per una terra che di qualità e genuinità ne ha davvero tanta. Dopo le celebrazioni religiose della Pasqua, la festa popolare e laica delle Vallje e la valenza emotiva dell’appuntamento a “Shën Mëria Këtje Lart” (vale a dire Santa Maria di lassù), ecco di nuovo il teatro a raccontare la storia e l’epos arbëreshë attraverso la scrittura originale di Vincenzo Bruno, liberamente tradotta – ed espressa con le arti registiche di Imma Guarasci, le qualità attoriali di Vincenzina Macrì e Carmelo Giordano, il contributo essenziale dei piccoli Vincenzo Miranda, Anastasia Marcacci, Giuseppe Di Napoli, Maria Stabile e Tommaso Caroppo, le belle musiche di Lello Pagliaro – nel linguaggio scenico consono alle corde di “Maschera e Volto”, realtà calabra che da ormai una decina d’anni fa della commistione di linguaggi la sua caratteristica di spicco, sempre all’interno di un progetto culturale condotto con rigore e coerenza.  Un progetto culturale che Frascineto e la sua amministrazione comunale – in linea con un cammino che sta davvero facendo crescere questa comunità – capiscono e sostengono con convinzione. Come dimostra il successo di pubblico ottenuto dalle performance di “Maschera e Volto”. E come chiaramente dicono le affermazioni di stima espresse verso la compagnia e la piéce “I soldati di Skanderbeg” dal sindaco del comune arbëresh, l’architetto Francesco Pellicano, e ribadite dal suo assessore alla cultura, Maria Francesca Camodeca. Per i due amministratori di Frascineto, in particolare, è essenziale “il riuscito accostamento della lingua italiana con quella arbëreshë” perché incarna “un discorso di integrazione culturale che dice molto della storia dell’Arberia e dei suoi rapporti con la maggioranza italiana.”    Il teatro, dunque, quale evento che, legandosi alla festa popolare delle Vallje, diventa cultura, rito, flusso di coscienza, affermazione collettiva di appartenenza. Antonello Fazio

 

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