SUD, BASTA CON LE TESI. NESSUNA IDEA DI SVILUPPO et  at:  08/01/2013  

Sud, basta con le tesi. Nessuna idea di sviluppo - L' Italia è alle porte dell' ennesima campagna elettorale dopo essere stata economicamente prosciugata dalle iniziative di uno dei tanti governi tecnici che dal dopoguerra si sono succeduti. Relativamente al Sud d' Italia continuano ad esserci troppe tesi ma nessuna azione concreta eppure tutti parlano di esso come volano di sviluppo, ma cosa manca ed è mancato? Di recente due degli istituti che da anni studiano il fenomeno vale a dire Censis e Svimez in particolare tramite i loro direttori hanno rilasciato interviste separate a " Il Mattino " ed a " Il Sole 24 Ore " da cui emerge un dato allarmante: il Sud è percepito quasi come un fastidio, come se la nostra terra non facesse parte dell' Italia. In questo senso è necessario stabilire una volta per tutte se la nazione economicamente è costituita dalle sole Lombardia, Veneto ed Emilia. Mancano troppe cose a partire dalla tanto invocata partecipazione dei principali soggetti pubblici vale a dire, regioni ed universita'. Ma forse sta venendo meno l' idea di nazione ed il Sud rimane sempre piu' nelle mani della delinquenza. Parliamoci chiaro a solo scopo di esempio nel panorama europeo l' Italia è l' unico stato che continua a punire i reati per l' utilizzo di droghe, rendendo un grande favore alle cosche meridionali che con il contrabbando continuano a sostenere loro e le loro famiglie e facendosi come stato un grande favore data la sua assenza sul territorio. Ma il lavoro non lo puo' dare la malavita, tutti gli aiuti derivanti dalle varie Casse Depositi e Prestiti sono stati soppressi e la cosa piu' grave è che l' idea di sviluppo rimane offuscata, a solo scopo esemplificativo se solo decidessimo di prendere in gestione un lido per i tre mesi estivi, prima di pagare le tasse dovremmo preoccuparci di pagare soggetti che ben si identificano chiedendoti la tangente ed in questi termini si puo' parlare di sviluppo? Il disinteresse per il Mezzogiorno, ricordato dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano nel discorso di fine anno lo si contrasta solo se le forze in gioco decidono di intraprendere misure concrete e sinergiche tra loro che puntano alla valorizzazione delle energie rinnovabili, al turismo, alla promozione dei beni culturali ed artistici e soprattutto adeguando la nostra normativa anche a quella delle altre nazioni europee. Non c' è sviluppo là dove lo stato decide di non esserci.

 

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