Castrovillari, elezioni comunali: Ernesto Bello e' il canididato a sindaco proposto dal centrosinistra. Convergenza sul profilo giovane per coniugare rinnovamento ed esperienza et  at:  01/04/2026  

Castrovillari, elezioni comunali: Ernesto Bello e' il candidato a sindaco proposto dal centrosinistra. Convergenza sul profilo giovane per coniugare rinnovamento ed esperienza - Anche il PD e le liste collegate ( Democratici per Castrovillari, Progressisti e Radici per il futuro ), dichiara il nome del candidato  a sindaco delle prossime elezioni comunali di maggio, si tratta dell' avv. Ernesto Bello, attuale amministratore della citta' di Castrovillari, come Assessore comunale con delega al " Turismo, Spettacoli ed attuazione - Castrovillari Città Festival - ". Il suo nominativo e' stato ritenuto capace di proiettare nel lungo periodo un’azione politica che coniughi rinnovamento e valorizzazione del patrimonio di esperienza rappresentato dagli altri candidati. Bello era tra i nominativi scelti gli altri due erano: Nicola Di Gerio e Pasquale Pace rispettivamente Vicesindaco ed Assessore comunale con delega allo " Sviluppo Economico " e Tributi e Assessore comunale con delega "Ambiente, Energia e Nuove Tecnologie". Confermato l' indirizzo iniziale che aveva indicato tre personalità alla guida della città, tutte accomunate da competenza nell' esperienza amministrativa. " La scelta - si legge nella nota - di individuare un unico candidato ha richiesto tempo, confronto e valutazioni approfondite, nella piena consapevolezza che ciascuno dei tre sarebbe stato all’altezza del ruolo. Un percorso partecipato, arricchito anche da un’assemblea aperta al contributo di cittadini e forze politiche, durante la quale sono emerse considerazioni diversificate sulle caratteristiche e sui profili in campo ". 

 
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     Castrovillari elezioni comunali, Pappaterra: il mio nome proposto nell' ambito di una Alleanza Civica dai valori liberali e riformisti ma smentisco categoricamente l' accostamento con il centrodestra et  at:  31/03/2026  

Castrovillari elezioni comunali, Pappaterra: il mio nome proposto nell' ambito di una Alleanza Civica dai valori liberali e riformisti ma smentisco categoricamente l' accostamento con il centrodestra - Con un comunicato l' ex Presidente del Parco del Pollino, Domenico Pappaterra ha categoricamente smentito l' ipotetica candidatura a Sindaco di Castrovillari in rappresentanza del centro destra alle prossime elezioni amministrative. Due le ragioni si legge nella nota - La prima è chi conosce la mia lunga storia politica ed amministrativa sa che non potrei essere certamente io il rappresentante di tale schieramento politico. Significherebbe cancellare tanti anni di coerente militanza e di impegno pubblico. La seconda è il rispetto che nutro verso le forze politiche del centro destra castrovillarese al cui interno militano personalità autorevoli e pienamente legittimate ad avanzare proposte di candidatura per la guida della Città di Castrovillari -. Contestualmente Pappaterra ha precisato:" Il mio nome come candidato Sindaco di Castrovillari è stato proposto in queste settimane nell’ambito di un’ampia riflessione che ha coinvolto più soggetti finalizzata alla costruzione di una Alleanza Civica ispirata ai valori liberali e riformisti con l’obiettivo di rafforzare i rapporti con tutti i Comuni del comprensorio del Pollino ed aprire una nuova stagione di collaborazione con tutta l’area della Sibaritide. Una richiesta di disponibilità avanzata nei miei confronti per i diversi ruoli istituzionali ricoperti, per l’esperienza amministrativa maturata e per il lavoro di relazioni costruito nel tempo con i territori. Ho accolto questa sollecitazione con senso di responsabilità e per dare una mano alla crescita della città così come feci in occasione della battaglia per la difesa del Tribunale di Castrovillari quando mi fu chiesto di guidarne con successo il Comitato Promotore. Il progetto in campo è assolutamente ambizioso e richiede condizioni politiche e programmatiche solide e condivise ".

 
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     Castrovillari, settima edizione del " Monitoraggio del verde cittadino " a cura dell' associazione " Solidarieta' e partecipazione " e Isde Italia et  at:  30/03/2026  

Castrovillari, settima edizione del " Monitoraggio del verde cittadino " a cura dell' associazione " Solidarieta' e partecipazione " e Isde Italia - Iniziativa di cittadinanza attiva dell’associazione " Solidarietà e Partecipazione " Castrovillari in collaborazione con Isde Italia Medici per l' Ambiente sezione di Castrovillari. Si è conclusa nei giorni scorsi la settima edizione (2026) del “Monitoraggio del verde cittadino a Castrovillari”, iniziativa di cittadinanza attiva promossa dall’associazione “Solidarietà e Partecipazione” Castrovillari in collaborazione con Isde Italia Medici per l’Ambiente sezione di Castrovillari, a cui hanno partecipato circa quindici attivisti delle due associazioni. Scopo dell’iniziativa resta quello di contribuire fattivamente alla tutela dei beni comuni e, nello specifico, del verde cittadino, attraverso un monitoraggio periodico dello stato delle piante, individuando e segnalandone eventuali problemi e carenze. Gli alberi svolgono, infatti, com’è noto, un ruolo fondamentale e insostituibile non soltanto per il decoro urbano e il ricovero dell’avifauna, ma anche per insostituibili funzioni di tutela della salute, rispetto, ad esempio alla mitigazione delle ondate di calore e nella riduzione dell’inquinamento atmosferico. Il lavoro ha permesso di raccogliere dati aggiornati sulla qualità del verde e la sua manutenzione. I dati raccolti nel monitoraggio sono stati comunicati nei giorni scorsi all’Ente comunale al fine di contribuire alle attività di programmazione, quali la piantumazione di nuovi alberi, il recupero e l’ampliamento degli spazi verdi e la cura degli stessi. ( comunicato )

 
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     Laino Borgo, un convegno celebra i riti della quaresima si riparla di Corajisima et  at:  30/03/2026  

Laino Borgo, un convegno celebra i riti della quaresima si riparla di Corajisima - Sono il segno di un tempo che passa, di un’attesa che si consuma lentamente, di una comunità che si riconosce in un rito condiviso. La Corajisima, le bambole di pezza vestite a lutto lungo le case o le strade del paese, a Laino Borgo sono «un patrimonio simbolico straordinario» che appartiene alla comunità. Lo ha ricordato il sindaco Mariangelina Russo nel corso del suo intervento di saluto in occasione del convegno "Silenzi, suoni e simboli della Quaresima" celebrato presso la sala convegni della biblioteca comunale "Salvatore Mitidieri" introdotto dal presidente della Pro Loco Mario Donato e Luigi Calvosa fautore delle tradizioni locali.  In questo anno il simbolo di una tradizione che si rinnova è diventato ancor più caratterizzante per i lainesi vestendo, ogni corajisima, con il grembiule del colore delle contrade del Palio, così da «coinvolgere e far partecipare all’antico rito tutta la comunità» ha aggiunto il primo cittadino. Un lavoro sinergico animato dall’assessore alla cultura Gina Calvosa che ha coordinato e coinvolto Violeta Maftei, Loredana Barletta, Tanina Cava, Pinella Calvosa, Giusy Longo, Ewa Nadolska, Katarzyna Kwilosz che hanno realizzato le bambole di pezza per le contrade.  «È proprio qui che emerge la profondità di questa tradizione. Prima ancora che cristiana, essa affonda le sue radici in riti antichi, probabilmente legati ai cicli della natura, al passaggio dall’inverno alla primavera, alla sospensione e alla rinascita. Un rito pagano, dunque, che il tempo e la cultura hanno trasformato, senza però cancellarne il nucleo originario». Al simposio culturale hanno preso parte anche Cristian Ferlaino Etnomusicologo e ricercatore Unical, Andrea Bressi referente per la Calabria della rete nazionale bambole Quaresima, Angela Cicora referente per il Molise della stessa rete nazionale, e Franco Ferlaino docente ed esperto di tradizioni popolari moderati da Mariateresa Armentano dell'associazione culturale Alétheria. Rivolgendosi a loro il sindaco Russo ha sottolineato che «tradizioni come questa non sono semplici curiosità folkloriche: sono testi viventi, che chiedono di essere letti, interpretati, compresi. Sono archivi di senso, in cui si intrecciano antropologia, storia, religione, e persino psicologia collettiva». Custodirle significa tenere viva «l'anima della comunità - ha continuato il sindaco di Laino Borgo - ma anche assumersi una responsabilità: quella di trasmetterle alle nuove generazioni senza svuotarle di significato, evitando che diventino soltanto rappresentazioni per turisti o eventi da calendario». In un'epoca che corre veloce e consuma tutto immediatamente la bambola di pezza vestita a lutto diventa simbolo «del tempo che passa, della privazione, dell’attesa. È un modo per educare — anche inconsapevolmente — al senso del limite, della pazienza, della trasformazione». Ricorda che «ogni passaggio richiede una preparazione, che ogni rinascita implica una fase di sospensione». Da qui il senso più attuale del messaggio potente di questa antica usanza: «riscoprire il senso dell’attesa, riconoscere il valore dei riti, comprendere che la comunità si costruisce anche attraverso gesti semplici, ripetuti, condivisi».  L'augurio del sindaco di Laino Borgo è che il dialogo costante tra mondo accademico e realtà locale «possa contribuire a preservare, ma anche a comprendere più profondamente queste tradizioni, restituendo loro la dignità che meritano».

 
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     Castrovillari, cambio al vertice dell' Avis, Angelastro passa la mano eletto il nuovo presidente trattasi di Alessandro Armentano et  at:  30/03/2026  

Castrovillari, cambio al vertice dell' Avis, Angelastro passa la mano eletto il nuovo presidente trattasi di Alessandro Armentano - Il 26 marzo scorso si e' riunito il Consiglio Direttivo dell' Avis ( Associazione Volontari Italiani del Sangue ) Comunale di Castrovillari, associazione attiva sul territorio da quasi 35 anni, essendosi costituita nel 1992. L' insostituibile azione svolta dalla sede locale dell’associazione, nella meritoria azione di reperimento di sangue, plasma e piastrine dai donatori e nella promozione del dono, ha consentito al Centro Trasfusionale dell’ospedale di Castrovillari di soddisfare tante richieste dei reparti di degenza e cura e a tanti giovani di avvicinarsi e fare propria la cultura della donazione e dell’altruismo che è certamente una delle pietre angolari su cui costruire una Comunità solidale.  La riunione è stata convocata dal Presidente Giuseppe Angelastro -uno dei fondatori della sezione-, per presentare le sue dimissioni dalla carica ricoperta, avendo deciso di impegnarsi nella consultazione elettorale che a maggio eleggerà il nuovo Consiglio Comunale di Castrovillari. Il Consiglio Direttivo, ha anzitutto ringraziato il Presidente Angelastro per l’infaticabile opera ed il costante impegno profuso non soltanto nella quotidiana pratica dell’organizzazione delle donazioni, ma anche per aver portato continuativamente nelle scuole i principi a cui si ispira l’Avis, perché diventassero patrimonio anche delle nuove generazioni. Il Direttivo dopo aver apprezzato la sensibilità dimostrata, anche in questa occasione, da Angelastro nel voler tenere distinti ruoli diversi, ha preso atto della volontà del Presidente, provvedendo poi contestualmente e all’unanimità alla elezione del successore, individuato nella persona del Vice Presidente, Alessandro Armentano, socio attivo da anni, assai apprezzato per serietà e dedizione.

 
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     Il consuntivo della riunione sulla cultura tenutasi il 23 marzo organizzata dal movimento Civicamente et  at:  28/03/2026  

Il consuntivo della riunione sulla cultura tenutasi il 23 marzo organizzata dal movimento Civicamente - Anche l'ultimo incontro-confronto programmatico di Civicamente, quello dedicato alla cultura, ha visto una partecipazione straordinaria di pubblico, esperti e operatori del settore. Un incontro vivo, animato e ricco di idee, svoltosi proprio all'indomani delle elezioni referendarie che hanno dato un forte segnale di partecipazione degli italiani. Grande la soddisfazione del candidato a sindaco Luca Donadio, che in tutti questi mesi non ha fatto altro che valorizzare il ruolo attivo e propositivo della comunità. "Dare la possibilità di intervenire, di sviluppare le proprie idee e di cercare di armonizzarle con chi ha operato nel settore è, secondo me, una scelta vincente – ha dichiarato Luca Donadio –. Non sempre abbiamo visto i partiti politici, o comunque i nostri rappresentanti, disposti ad ascoltare fino al punto da rivedere o modulare le proprie posizioni ". La cultura al centro del programma politico di Civicamente: è questo il messaggio emerso con forza nel corso della serata. Bisogna investire in cultura, farne il cardine di un progetto ambizioso, perché Castrovillari è senza dubbio privilegiata in tal senso. Castrovillari, che è stata baricentro culturale del territorio, deve tornare ad esserlo. Con le sue eccellenze – il Carnevale, Primavera dei Teatri, il Festival Internazionale del Folklore, l'I-Fest International, il Peperoncino Jazz –, con le tante associazioni e i professionisti del settore che operano a livelli alti nel teatro, nella danza, nella musica e nel cinema. E con chi si prodiga per far conoscere la storia e la cultura di una città ricca di attrattive artistiche come il protoconvento, il castello e il sistema museale. Le strutture ci sono, ma spesso non sono funzionali o sono gestite in modo inadeguato: i due teatri in primis, la biblioteca e l'archivio, custodi di veri e propri tesori che meriterebbero una collocazione più degna. Una soluzione potrebbe essere la fondazione di una casa delle associazioni – ha proposto il regista e presidente di Aprustum Casimiro Gatto – che, in sinergia con l'amministrazione comunale, potrebbe gestire e valorizzare al meglio i vari siti culturali con idee programmatiche e progettuali concrete, rendendoli funzionali e attrattivi tutto l'anno. "Non si può pensare che strutture come il Sybaris, il Teatro Vittoria o il Castello Aragonese siano aperte solo in determinati periodi – ha fatto eco Francesco Gallo, regista e presidente di Menodiunterzo –. Per farle funzionare al meglio, una via possibile è una gestione mista, ovvero pubblico-privata. Occorre inoltre una maggiore attenzione ai bandi da cui attingere finanziamenti ". Ha portato il suo prezioso contributo anche il prof. Luigi Troccoli, già assessore alla cultura del comune, che si è complimentato con Luca Donadio e con il Movimento per il modo in cui si stanno proponendo alla cittadinanza, aperti al dialogo e al confronto. Sottolineando lo stato in cui versano attualmente la Biblioteca e l'Archivio, Troccoli ha condiviso una buona notizia per la città: la causa conclusa pochi mesi fa ha sancito il diritto di proprietà del comune di Castrovillari sull'immobile situato nel pieno centro, che attualmente ospita la Compagnia dei Carabinieri. Un palazzo storico nel cuore della città che potrebbe accogliere degnamente la Biblioteca comunale. Sulle scelte, talvolta difficili, che dovrà compiere la prossima amministrazione si è soffermato il pianista e compositore Roberto Cherillo, che ha ricordato anche le passate amministrazioni illuminate di Riccardo Vico, presente in sala, e del compianto Franco Fortunato. Per attrarre visitatori a Castrovillari – ha sottolineato Cherillo – è necessaria un'offerta artistico-culturale lungimirante, puntando sempre più sulle eccellenze. Numerosi gli altri temi affrontati nel corso della serata: il Carnevale, l'importanza di uno spazio comunale gratuito per le associazioni, una calendarizzazione seria degli eventi, il ripristino del museo di San Giuliano. Sono intervenuti il presidente della ProLoco cittadina Eugenio Iannelli, la coreografa e maestra di danza Tilde Nocera, il direttore del sistema museale Claudio Zicari e lo storico Gianluigi Trombetti, che hanno condiviso proposte e idee con il candidato a sindaco Luca Donadio. Per una visione condivisa, alta e lungimirante: quella di riportare Castrovillari al centro del territorio del Pollino, con Civicamente e Luca Donadio sindaco.

 
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     San Giorgio Albanese esulta per la vittoria di Karen alla Ruota della fortuna: vittoria che onora tutta la comunita' et  at:  27/03/2026  

San Giorgio Albanese esulta per la vittoria di Karen alla Ruota della fortuna: vittoria che onora tutta la comunita' - San Giorgio Albanese si stringe attorno a Karen e celebra con orgoglio un risultato che ha già il sapore della storia. Nella puntata del 24 marzo de La Ruota della Fortuna, la giovane concorrente ha conquistato il pubblico e sbaragliato la concorrenza con una prova brillante, fatta di intuizione, prontezza e determinazione. Un successo che non è passato inosservato nemmeno nel suo paese d’origine, dove l’intera comunità ha seguito con entusiasmo ogni momento della gara, riconoscendo in Karen non solo il talento, ma anche i valori di impegno e dedizione che da sempre contraddistinguono il territorio. «È una gioia immensa per tutta San Giorgio Albanese», ha dichiarato il Sindaco Gianni Gabriele. «Karen rappresenta il volto migliore della nostra comunità: una giovane preparata, determinata e capace di portare in alto il nome del nostro paese su un palcoscenico nazionale. La sua vittoria ci rende orgogliosi e dimostra che anche dai piccoli centri possono nascere storie di successo». Calabrese d'origine, Karen è cresciuta in un contesto che oggi si riconosce pienamente nel suo percorso. Nonostante durante la trasmissione sia stata presentata come concorrente di Cosenza, città che l’ha accolta per motivi di studio, le sue radici restano saldamente ancorate a San Giorgio Albanese, cuore dell’Arbëria cosentina. «Questo risultato – ha aggiunto il Sindaco Gabriele – è motivo di festa per tutta la comunità. Karen è una nostra figlia e il suo traguardo è il traguardo di tutti noi. A lei vanno le più sincere congratulazioni e l’augurio di poter continuare a raggiungere nuovi e importanti successi». La vittoria di Karen assume così un valore che va oltre il singolo risultato televisivo: diventa simbolo di un territorio che crede nei giovani, nella cultura e nella possibilità di emergere attraverso il merito. Intanto, sui social e tra le strade del paese, continua l’onda di entusiasmo. San Giorgio Albanese festeggia una delle sue eccellenze, con la consapevolezza che questa è solo la prima di una lunga serie di soddisfazioni.

 
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     " Perciavutti " di Mormanno, prosegue l' iter, per il riconoscimento quale evento identitario del vino e dell' enogastronomia calabrese et  at:  26/03/2026  

" Perciavutti " di Mormanno, prosegue l' iter, per il riconoscimento quale evento identitario del vino e dell' enogastronomia calabrese - Prosegue l' iter istituzionale della proposta di legge regionale presentata dalla consigliera Elisabetta Santoianni, finalizzata al riconoscimento della manifestazione " Perciavutti " di Mormanno quale evento identitario del vino e dell’enogastronomia calabrese. Un’iniziativa che nasce dal territorio e che punta a dare valore a una delle espressioni più autentiche della tradizione calabrese. “Perciavutti” rappresenta infatti una rievocazione storica e culturale legata alla produzione del vino nuovo e alla civiltà contadina, capace di coinvolgere l’intero centro storico e di promuovere le eccellenze enogastronomiche regionali. “Questa proposta di legge – dichiara Santoianni – vuole trasformare una tradizione viva in uno strumento di riconoscimento istituzionale e di sviluppo per il territorio. La Calabria deve saper valorizzare ciò che la rende unica ". Determinante, nella fase di impulso e costruzione della proposta, anche il contributo di Francesco Diurno, capogruppo di Forza Italia nel Consiglio comunale di Mormanno, che ha sostenuto con convinzione il percorso, facendosi portavoce delle istanze della comunità locale. La proposta mira al riconoscimento ufficiale della manifestazione come evento di rilievo regionale e alla sua valorizzazione attraverso gli strumenti istituzionali, senza comportare nuovi oneri per il bilancio regionale.  " Valorizzare le nostre tradizioni – conclude Santoianni – significa investire in identità, turismo e sviluppo. È da qui che deve ripartire la Calabria ". 

 
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     Italia del Meridione organizza l' incontro " Costruiamo il futuro, insieme ": una nuova idea di politica prende forma in citta' et  at:  26/03/2026  

Italia del Meridione organizza l' incontro " Costruiamo il futuro, insieme ": una nuova idea di politica prende forma in citta'. Non la classica convention fatta di palco e interventi formali, ma una vera e propria piazza viva, aperta, partecipata. E' questo lo spirito dell' iniziativa " Costruiamo il futuro, insieme ", promossa da Italia del Meridione, in programma il prossimo 29 marzo alle ore 18:00 a Castrovillari, in Viale del Lavoro. L’evento rappresenta un momento centrale nel percorso politico di Italia del Meridione, che si prepara alle prossime sfide amministrative con l’obiettivo di costruire una proposta radicata nel territorio, concreta e condivisa. La convention vedrà la partecipazione di rappresentanti politici, esponenti della coalizione e realtà civiche, in un contesto aperto anche al confronto con visioni diverse. L’iniziativa si propone di superare il modello tradizionale degli incontri politici, trasformandosi in uno spazio dinamico di confronto, incontro e condivisione. Un luogo dove cittadini, associazioni, realtà locali ed esponenti politici potranno interagire in modo diretto, senza filtri, dando vita a un dialogo autentico sui temi del territorio e sulle prospettive future. La piazza sarà organizzata in diversi “angoli”, ciascuno dedicato a esperienze, idee e proposte: dalle eccellenze locali al mondo associativo, fino ai momenti di confronto politico. Un format innovativo che mette al centro le persone e la partecipazione attiva, in linea con la visione di Italia del Meridione, che punta a una politica più vicina ai cittadini e capace di valorizzare le energie del Sud. “Non un palco. Una piazza viva.” è il messaggio che sintetizza l’essenza dell’iniziativa: un invito a vivere la politica non come spettatori, ma come protagonisti. L’appuntamento del 29 marzo rappresenta così un’occasione concreta per costruire insieme una visione condivisa del futuro, partendo dal territorio e dalle energie che lo animano ogni giorno, nel segno dell’impegno e della proposta politica di Italia del Meridione. ( comunicato ) 

 
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     Pronto Soccorso di Castrovillari: Laghi incontra il Primario per fare il punto sullo stato dei lavori e le future prospettive dell' Unita' Operativa et  at:  25/03/2026  

Pronto Soccorso di Castrovillari: Laghi incontra il Primario per fare il punto sullo stato dei lavori e le future prospettive dell' Unita' Operativa - Accendere i riflettori sullo stato reale dei lavori e sulle criticità ancora aperte. Con questo obiettivo il consigliere regionale Ferdinando Laghi è ritornato ancora una volta al Pronto Soccorso dell’ospedale di Castrovillari, incontrandone il primario Pietro Scrivano. Nell’occasione sono stati illustrati al consigliere questore della Regione i dettagli della fase dei lavori, evidenziando gli interventi già completati e quelli ancora in corso. Da quanto emerso, la struttura interna risulta ormai quasi ultimata, tuttavia il reparto non è ancora dotato di arredi né di strumentazioni, elementi ovviamente indispensabili per la sua effettiva operatività. Una stima, informalmente ottenuta dal consigliere Laghi dal Commissario Asp, Vitaliano De Salazar, indica il mese di maggio come termine dei lavori. Resta però da capire quale sarà la data effettiva del trasferimento del Pronto Soccorso, dagli angusti e disagevoli locali in cui da tempo è costretto e che crea problemi a operatori e utenti. Laghi ha sottolineato come il monitoraggio dell’intervento sia stato oggetto di attenzione già da tempo: “Ho più volte visitato il Pronto Soccorso e, ormai già da quasi due mesi – a fronte del limite massimo dei trenta giorni previsto dalla normativa-, ho richiesto un accesso agli atti per acquisire il cronoprogramma dei lavori. Richiesta mai formalmente evasa, che ho risollecitato ancora stamane. Voglio sottolineare che il ritorno del Pronto Soccorso, nella sua sede naturale, ristrutturata, è una situazione urgente, stante l’evidente inadeguatezza di quella attuale, troppo prolungata, che penalizza personale sanitario e utenti”. Un ulteriore focus ha riguardato l’organizzazione del personale. “Se da un lato l’organico medico relativo al Pronto Soccorso appare quasi sufficiente – ha aggiunto il segretario questore – quello dell’area critica di assistenza sub-intensiva, prevista dall’Atto Aziendale è ancora tutto da reperire. Non risultano, infatti, espletati né banditi i relativi concorsi, per dotare questa fondamentale articolazione del Pronto Soccorso di medici dedicati. È necessario – conclude Laghi- che le attività in corso e gli obiettivi, al momento solo sulla carta, vengano portati a termine in tempi che consentano ai cittadini di fruire pienamente del loro sacrosanto diritto alla salute. Personalmente non lesinerò sforzi per contribuire all’ottenimento di questo obiettivo”. ( comunicato )

 
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     L' associazione Civicamente organizza per il prossimo lunedi' 30 marzo 2026 un incontro dal tema: " Civismo e Politica – Esperienze a Confronto " et  at:  25/03/2026  

L' associazione Civicamente organizza un nuovo evento: " Civismo e Politica – Esperienze a Confronto " - L' associazione Civicamente organizza per il prossimo lunedi' 30 marzo 2026 un incontro dal tema: " Civismo e Politica – Esperienze a Confronto " - l' iniziativa - recita il comunicato - nasce dalla volontà di promuovere un dialogo aperto e costruttivo tra le diverse forze politiche, le istituzioni locali e la società civile, con l’obiettivo di confrontare esperienze concrete di buon governo e di impegno civico nei nostri territori -. L’incontro vedrà la partecipazione di amministratori ed esponenti di spicco del panorama istituzionale campano e calabrese, chiamati a condividere le proprie esperienze di governo in una prospettiva di confronto civico e democratico. Interverranno: Josi Gerardo Della Ragione, Sindaco di Bacoli, Paolo Montalti, già Sindaco di Villapiana e l' ex sindaco di Rende Marcello Manna moderatore del confronto sara' Luca Donadio, candidato a Sindaco di Castrovillari alle elezioni di maggio con la lista Civicamente. L’evento si terrà lunedì 30 marzo 2026 presso la Sala Consiliare del comune di Castrovillari, l' invito a partecipare e' rivolto oltre che ai cittadini anche ai partiti e movimenti politici, alle Istituzioni del territorio, ai rappresentanti della società civile.

 
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     Concorso fotografico OBIETTIVO TERRA 2026 - Ultime settimane per partecipare e un primo premio di 1.000 euro che ti aspetta et  at:  24/03/2026  

Concorso fotografico OBIETTIVO TERRA 2026 - Ultime settimane per partecipare e un primo premio di 1.000 euro che ti aspetta - Il concorso di fotografia geografico-ambientale nato nel 2010 si ripropone. Visita in modo responsabile le Aree Protette d' Italia e scatta una foto a colori. Primo premio di 1.000 euro e tante menzioni e menzioni speciali tematiche. Obiettivo del contest è sensibilizzare l'opinione pubblica sull'importanza della biodiversità e della conservazione ambientale favorendo, altresì, la produzione e la raccolta di opere di natura artistica e scientifica per accrescere la conoscenza del patrimonio ambientale italiano al fine di favorirne la difesa e valorizzare i paesaggi, gli ecosistemi, i borghi, le peculiarità e le tradizioni enogastronomiche, agricole, artigianali, storico-culturali e sociali custoditi dalle Aree Protette d'Italia, promuovendo, inoltre, la diffusione di un modello di turismo consapevole ed ecosostenibile e la trasmissione dei principi dell'economia circolare. Per partecipare clicca sul seguente link: https://www.obiettivoterra.eu/partecipa-al-concorso/

 
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     Castrovillari, Festival della Legalita': interviste a Pino Maniaci e Paolo Mieli. Nei prossimi giorni attesi: Giulio Golia, Sigfrido Ranucci e Massimo Giletti et  at:  24/03/2026  



Castrovillari, Festival della Legalita': interviste a Pino Maniaci e Paolo Mieli. Nei prossimi giorni attesi: Giulio Golia, Sigfrido Ranucci e Massimo Giletti - Il Festival della Legalità di Castrovillari accende le coscienze: Pino Maniaci e Paolo Mieli chiudono il primo filone, tutto pronto per nuovi protagonisti. Al via il secondo ciclo di appuntamenti con Giulio Golia, direttamente da Le Iene: gli studenti al centro di un percorso che vedrà altri grandi nomi come Sigfrido Ranucci e Massimo Giletti e che culminerà con il corteo contro le mafie il 23 maggio. Un finale intenso, partecipato e carico di significato ha segnato la conclusione del primo filone del Festival della Legalità di Castrovillari, confermandone il forte impatto educativo e civile sulle giovani generazioni e sul territorio intero. Gli ultimi appuntamenti hanno visto protagonisti ospiti di rilievo del panorama nazionale. Pino Maniaci, giornalista siciliano aggredito e minacciato dalla criminalità organizzata, ha offerto una testimonianza diretta di coraggio e resistenza. La sua storia ha regalato agli studenti la preziosa occasione di osservare da vicino la violenza e la prepotenza mafiosa, troppo spesso percepite come realtà lontane, invece ancora troppo presenti. A chiudere il primo ciclo della manifestazione è stato invece lo storico e giornalista Paolo Mieli che, attraverso il suo ultimo libro “Il prezzo della pace”, ha guidato il pubblico in una riflessione sugli attuali scenari internazionali, soffermandosi sui conflitti che oggi preoccupano il mondo e sulle complesse dinamiche che li alimentano. Un appuntamento che ha conquistato la platea, offrendo strumenti utili per comprendere la realtà contemporanea ed i delicati equilibri che regolano la pace. Nel frattempo ha preso il via il secondo filone del Festival, inaugurato dall’appuntamento con Giulio Golia, volto noto de “Le Iene”, che ha saputo coinvolgere un teatro pieno di giovani con il suo stile diretto e incisivo. Il programma proseguirà nelle prossime settimane con altri ospiti di primo piano, tra cui Sigfrido Ranucci e Massimo Giletti, e con il concorso artistico-letterario ARTLET, pensato per valorizzare la creatività degli studenti sui temi della legalità e dell’impegno civico. Il Festival si concluderà simbolicamente il 23 maggio con il tradizionale corteo contro le mafie, momento collettivo di memoria e partecipazione attiva, volto a rinnovare l’impegno delle nuove generazioni nella costruzione di una società più giusta e consapevole. Ufficio stampa Paola Chiodi Buona visione. 



 




 

 
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     Castrovillari, Referendum Costituzionale 22 e 23 marzo 2026 il prospetto analitico per sezione. Vince il NO ma all all' appello mancano 8.418 elettori et  at:  24/03/2026  

Referendum Costituzionale 22 e 23 marzo 2026: a Castrovillari il dato conferma la prevalenza del NO con il 60,53% per il SI votano il 39,47% ed all' appello mancano 8.418 elettori, cio' nonostante anche nel capoluogo del Pollino la maggioranza si e' schierata a favore del NO con 5.099 votanti per il SI hanno, invece, votato 3.325. Gli elettori aventi diritto erano 16.925 hanno votato in totale 8.507 persone il 50,26% del totale, 23 le schede bianche 60 quelle nulle. Di seguito il prospetto analitico per sezione:

 
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     Sanita', Laghi: «Il 118 calabrese, emergenza-urgenza sanitaria, tra difficolta' organizzative e rischi operativi». et  at:  23/03/2026  

Sanita', Laghi: «Il 118 calabrese, emergenza-urgenza sanitaria, tra difficolta' organizzative e rischi operativi». Il consigliere regionale, segretario questore, invita il commissario a «rivalutare il DCA n. 62, anche perche', oltre alla salute dei calabresi, riguarda direttamente ben 1.200 lavoratori della sanita'» - «Il DCA n. 62 del 18 marzo 2026 è un atto amministrativo che segna la formale centralizzazione delle funzioni dell'emergenza-urgenza dalle Aziende del Servizio Sanitario Regionale all'Azienda Zero, coinvolgendo oltre 1.200 lavoratori. Una scelta con una apparente logica riformatrice, che però rischia di creare più problemi di quanti non cerchi di risolverne». È quanto dichiara il consigliere regionale e segretario questore, Ferdinando Laghi. «Dal punto di vista giuridico-tecnico, il Dipartimento della Salute della Regione Calabria e Azienda Zero sembrano voler utilizzare formalmente la mobilità volontaria ai sensi dell'art. 30 del d.lgs. 165/2001, ma contemporaneamente applicano una logica di trasferimento automatico di funzione, generando un potenziale contrasto sistematico. Rischi evidenziati anche da quasi tutti i sindacati. Ma non è tutto. Per il personale del comparto, infermieri e oss, il riferimento giuridico è quello del trasferimento di attività, mentre per la dirigenza medica si è fatto ricorso alla mobilità volontaria. Questa divergenza tra dipendenti che operano nelle stesse strutture e per le medesime funzioni crea ulteriori difficoltà e rischia di generare disservizi. Due diversi accordi, due istituti giuridici diversi, stesso personale, stesse strutture, appaiono, per altro, discutibili anche dal punto di vista normativo». «E appare criticabile anche il mancato coinvolgimento di forze sindacali importanti e ampiamente rappresentative. Azienda Zero – prosegue Laghi – ha convocato solo alcune sigle a discutere del trasferimento del personale operante nell'emergenza-urgenza, con tanto di modifica del datore di lavoro. Non certo un affare di poco conto, considerando che stiamo parlando del coinvolgimento di oltre 1.200 lavoratori, fatto che avrebbe dovuto consigliare un atteggiamento molto più concertativo e inclusivo e che invece è stato sottoscritto da una minoranza di sigle sindacali, le quali, per altro, nel giro di poche ore dall'emanazione del decreto, ne hanno chiesto la rettifica». «Azienda Zero è stata istituita nel 2021: dopo quattro anni — evidenzia il consigliere regionale — la sua operatività ordinaria è ancora ampiamente incompleta». «Questi sono solo alcuni, tra i principali motivi che, a parer mio, suggeriscono — conclude Ferdinando Laghi — di sospendere l'efficacia del Dca n. 62, almeno nelle parti contestate, di convocare un tavolo allargato a tutte le organizzazioni sindacali e di fornire risposte concrete a partire da alcuni punti tra i più importanti: quante risorse aggiuntive certe vengono assegnate ad Azienda Zero, quali garanzie di sede e trattamento economico vengono date ai 1.244 lavoratori coinvolti, e in quale arco temporale realistico l'ente sarà in grado di gestire in completa autonomia un servizio vitale come il 118». ( comunicato )

 
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     Presentata nuovamente in Consiglio Regionale la proposta di legge per l'istituzione della " Riserva naturale regionale Fascia pedemontana - Lande parasteppiche di Castrovillari " et  at:  20/03/2026  

Presentata nuovamente in Consiglio Regionale la proposta di legge per l'istituzione della " Riserva naturale regionale Fascia pedemontana - Lande parasteppiche di Castrovillari " - Ambiente, Laghi: «Una Riserva Naturale Regionale per Castrovillari: proteggiamo uno scrigno unico di biodiversità e rilanciamo il territorio». Il consigliere regionale, segretario questore spiega che «non sarà un "museo chiuso" ma un “cantiere” a cielo aperto per tutelare la biodiversità, salvaguardare la salute, favorire lo sviluppo economico di tutta l’area e bloccare lo scempio ambientale che si sta perpetrando». «Ho nuovamente presentato in Consiglio Regionale la proposta di legge per l'istituzione della "Riserva naturale regionale Fascia pedemontana - Lande parasteppiche di Castrovillari". Proposta che dopo essere stata approvata – all’unanimità – dalla Commissione di merito, nella precedente legislatura, era stata “bloccata”, per circa un anno e mezzo, nel suo iter naturale, a poche settimane dall’approvazione definitiva in aula di consiglio. Alle iniziali motivazioni che avevano portato alla prima proposta, oggi se ne aggiunge un’altra, importantissima: la riserva naturale, come i fatti hanno purtroppo dimostrato, è l’unico strumento che possa bloccare lo scempio paesaggistico e ambientale a cui stiamo assistendo, cioè quello dell’invasione di un mare di pannelli fotovoltaici. Trentaquattro ettari già perduti, oltre sessanta in via di assegnazione, quasi altri trecento a rischio! Rimangono invece, seppur penalizzati, tutti quegli elementi che avevano suggerito la presentazione della proposta. Cioè la tutela di un territorio di eccezionale valore naturalistico e paesaggistico, situato ai piedi del Monte Pollino, che rappresenta uno dei siti più importanti dell’intera Italia meridionale. Ma anche la possibilità di bonificare alcune aree che mettono a rischio la salute dei cittadini e sviluppare tutte quelle attività – turistiche, di studio, ricreative, imprenditoriali – da cui l’intera Comunità trarrebbe grande vantaggio». È quanto dichiara il consigliere regionale e segretario questore, Ferdinando Laghi, nell’illustrare la sua proposta di legge appena presentata. «Bisogna fare in fretta, però – continua Laghi – ogni giorno che passa fa aumentare le possibilità che ulteriori, grandi aree si aggiungano a quella già aggredita dai pannelli solari. Che, tra l’altro, non hanno portato, né porteranno, nulla di positivo alla cittadinanza: né occupazione, né riduzioni di tariffe elettriche, mentre direttamente collegati alla istituzione delle riserve naturali, ci sono importantissimi finanziamenti regionali ed europei. Con buona pace di chi sosteneva di essere “contro la Riserva e contro i pannelli!”. Il risultato è sotto gli occhi – e le orecchie – di tutti.  È stata bloccata la riserva, lasciando invece via libera alla devastazione di un intero territorio.  Adesso vedremo se, rispetto alla nuova proposta, modificata e con una estensione sensibilmente ridotta – per eliminare ogni possibile strumentale critica – l’interesse di una intera Comunità avrà la meglio, seppur con colpevole ritardo, oppure se a prevalere saranno interessi affaristico-clientelari».   «L'istituzione della Riserva – conclude il consigliere regionale e segretario questore – è una scelta di campo: significa utilizzare la "qualità ambientale" come volano economico, promuovendo filiere produttive locali d'eccellenza e un'accoglienza turistica consapevole e di qualità, come già accaduto per diverse altre riserve naturali della nostra Regione. Un’opportunità di sviluppo che non possiamo permetterci di perdere, in linea con le più avanzate strategie europee sulla biodiversità». ( comunicato stampa )

 
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     L' associazione Civicamente organizza un nuovo incontro. Questa volta si parlera' di cultura, musica e spettacolo, in programma lunedi' 23 marzo alle ore 20:00 presso Palazzo Cappelli et  at:  19/03/2026  

Castrovillari, 19 marzo 2026 – L' associazione Civicamente presenta un evento unico dedicato a cultura, musica e spettacolo, in programma lunedi' 23 marzo alle ore 20:00 presso Palazzo Cappelli a Castrovillari. L’iniziativa, centrata su cultura, musica e spettacolo vedrà la partecipazione di Luca Donadio, candidato sindaco di Castrovillari per le amministrative 2026 con la lista Civicamente, insieme a operatori della cultura e liberi cittadini desiderosi di far rinascere la nostra città. L’evento mira, infatti, a rivitalizzare la scena culturale locale attraverso il confronto, enfatizzando il ruolo attivo della comunità. Promosso dall’associazione Civicamente, movimento politico che pone al centro partecipazione democratica e sviluppo del territorio, l’incontro si inserisce in una serie di iniziative tematiche che pongono al centro cittadini, artisti e professionisti a unire voci per rendere Castrovillari motore culturale del Pollino. Per informazioni e adesioni: civicamente.cv@gmail.com Tutti sono invitati a partecipare per contribuire attivamente a scrivere il futuro della città. 

 
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     Festival della Legalita' 2026: a Castrovillari e nel territorio un grande laboratorio diffuso di cittadinanza attiva et  at:  19/03/2026  

Festival della Legalita' 2026: a Castrovillari e nel territorio un grande laboratorio diffuso di cittadinanza attiva. Un percorso condiviso tra istituzioni, scuole e cittadini che, attraverso il confronto con protagonisti della giustizia e dell'informazione, forma oltre 4.000 studenti alla cultura della legalità e dell'impegno civile - Ha preso ufficialmente il via il Festival della Legalità Contro le mafie, inaugurato il 16 marzo a Castrovillari e attualmente in pieno svolgimento. Un’edizione che si conferma, ancora una volta, come uno dei momenti più significativi di riflessione e confronto sui temi della giustizia, della responsabilità civile e dell’impegno collettivo contro ogni forma di illegalità. Non solo Castrovillari. La manifestazione, infatti – organizzata dall’Amministrazione comunale di Castrovillari e finanziato dalla Regione Calabria -, si estende a tutto il circondario, coinvolgendo i comuni di Morano Calabro, Mormanno, San Basile, Saracena, Frascineto, Civita e Cassano Jonio in un percorso condiviso che mette al centro il territorio e le nuove generazioni. Un vero e proprio “festival diffuso” che porta il dibattito sulla legalità nelle piazze, nei teatri e soprattutto nelle scuole. Sono oltre 20 gli istituti scolastici coinvolti, con più di 4.000 studenti protagonisti attivi di incontri, dibattiti e momenti formativi. Un dato che testimonia la forte vocazione educativa della manifestazione, sempre più orientata a costruire consapevolezza e senso civico tra i giovani. Di altissimo livello il parterre degli ospiti che stanno animando questa edizione: magistrati, rappresentanti delle istituzioni, autorità militari e religiose e firme autorevoli del giornalismo italiano. Finora, personalità di spicco come Otello Lupacchini, Franco Roberti, Alessandro D'Alessio, ma anche Eugenio Facciolla, Massimo Lento, Eugenio Turco e molti altri hanno offerto, con i loro interventi, chiavi di lettura importanti sull’evoluzione delle mafie e sulle sfide della legalità nel nostro Paese. Il Festival della Legalità si conferma così non solo un evento, ma un percorso culturale e civile capace di coinvolgere istituzioni, scuola e cittadini in un dialogo costante. Un’occasione concreta per conoscere, distinguere e combattere l'illegalità e le ingiustizie a partire dalle pratiche quotidiane che possono vivere anche i più giovani. Cresce, nel frattempo, l’attesa per i prossimi incontri in programma, tra cui quello con i procuratori di Catanzaro e Reggio Calabria, rispettivamente Salvatore Curcio e Giuseppe Borrelli. A seguire, l’appuntamento con Pino Maniaci, previsto per sabato 21 marzo alle ore 10.30 presso il centralissimo Teatro Vittoria. In serata, sempre sabato al Vittoria ma alle ore 19, interverrà lo storico e giornalista Paolo Mieli, che presenterà il suo ultimo libro, Il prezzo della pace. ( comunicato ) 

 
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     Castrovillari, concluso il corso " Mondocane ". Anche quest' anno ha suscitato interesse et  at:  16/03/2026  

Anche quest' anno grande interesse ha suscitato il corso " Mondo Cane ", giunto alla diciannovesima edizione. Il seminario si e' svolto lo scorso 15 marzo a Castrovillari, nella sala convegni del Centro di formazione Alas. Il corso, rivolto agli aspiranti proprietari e ai proprietari di cani, è stato organizzato dal Gruppo “Passione Animali” dell’associazione “Solidarietà e Partecipazione” Castrovillari in collaborazione con le associazioni “Isde Italia Medici per l’Ambiente” sezione di Castrovillari, “Pensieri Liberi Pollino” e “Alas”. Si è discusso dell’evoluzione psicologica del cane dalla nascita all’età adulta e di etologia (comportamento e linguaggio). Sono stati forniti inoltre consigli utili per prevenire alcuni problemi comportamentali del cane, informazioni sul suo benessere, sulla sua salute, sugli obblighi di legge e responsabilità civili e penali del proprietario, sulle cause del randagismo canino. Hanno relazionato i veterinari Antonio Varcasia e Pierpaolo Avolio, la biologa Mariella Buono e l’avvocato Francesco Martire. Sono intervenuti, inoltre, Ferdinando Laghi, consigliere regionale della Calabria, Maria Belmonte, presidente della sezione di Castrovillari di Isde Italia Medici per l’Ambiente e Francesco Gervasi dell’A.E.O.P. di Rende. Ai numerosi partecipanti è stato consegnato un attestato di partecipazione. ( comunicato )

 
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     Grande interesse per il Parco Nazionale del Pollino alla fiera " Fa' la Cosa Giusta! " di Milano et  at:  16/03/2026  

Grande interesse per il Parco Nazionale del Pollino alla fiera " Fa' la Cosa Giusta! " di Milano - Si e' conclusa con un ottimo riscontro di pubblico la partecipazione del Parco Nazionale del Pollino alla fiera Fa’ la Cosa Giusta!, uno dei principali appuntamenti italiani dedicati al turismo responsabile, alla sostenibilità ambientale e agli stili di vita consapevoli. Nel corso della manifestazione milanese, lo spazio espositivo dedicato al Parco ha registrato un significativo interesse da parte di visitatori, escursionisti e appassionati di cicloturismo desiderosi di conoscere più da vicino il territorio del Pollino, le sue opportunità di fruizione e i percorsi dedicati al turismo naturalistico. Ad accogliere il pubblico sono stati il personale dell’Ente Parco e le Guide Ufficiali del Pollino, che hanno illustrato le peculiarità ambientali dell’area protetta, le attività escursionistiche e le esperienze di turismo sostenibile che il territorio offre. «La partecipazione a fiere dedicate all’escursionismo e al turismo responsabile – dichiara il Commissario del Parco Nazionale del Pollino, Luigi Lirangi – rappresenta per noi un’occasione strategica per raccontare il valore delle nostre aree protette. Essere presenti in contesti come Fa’ la Cosa Giusta! significa condividere con un pubblico attento e consapevole l’importanza della tutela del patrimonio naturale e, allo stesso tempo, far conoscere le opportunità di fruizione sostenibile che territori come il Pollino sono in grado di offrire». La presenza del Parco alla manifestazione ha rappresentato anche un’importante occasione di confronto con operatori del settore e con il mondo dell’escursionismo, rafforzando la promozione del Pollino come destinazione di riferimento per il turismo naturalistico e sostenibile, in un modello di sviluppo capace di coniugare tutela ambientale, accoglienza e opportunità per le comunità locali. Ufficio Comunicazione – Parco Nazionale del Pollino

 
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     Castrovillari, l' associazione socio-culturale " I Sognatori " presenta il Monumento alla Pace: l' opera sara' eretta sul piazzale della Madonna della Pieta' et  at:  12/03/2026  

Castrovillari, l' associazione socio-culturale " I Sognatori " presenta il Monumento alla Pace: l' opera sara' eretta sul piazzale della Madonna della Pieta', a perenne ricordo di un periodo travagliato e drammatico della storia contemporanea e per guardare con fiducia e speranza al recupero di un bene inestimabile e vitale per l' umanita': la Pace. L' opera e' stata molto apprezzata e riconosciuta valida dal comune di Castrovillari che ne ha autorizzato la costruzione. Il progetto proposto consta di una struttura molto semplice e lineare che bada all' essenzialita' del messaggio che si intende dare. L' opera sara' realizzata, in parte, con materiale lapideo di pregio e con elementi di acciaio posizionati verticalmente in una composizione tendente a rappresentare un abbraccio verso l' osservatore. Nello specifico sara' realizzato un cippo centrale in muratura rivestito totalmente con marmo bianco contenente nella parte anteriore la parola Pace, un motto emblematico, la silhouette di una colomba con rami di ulivo ed i loghi dell' Associazione ideatrice del monumento e del comune di Castrovillari e, sul retro la sola parola Pace. Ai lati del suddetto cippo saranno posizionati tre elementi cilindrici in acciaio, di altezze diverse, degradanti verso le estremita', collegati fra loro con altrettanti cilindri acciaiosi, il tutto pitturato con i colori della bandiera della Pace. Due fioriere in muratura, rivestite in marmo, saranno costruite a destra ed a sinistra del complesso monumentale. Il simbolo universale della Pace, costituito da un disco metallico adornato da un traforo floreale, opportunamente colorato, sara' fissato agli elementi cilindrici piu' alti. Lungo tutto il perimetro del basamento sara' realizzato una riquadratura in marmo mentre fasce dello stesso materiale marmoreo, recanti la parola Pace in diverse lingue, saranno posizionate in modo da formare una raggiera a significare che la pace deve raggiungere tutte le parti del mondo. Il Gruppo socio-culturale " I Sognatori " di Castrovillari consegnando l' opera alla citta' intende offrire uno stimolo alla riflessione attraverso un segno tangibile ed eloquente che faccia prevalere sempre la logica della tolleranza, della fratellanza, dell' uguaglianza e dell' altruismo, valori essenziali per costruire una Pace duratura. Qui trovate tutti i dettagli

 
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     Borghi montani, Santoianni (Fi): inclusione chiave per il rilancio delle aree interne. Il consigliere regionale presenta una proposta di legge che punta a coniugare inclusione sociale e miglioramento della qualita' della vita delle persone con autismo et  at:  11/03/2026  

Borghi montani, Santoianni (Fi): inclusione chiave per il rilancio delle aree interne. Il consigliere regionale presenta una proposta di legge che punta a coniugare inclusione sociale e miglioramento della qualita' della vita delle persone con autismo - Catanzaro, 11 Marzo 2026 – Trasformare i borghi montani della Calabria in comunita' capaci di offrire nuove opportunita' alle persone con disturbo dello spettro autistico e alle loro famiglie. E' questo l' obiettivo della proposta di legge presentata dalla consigliera regionale Elisabetta Santoianni, che punta a coniugare inclusione sociale e rilancio delle aree interne. L’iniziativa legislativa si inserisce nel percorso avviato dalla Regione Calabria per la valorizzazione dei borghi e delle aree interne, promuovendo modelli di “borghi montani inclusivi” capaci di migliorare la qualità della vita delle persone con autismo e allo stesso tempo rafforzare il tessuto sociale delle comunità locali. «Con questa proposta – afferma Santoianni – vogliamo valorizzare il grande patrimonio umano e territoriale di comunità naturalmente accoglienti e attente ai bisogni delle famiglie. Oltre il 70% dei comuni calabresi presenta una popolazione inferiore ai 5.000 abitanti e molti di essi si collocano proprio nelle aree interne e montane della regione. I nostri borghi – prosegue - possono diventare luoghi dove inclusione sociale e sviluppo territoriale camminano insieme». La proposta di legge prevede il sostegno a progetti di inclusione sociale e lavorativa, il coinvolgimento degli enti locali e del terzo settore, il miglioramento dell’accessibilità degli spazi pubblici e la promozione di iniziative innovative legate anche all’economia sociale e solidale. «Credere nella capacità inclusiva dei nostri borghi – conclude Santoianni – significa sostenere concretamente le famiglie, rafforzare le comunità e contribuire al futuro delle aree interne della Calabria».

 
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     Civicamente al tavolo con le attivita' produttive et  at:  11/03/2026  

Civicamente al tavolo con le attivita' produttive. L' associazione Civicamente, lo scorso 9 marzo 2026, a Palazzo Cappelli, ha dato vita ad un incontro appassionante dedicato ad attivita' produttive e lavoro dignitoso, con Luca Donadio, candidato sindaco di Castrovillari del movimento, al centro del dibattito. La sala era gremita: giovani, commercianti e imprenditori hanno riempito ogni posto, testimoniando l'urgenza di una Castrovillari che torni a essere il cuore pulsante del Pollino. Dopo i saluti di Donadio, Peppino Bonanno, esperto consulente in incentivi pubblici e green economy, ha aperto il confronto illustrando come sportelli specializzati per le imprese, in sinergia con gli enti locali, possano facilitare l'accesso ai bandi e attivare circoli virtuosi di risparmio e reinvestimento. Fondamentali, ha sottolineato, i Piani Energetici Comunali (PEC), veri motori di sviluppo sostenibile per i Comuni nel medio e lungo periodo. I lavori sono proseguiti con Cristiano Magnelli, Responsabile del Centro per l'Impiego di Castrovillari, che ha tracciato un quadro preciso della situazione occupazionale sul Pollino, coprendo 85 Comuni. Ha lanciato un appello forte alla "rete": amministrazioni, imprenditori, consulenti del lavoro, scuole, associazioni di categoria e patronati devono collaborare per rendere efficaci le politiche attive e passive del lavoro. Luca Donadio, moderando con maestria, ha spostato l'attenzione sulla dignità del lavoro e sul ruolo dell'Ente Locale, coadiuvato dai sindacati. Federica Pietramala, Segretaria territoriale Flai Cgil, ha risposto con proposte concrete: la gestione diretta comunale garantisce qualità e controlli, sfruttando fondi per piani di forestazione e difesa del suolo contro il dissesto idrogeologico. Ha citato il piano di gestione forestale di Castrovillari – quasi mille ettari mappati – pronto per bandi regionali, come successo nell'alto Ionio, per creare opportunità vere per i giovani locali. A chiudere Nicola Spagnuolo, direttore nazionale CFMT ed esperto di formazione manageriale, ha insistito sulla concentrazione delle risorse per riconoscere l'identità del territorio. "Castrovillari ha bisogno di una visione alta", ha detto: infrastrutture per l'imprenditoria, strategie coraggiose a lungo termine, anche impopolari, per far tornare i talenti e costruire un ecosistema economico solido. Gli incontri di Civicamente si confermano essere non sono semplici dibattiti ma il seme di un rinascimento per tutta l’area del Pollino. Il movimento politico guidato da Luca Donadio, unisce esperti e cittadini in una visione concreta (incentivi green, reti occupazionali, forestazione innovativa, politiche identitarie) per una Castrovillari ambiziosa e inclusiva. La scelta è chiara: con Civicamente, il futuro si costruisce oggi, passo dopo passo, con determinazione incrollabile.

 
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     Castrovillari, domenica 15 marzo 19^ edizione del corso " Mondo cane ", iniziativa di sensibilizzazione, rivolta agli aspiranti proprietari e ai proprietari di cani et  at:  10/03/2026  

Castrovillari, domenica 15 marzo 19^ edizione del corso " Mondo cane ", iniziativa di sensibilizzazione, rivolta agli aspiranti proprietari e ai proprietari di cani - Si svolgera' domenica 15 marzo 2026 la diciannovesima edizione del Corso Mondo Cane, storica iniziativa promossa dal Gruppo Passione Animali dell' associazione “Solidarietà e Partecipazione” di Castrovillari in collaborazione con le associazioni Pensieri Liberi Pollino, Alas e ISDE Italia Medici per l’ambiente sezione di Castrovillari. L’iniziativa di sensibilizzazione, rivolta agli aspiranti proprietari e ai proprietari di cani, si svolgerà il 15 marzo dalle 15.30 alle 19.30 nella sala convegni del Centro di formazione Alas di Castrovillari. Si discuterà dell’evoluzione psicologica del cane dalla nascita all’età adulta e di etologia (comportamento e linguaggio). Saranno, poi, forniti consigli utili per prevenire alcuni problemi comportamentali del cane, ma anche informazioni sul suo benessere, sulla sua salute, sugli obblighi di legge e responsabilità civili e penali del proprietario. Relatori del corso saranno i medici veterinari Antonio Varcasia e Pierpaolo Avolio, la biologa Mariella Buono e l’avvocato Francesco Martire. Il corso è gratuito, ma è obbligatoria la prenotazione. Per informazioni e prenotazioni si può contattare uno dei seguenti numeri 340.1681445 (Rebecca) 340.4187311(Francesco,); 388.1709734 (Mariella) 347.1959887 (Marilena), 3486990104 Marika. Ai partecipanti verrà consegnato un attestato. 


 
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     E' Biagio Faragalli il nuovo presidente della Provincia di Cosenza, il primo cittadino di Montalto Uffugo e candidato del centrodestra ha avuto la meglio su Franz Caruso, sindaco di Cosenza, dell’area di centrosinistra et  at:  09/03/2026  

E' Biagio Faragalli il nuovo presidente della Provincia di Cosenza, il primo cittadino di Montalto Uffugo e candidato del centrodestra ha avuto la meglio su Franz Caruso, sindaco di Cosenza, dell’area di centrosinistra. Le votazioni si sono svolte domenica 8 marzo, dalle 8 alle 20 nella sede di piazza XV Marzo. L’elezione del presidente della Provincia avviene con voto diretto, libero e segreto, le candidature devono essere sottoscritte da almeno il 15% degli aventi diritto al voto. La popolazione residente nel territorio provinciale risulta pari a 674.543 abitanti il che permette l' elezione di 12 (dodici) Consiglieri. 1.742 tra sindaci e consiglieri comunali che sono stati chiamati al voto.

 
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     War game a portata di tutti, questo e' il mondo! World Monitor offre una visione globale e real time delle guerre in atto et  at:  07/03/2026  

War game a portata di tutti, questo e' il mondo di oggi!  World Monitor offre una visione globale e real time delle guerre in atto - In un mondo che ha ripreso a parlare di guerre la tecnologia si adegua, e' il caso di World Monitor, un progetto open source attivo da marzo 2026 concepito come una piattaforma di "Real-Time Global Intelligence Dashboard". L' ideatore e' l' ing. Elie Habib capo di Anghami, una delle più grandi piattaforme di streaming musicale del Medio Oriente. Da quando nell' area mediorientale i venti di guerra hanno cominciato a fischiare sempre piu' forte, un progetto inizialmente del tutto personale si è trasformato improvvisamente in qualcos’altro: una dashboard open source utilizzata da persone in tutto il mondo per seguire la guerra in tempo reale. Tra l' altro sono diversi i contenuti visualizzabili: notizie, web cam in diretta nonche' la situazione  di vari scenari in tutto il globo. " L’idea - ha spiegato Habib a Wired - è nata quando i titoli dei giornali hanno iniziato ad affastellarsi diventando sempre più difficili da seguire ". “Le notizie sono diventate davvero difficili da analizzare”. “Iran, le decisioni di Trump, i mercati finanziari, le materie prime critiche, tensioni che si accumulavano da ogni direzione”. Una piattaforma World Monitor basata sull'IA che tiene conto di oltre 190 fonti a ognuna delle quali viene attribuita " una precisa gerarchia ed un dato punteggio. Le agenzie di stampa e i canali ufficiali – come Reuters, Ap, il dipartimento della Difesa statunitense e le Nazioni Unite – occupano il livello più alto; seguono grandi emittenti come Bbc e Al Jazeera, insieme a realtà investigative specializzate come Bellingcat. Il sistema utilizza una serie di connessioni che finiscono per disegnare precisi scenari: traccia eventi come i blackout di internet, le deviazioni di voli militari, navi cargo ferme e incendi rilevati dai satelliti. In altri termini se un blackout di internet coincide con aerei che cambiano rotta e una traccia di calore rilevata dai satelliti nella stessa area, la mappa segnala una possibile escalation. Clicca qui per visitare il sito

 
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     Teologia fedicida, chiesa e 'ndranghetatura. Lo scritto di Luigi Zaccaro dedicato a Michele Albanese giornalista antindrangheta scomparso di recente: " Fare " teologia in contesti e con teste di 'ndrangheta et  at:  07/03/2026  

Teologia fedicida, chiesa e 'ndranghetatura. Lo scritto di Luigi Zaccaro dedicato a Michele Albanese giornalista antindrangheta scomparso di recente: " Fare " teologia in contesti e, con teste di 'ndrangheta - Teologia fedicida chiesa e 'ndranghetatura  "Fare" teologia in contesti, e con teste, di 'ndrangheta.  In un’ intervista, di qualche anno fa, dal titolo un po’ “inquietante”: Abbiamo ancora bisogno dei teologi? Bernard Sesboüé- teologo francese- rispondeva ad alcune domande sull’attualità/utilità del “lavoro” teologico . Successivamente tradotta e pubblicata in Italia, è reperibile sul sito della Queriniana, col titolo : A cosa serve un teologo? Bernard Sesboüé risponde a Sophie de Villeneuve. Lo studioso- come noto, notoriamente moderato e non sicuramente “estremista” di sinistra – autore di una serie di opere che hanno inciso significativamente sulla qualità della riflessione e della prassi teologiche attuale, spiega perché, a suo parere, continuino a mantenere tutto il loro valore: la presenza, lo studio e la passione, per la ricerca, di tanti teologi.  Sesboüé, dopo aver sintetizzato -con una rapida panoramica storico-dottrinale-, l’andamento a “fisarmonica” della produzione teologica, nel corso dei secoli, individua le cause che, in alcune epoche, ne hanno determinato il deleterio allontanamento dalla fede ecclesiale popolare. Tra queste, va ricordata l’eccessiva speculazione della neoscolastica, che, comunque, rimane una tappa fondamentale per l’attuale trend scientifico raggiunto dalla teologia. Riprendendo/ comparando alcuni recenti e interessanti contributi sulla significanza/qualità della ricerca teologica – tra gli altri, Neri , Vergottini, Grillo, Savagnone -, pubblicati su Riviste cattoliche – ci soffermiamo, brevemente, su qualche punto toccato dal gesuita, come premessa dottrinale al nostro contributo critico. Basti ri-pensare -sottolinea il gesuita – il rapporto teologia /teologi – chiesa. Spesso, si tenta di insinuare, che, in fondo, la comunità ecclesiale, non abbia bisogno della riflessione teologica, in quanto si limiterebbe a complicare la intelligenza e la prassi credente della fede. Sostenere ciò -per il teologo gesuita- significherebbe cedere o, peggio, rassegnarsi a una fede passiva, vana e irriflessa, non “con”-vissuta/sperimentata, ridotta a un automatismo fideistico fatto di ripetizione di formule litaniche, che, col tempo -aggiungiamo noi- diventa comoda ossessione ego/conformista fino a sconfinare in una bigotteria, di “gregge”, tra l’altro, spesso funzionale- in alcuni contesti ecclesiali-, a precise pratiche pre/omertose e/o etno/paramafiose.  Ciò desta perplessità e preoccupazione e dovrebbe invitare tutti- a cominciare, proprio dalla Chiesa- a riflettere come una predicazione non compartecipata del Dio di Gesù, possa alimentare quella allarmante fenomenologia etico/sociale che tradisce un livello antropologico/ umano in caduta libera, verificabile- pur se in modo non omogeneo- sull’intero territorio nazionale.Simile cupo scenario, per molti aspetti, esibisce una sorta d’ interfaccia del potere/metodo criminale mafioso, o- detto in termini teologico morali- del peccato personale/ strutturale di mafia, come componente tipica della storia d’Italia, caratterizzata, appunto, da una sempre più pervasiva e contagiosa antropologia mafiosa e mafiogena diffuse , dove quelle pratiche hanno trovato la loro eziologia e sviluppo socio/politico/ economico e, in parte, “ecclesiale” (Cf. I. Sales, Storia dell’Italia mafiosa. Perché le mafie hanno avuto successo , Rubbettino 2015.), innescando una ineluttabile e progressiva perdita di un minimo sindacale di senso comunitario- a cominciare, per es., dal pagamento del pizzo, nella sanità privata e usuraia: o paghi o muori!- perché ignorare la sofferenza di un uomo è sempre un atto di violenza tra i più vigliacchi  (Gino Strada)- per la tutela del diritto costituzionale alla vita/salute- allora: “il problema non sono le mafie il problema siamo noi” (don Luigi Ciotti)-, e della fede viva liberamente annunciata/praticata , quella che opera, resistendo cristianamente al male /peccato, nella carità. Riprenderemo questo punto più avanti . Perciò- tornando a Sesboüé -dire che la Trinità comprende tre o quattro persone non importa più a nessuno, o, peggio, non fa nessuna differenza. Il gesuita- come notavamo- ascrive, in prevalenza, l’alienazione della e dalla spiritualità autentica a quel teologare, tipico della Scolastica medievale, che storicamente, segue la grande teologia biblica dei Padri. Tuttavia- come accennavamo- puntualizza l’autore :il metodo scolastico di fare teologia- che si riferisce , non solo etimologicamente, alla “scuola”- pur facendo registrare un momento evolutivo cruciale per la rinascita e la configurazione della teologia dei secoli successivi, non riuscì a superare la crisi di idee e metodi del periodo precedente. Basti pensare -in relazione al passaggio da una teologia prettamente razionalistica e, per tanti aspetti formalistica e sterile, tipica della manualistica scolastica -, a quella che ha, opportunamente, recuperato la centralità teologica della storia, interrogandosi, senza veli e radicalmente, su genesi e statuto della disciplina; ci riferiamo, tra l’altro: alla teologia viva- del XIX secolo- della Scuola di Tubinga, esito, appunto della svolta storico-ermeneutica e anti-speculativa, propedeutica alla innovativa e incisiva riflessione teologica del XX secolo, a cominciare proprio da quella francese .Non possiamo spiegare e trasmettere agli altri -fa notare Sesboüé- ciò che non è chiaro neanche a noi, equivocando indebitamente e, perfino, empiamente sul messaggio evangelico. Se qualcuno ci chiede dei chiarimenti -precisa il teologo gesuita- dobbiamo avere l’onestà, anche, di declinare o, se occorre, dilazionare momentaneamente una risposta che, al momento, sarebbe probabilmente errata e deviante. Talvolta – ribadisce lo studioso – la riflessione teologica ha eretto un muro di separazione tra teologia e fede popolare, ma ciò non può implicare l’abbandono della ricerca di nuovi linguaggi per una comunicazione chiara, efficace, vera e adeguata alla prassi spirituale contemporanea. Spesso siamo “uditori” di prediche che abbondano inopportunamente in quanto a devozione, ma teologicamente insignificanti, perché non soddisfano e/o non sono in grado di dare risposte alle nuove e vecchie inquietudini di tante persone, sempre più, prigioniere del loro stesso silenzio. Insomma , senza la teologia, la fede rischia di confondersi con una pietà priva di senso o meglio che non dona senso. Perché oggi il problema che si pone -nonostante gli indiscutibili progressi della scienza, della tecnica, nonché della disponibilità- non per tutti però- di strumenti di comunicazione-: è proprio la carenza di senso esistenziale, peraltro -come ricorda l’autore -già rilevata da pensatori come P. Ricouer e C.Levi Straus. Il primo rivendicando la centralità del Senso per un’ esistenza umana degna di questo nome; il secondo -in una sorta di “rivoluzione copernicana”- facendo del Senso il ricettacolo dell’uomo, nel “senso” di porre l’uomo nel Senso e non viceversa .  Il teologo francese conclude la stimolante conversazione, ammettendo/confessando che, per lui, la teologia -come scelta di vita- ha contribuito, non soltanto, a chiarirgli molte cose importanti- che non aveva ancora compreso del tutto-, ma: a renderlo anche più felice.  Articolando e focalizzando alcune ricadute negative di questo discorso, riprendiamo, in primo luogo, un punto geo/ecclesialmente sensibile, in precedenza evidenziato, pensiamo, per es., – e non si tratta di annotazione marginale-, alle modalità comunicative, teologicamente annacquate/”annacate”, del messaggio evangelico, perfino sulle strategie della cosca emergente di turno, e non trasmesso/ fondato sulla esigenza della fede/carità: Cristo morto e risorto, appello di salvezza per tutti quelli che lo accettano. In questo contesto, ci preme, in particolare, riferirci a una parte della stessa comunità credente, oltre che a tanti altri soggetti, privati e pubblici, della polis- in apparenza anonimi – che operano non certamente per filantropia o per un malinteso senso di carità, diffusa, a buon mercato, ma, più prosaicamente, al servizio/asserviti, e quindi “servi”, soprattutto del peccatore/delinquente mafioso e dei suoi associati/clienti, occulti , utilizzatori finali, collocabili nella cd. “zona grigia”: burocrati, funzionari, "politici", imprenditori e massoni deviati “non” manifesti. Tutti smascherati dall'orientamento espresso per il prossimo referendum sulla in/giustizia, che, in caso di, sciagurata e incostituzionale, scelta del "si", rischia di avviarci verso una neo-“Orban”/izzazione a democratura- illiberale. Ciò ha contribuito a quell’ apparente equivoco, anzi a quell’ astuta strategia di fondo, adottata, appunto- anche se non esclusivamente, a causa di una conveniente e allettante mafiosità “debole/allargata” -, dai mafiosi, strutturali e fortemente strutturati , per legittimare e consolidare rendite di com-posizioni ,fatte di carriere tranquille, promozioni scontate, elezioni concordate, raccomandazioni facili, collusioni convenienti, protezioni rassicuranti, connivenze garantite ecc. Insomma: microstrutture di peccato, endemiche- come dicevamo- anche a una storia prettamente italiana, nonostante il Vaticano II e la Costituzione repubblicana. Inoltre, esito ancora più deprecabile della trasmissione sciatta/monca di una “fede” senza amore, è l’aver consentito -anche se non sempre consapevolmente- a questo processo di mistificazione strumentale del messaggio cristiano- non adeguatamente corroborato da un approfondimento teo/logico di liberazione, specialmente dei poveri, dal peccato perpetrato da chi ne sfrutta, tramite caporalato e cottimo da schiavi, sistematicamente le condizioni di precarietà economica e fragilità psicosociale -, di organizzare , favorire e istituzionalizzare quelle pratiche mafiose e mafiogene diffuse- finalizzate all’arricchimento/dominio dei clan e dei loro referenti masso-politici deviati- , intendendo, con quest’ultime, quelle messe in atto, non soltanto dalla e nella presunta normalizzazione ecclesio/istituzionale ( G. Savagnone, La Chiesa di fronte alla mafia, Milano 1988.), ma specialmente da una “società civile”, tendenzialmente a “conduzione” privatistico/ borghese, crogiuolo di penuria empatica ed ego/narci-cinismo relazionale, ostacoli spesso insuperabili per un progetto di comunità umano/solidale, della e nella post-modernità, pro-vissuta con “stile” etico- evangelico, che, al contrario, sembra collassare progressivamente sotto i colpi di una montante ontologia, mafiocratica, dell’indifferenza/peccato sociale. Altro effetto negativo -che va circoscritto e denunciato- della debolezza di un annuncio di redenzione evangelica, consiste in un suo automatismo ritualistico e ripetitivo copia e incolla – con omelie da AI mode – prive di una preparazione/ studio documentato, biblico-teologico, che, puntando, invece , su una offerta redentivo/spirituale, decontestualizzata, tradotta in un linguaggio vanamente e vagamente parenetico , propinato con una strategia liturgica “pigra”, o- nel migliore dei casi- “kitsch”, non riesce più a “bucare” il senso per la fede di credenti ,e non: in fondo siamo un po’ tutti credenti anonimi . Mentre si continua a privilegiare, incoraggiare e incentivare pratiche “devozionali”, funzionali e contigue a estemporanee, nonché cicliche, “tiritere”- per usare un eufemismo- “ presunte neo-gnostiche”, simil-New Age, esito di un’evidente confusione, tra piano storico teologico , filosofico religioso e generica etica/spiritualità orizzontale- che rischia, anche se in modo irriflesso, di indulgere a neo-paganesimi di sorta- , priva di un pensare cristologico -trinitario, o detto più chiaramente/prosaicamente: di una decisa intenzione/decisione/accettazione e prassi di, ragionevole, fede cristiana (1Cor15,12-20).  A questo proposito, si assiste – “a grande richiesta”- a bizantinismi “teologici”- per es., come quelli mancuso/gamberiniani, confezionati per diversamente credenti “radical shock” -, “interessati” ma scontati, peraltro, anche se in modo irriflesso, “sponsorizzati”- come dicevamo- sotto traccia, in parte, da una prassi “neo-liberal”/dottrinale – che, da un lato- in nome di una maggiore “digeribilità” del paradosso cristiano- continua a speculare/enfatizzare/estenuare, fino a separarli- : il kähleriano “Gesù storico” e il “Cristo della fede”, fornendo, al gesuano/logo Mancuso l’assist  per -detto in termini kantiani -smontare/montare  un Cristo  vuoto, senza Gesù,  e un Gesù cieco senza Cristo: una sorta di  sublimale islamizzazione di un presunto  neo-cristianesimo,  con Gesù profeta di Cristo o, nella migliore delle ipotesi: uno dei tanti maestri di etica/spiritualità (M. Vergottini, Gesù è ,o non è, il Cristo? Dove Mancuso “inciampa”, Settimana News, 13 gennaio 2026.)!  Dall’altro, col   teologo,   neo-panent/post/ teista, Gamberini- che propone, in sostanza, attraverso  il superamento  della separazione, niceana,  tra generazione e creazione-, la  liquidazione simultanea di trascendenza e incarnazione , in pratica: l’essenza della fede/messaggio  cristiano di salvezza (G. Savagnone, Verso un neo-cristianesimo? SettimanaNews 13 dicembre 2025.). “Esodando”, così il fatto storico, il dono incomparabile, la grazia, offerta nella storia di donne e uomini , dell’ incontro salvifico con il Dio di Gesù Cristo di Nazaret. Formula, quest’ultima, non riducibile a un comodo e irriflesso slogan- e sulla quale l’indagine teologica ancora naviga a vista, altro che neo-teologie 2.0-, quando in realtà evoca la complessità/ “ mistero” del messaggio cristiano- ancora tutto da comprendere- , insieme a un realismo/”materialismo” incarnazionista, peraltro, tipico del cattolicesimo: Gesù Cristo: l’evento– nessuno scandalo/eresia se diciamo-: in/”deducibile”, perché il desiderio/ “cor inquietum”, ma libero – non la presunzione di una ragione totalizzante-, accompagnato dalla preghiera/speranza, senza voler inventare o dedurre misteri di sorta: può-se almeno "crediamo di credere"- immaginare perfino il Dio con/come uno di noi, che, nel Figlio crocifisso risorto, ci ha desiderato/cercato per primo: il Dio di Gesù di Nazaret unico/unitario, e, nondimeno, ri/”petibile”/perché è il Vivente- per la fede /carità – nello Spirito come pratica dell’ Amore di Dio sperimentato , attestato e liberato nell’ amore/liberazione del prossimo ( Mt 25, 31-46). Sul concetto teologico di “liberazione”- ci sia consentito, nell’ambito di una riflessione pertinente alla significanza e attendibilità della ricerca teologica, che non opera fuori dal mondo -, una rapida chiosa. Senza indulgere, qui, a eventuali posizioni egemoniche di questa o quella teologia del o al “genitivo”, pensiamo, piuttosto, che sia improponibile e sintomo di una resistente e sterile astrattezza la configurazione di una autoreferenziale teologia generale, “neutrale” , in quanto, per un principio ermeneutico, metodologicamente collaudato e acquisito soprattutto dal teologare, ogni proposta o scuola teologica, anzi ogni singolo teologo pensi e scriva pre-inserito in un preciso contesto storico/culturale/vitale-, come del resto gli autori delle Scritture – esprimendo un proprio orientamento e una lettura, anche “politica”, che rispecchia una Welthanschauung, di fondo, concretizzata nei valori , nelle pratiche e nel raggiungimento di interessi personali o di gruppo di appartenenza. La teologia, come scienza, è riflessione critico-profetica sulla fede, nella sua essenziale componente umano-razionale, s’inserisce, perciò , in un preciso contesto filosofico, acquisendone e condividendone metodologia e finalità, che determinano e condizionano notevolmente i presupposti e la cornice ermeneutica del pluralismo delle concezioni e costruzioni delle diverse sistematiche teologiche, derivanti dai rispettivi sistemi filosofici- non certamente politicamente asettici -, di riferimento. Per cui si possono prospettare, realisticamente e teleologicamente, le varie teologie, “anche”,  politiche: progressiste, della liberazione, esistenziali, di classe, reazionarie, della conservazione, della borghesia, della comunicazione ecc., connotate, appunto, dalla essenziale, componente/interesse di classe, filosofico- politico di riferimento. La teologia della liberazione s’inserisce in questo discorso, accusata e marchiata di ateismo materialista, si dimentica e omette dolosamente che in K. Marx riscontriamo, storicamente/fenomenologicamente , la verifica teorico-pratica dell’amore del prossimo, come condizione dell‘amore di Dio. Basti pensare- fra i tanti intellettuali-filtro di riferimento- a Pier Paolo Pasolini, e alla sua rilettura antidogmatica e realistica del Vangelo secondo Matteo, nell’ omonima versione cinematografica -, per cui al fondo del “marxismo di Marx” c’è un‘istanza umanitaria, sorretta da una incancellabile radice cristiana, a riprova della quale si allega la condizione personale, familiare ed economica del filosofo e politico, che, rinunciando ai sicuri privilegi e successi- cioè a se stesso (1Gv 3, 16-24)- connessi alla sue indiscutibili capacità: mise la sua esistenza al servizio del bene e della liberazione delle classi emarginate o, detto in termini evangelici: dei poveri. A testimoniarlo vi è, tra l’altro, la sua reale identificazione con gli sfruttati, gli emarginati e con i bambini schiavizzati -insomma con gli ultimi– da un nascente industrialismo selvaggio, a caccia della massimizzazione dei profitti con ogni mezzo. Per Pasolini ,vi è in Marx un esempio chiaro di spiritualità convissuta, che spinge lo scrittore a chiedersi: se nel profondo di ogni borghese, che abbia scelto la via “redentrice” del marxismo, non deterministico, vi sia una marcata caratterizzazione cristiana. L’idea di futuro- come contesto esistenziale/ esistentivo dell’uomo nuovo– illumina il progetto politico-comunitario di Marx , anche se questo futuro sembra privo di quella trascendenza che identifica la promessa/messaggio cristiano di salvezza. La legittimazione evangelico- ecclesiale e filosofica di una teologia, in uscita e di liberazione- come dicevamo – acriticamente “accusata” di neomarxismo- s’inserisce in questo orizzonte pre-escatologico in quanto recepisce un passaggio fondamentale delle Scritture ebraico- cristiane , che spesso la stessa tradizione teologica ed ecclesiale ha omesso : l’”opzione preferenziale per i poveri”, come riferimento essenziale della Chiesa, di Gesù Cristo, povera per i poveri. Ma se si prova a riflettere su questo aspetto, possiamo riscoprire che è proprio il concetto di speranza/futuro ragionevole(1Pt 3,15-16), a riconciliare le due prospettive , che restano distinte ma non incomunicabili (Pier Paolo Pasolini, Marxismo e Cristianesimo, Brescia; 1985.). Pur senza perdere di vista la “bussola” evangelica ,quando dovremo fare i "conti" e presentare il relativo rendiconto: ai testi canonici, alla tradizione viva, al magistero libero a una equilibrata, approfondita e profetica riflessione teologica, non portavoce /addetto stampa degli interessi e delle alleanze per una resistente e irresistibile voglia di potere neo-temporale di certa clerico/gerarchia, ma soprattutto alla propria credibilità( Rosario Livatino). In pratica, la buona teologia, anzi la teologia “cristiana”, istituisce un nuovo paradigma, che non può prescindere- particolarmente nell’attuale contesto storico- politico, epocale, interno e internazionale-, da alcuni segni dei tempi di una contemporaneità debole/liquida, che interpellano le coscienze di tutti. Partendo dall’ ingiustizia e disuguaglianza economico/sociale- Davos “canta”- finalizzata, con metodi simil mafiosi, dove prevale: violenza, prevaricazione, omertà conveniente e collusione opportunistica, alla massimizzazione del profitto e dominio a ogni costo. Tali dinamiche, mettendo in atto un processo di “anticreazione”, derubano, mediante un neo- imperialismo liberista, bellicista e predatorio di – con una guerra di aggressione e occupazione ,nazi-stalin-fascista, dopo l’altra -, intere popolazioni privandole del futuro e dei più elementari diritti umani, a cominciare dal fondamentale diritto alla vita , alla dignità, alla libertà, a un ambiente salubre e ospitale e all’autodeterminazione. Forse- pensando alla copiosa misericordia di Dio , storicizzata/ donata nell’ amore incondizionato della croce di Cristo-, sarebbe consigliabile teologare quando non ci si sente “troppo bene”, reietto/abbandonato in una interminabile lista di attesa per una improbabile e spesso tardiva visita medica pubblica -, per rimodulare il tasso empatico personale e comunitario, riscoprendo, nella fede /carità nel Dio di Gesù, quella compassione dell’ uomo per la sofferenza dell’uomo, per essere veramente cristiani, cioè : “umani”!  E qui rientra in gioco la postura etico- sacramentale- ministeriale di parte della Chiesa. Infatti nonostante la “crisi” delle vocazioni, non possiamo continuare pavidamente a sorvolare/tacere sull’atteggiamento a dir poco ambiguo di alcuni preti in “buona” o in mala fede che siano. Nel primo caso -grazie” anche a una preparazione teologica, di base, approssimativa per ovviare alla suddetta penuria vocazionale -, siamo di fronte a ministri del culto digiuni dell’ abc della teologia/fede e senza passione, consapevolezza e responsabilità per una missione finalizzata all’annuncio e alla pratica della e per la carità (Optatum totius), in modo particolare, se e quando si è destinati in Diocesi da evangelizzare /redimere dal peccato di mafia. Quadro deplorevole, imputabile a certa “scuola” cattolica che -notoriamente salvo qualche eccezione, cenerentola della teologia a livello europeo-, per foraggiare carriere massoecclesiastiche e/o sedicenti accademiche, rispettivamente riservate a personaggi “talari”, o intellettuali/sagrestani (Mt 20, 25-28), è sempre alla spasmodica e interessata ricerca di illusorie iscrizioni, specialmente, sulla pelle di laici disoccupati e disperati- non raccomandati da clerico-baroni-, senza futuro, già, vittime di un liberismo feroce, che reifica l’essere umano, soprattutto le giovani generazioni. Nel secondo- occorre dirlo con parresia- l’ adeguatezza teologica c’entra, ma fino a un certo punto, perché siamo di fronte a clerico-massomafiosi e/o mafiogeni tout court-, manifestamente appartenenti, specialmente in alcune Diocesi, al cerchio magico dei vari boss e /o politici collusi , che, oltre ad avere le loro cappelle /bunker privati, godono delle prestazioni “sacramentali” del ministro personale, di fiducia ,nominato, talvolta affiliato, cucito su misura dei propri interessi/assoluzioni, non solo spirituali (I. Sales , I preti e i mafiosi. Storia dei rapporti tra mafia e Chiesa Cattolica, Milano 2010.). Mimetizzato e segretato nelle varie confraternite, questo comparaggio, in apparenza da “sagrestia”- autentica “struttura di peccato” masso’ndranghetista, occulta-, riesce a incassare consenso, in apparenza banale , ma pericoloso ,esito, in prevalenza, di una condizione socio-esistenziale disperata e- per noi, in questo caso, a differenza di Sales- anche culturalmente deficitaria, sulla quale bisognerebbe intervenire, senza perdere più altro tempo prezioso, già in fase pre-adolescenziale. Iniziando dalla scuola, con una pedagogia antimafia concepita e organizzata come materia d’insegnamento curriculare, da programmare -previa approvazione ministeriale-, insieme: tra chi insegna seriamente religione ed educazione civica, propedeutica a una seria, convincente ed efficace educazione antimafia- “proprio perché è importante parlare di mafia soprattutto nelle scuole, per combattere contro la mentalità mafiosa. Non ci si fermi però  ai cortei  alle denunce , alle proteste . Le parole  devono essere  confermate dai fatti” (don Pino Puglisi). Evitando – specialmente in riferimento all’insegnamento della religione cattolica-, di far pesare sul contribuente il finanziamento, improduttivo, dei soliti pacco/raccomandati da una politica/prassi, in soldoni, nepotistico / episcopale, immunizzata da presunte e autoreferenziali patenti/targhette di riconoscenze anti’ndrangheta-quando, invece, andrebbe “onorata” con tapiri da “pallonari”, seriali, pro “d(u)omo” sua -, tanto : Ecclesia semper reformanda, configurando/integrando un vero e proprio peccato, omissivo, mediante prosaico silenzio conveniente, di fedicidio suicida-  “La mafia uccide il silenzio pure” (Peppino Impastato) :altro che  perseverare a  ri-promettere ipocritamente/retoricamente gaie “aurore”, quando si è “protagonisti interessati “- a spese di spettatori inermi buone   come carne da curriculum-   di opportunistici crepuscoli, che annunciano/preludono a rassegnati “tramonti” di legittime speranze. Per cui , in barba alla “buona teologia” ,al diritto e a un principio minimo di etica , questi rampolli della masso/ecclesio’ndrangheta diocesana- invece di essere valutati secondo il regolare conseguimento di titoli, di studio, accademici, corredati dalle relative pubblicazioni scientifiche , approfittando di un mal dissimulato regime mafiofilo/mafiocratico dolce / “ineffabile”, continuano impunemente a fare il bello e il cattivo tempo, anzi la “cattiva teologia”, che, in alcuni contesti, sfocia in una vera propria “teologia mafiosa” (A. Cavadi , Il Dio dei mafiosi, Milano 2008.). Pensiamo infatti -nell’ambito dell’Educazione/cultura cattolica-, a certi Istituti teologici e di Scienze religiose, dislocati/eretti- anche se non esclusivamente, in zone “massomafiosamente” sensibili-, concepiti per l’ esclusivo servizio reso a cellule del sottopotere curiale- peraltro, già attenzionati da papa Francesco- e finalmente , per una reale riqualificazione, opportunamente concentrate in unico centro educativo, evitando di continuare a disattendere sistematicamente le determinazioni/regole del Processo di Bologna. Si tratta di norme recepite dalla Santa Sede con ben due Costituzioni Apostoliche: la Sapientia christiana di s. Giovanni Paolo II con la sua successiva integrazione e attualizzazione, Veritatis gaudium (spec. Proemio e nn. 22-30 ) di papa Francesco; disposizioni sostanzialmente ribadite nel Discorso del Santo Padre Leone XIV ai partecipanti al Simposio promosso dalla Pontificia Accademia di Teologia del 13 settembre 2025.[ii]. Il tutto con il “silenzio/ assenso/assenza” degli organi- come l'AVEPRO- preposti al monitoraggio della qualità, scientificità e serietà teologica degli studi e della didattica, finalizzate alla ricerca della verità: Gesù Cristo. Ciò implica la verifica- a partire dal controllo di legittimità -, non solo ecclesiastica, ma legislativo/ costituzionale, degli stessi Statuti, in quanto si riferiscono al conseguimento/rilascio di documenti riconosciuti dallo Stato, e quindi con efficacia/ rilevanza nell’ordinamento generale, e non soggetti a una presunta “zona franca” (legibus soluta) . Questo permetterebbe di determinare, con trasparenza, le condizioni/requisiti richiesti per l’ammissione /accesso -non per la “cooptazione”, termine che richiama alla mente modalità “altre” di arruolamento-, alla docenza. Tutto ciò -sarebbe ipocrita, e perfino da non credente, negarlo-, incide in ultima analisi sulla stessa affidabilità di parte della Chiesa( Lc 6, 39-45), de-legittimando anche chi, dal “pulpito” quotidiano, ha elargito quotidianamente giusti, ma vani, “anatemi” contro un’ immoralità dilagante e una corruzione che “puzza” (Francesco).  Ecco, si potrebbe iniziare da queste cose semplici, restituendo alla teologia “che serve”- anche ai tempi della post- verità- la ricerca/ desiderio/incontro con la Verità, restituendo dignità/ sostanza/affidabilità a una ragione teologica e a una coscienza liberamente credente, illuminate dalla fede /sequela, di Gesù, viva, libera e di liberazione- perciò senza cedere alla tentazione/preoccupazione per il proprio “fondoschiena”- , non perseverando in eccentriche e/o empie impertinenze teologiche lastricate di teologicidi fedicidi , rifiutando al contempo il male/ingiustizia e optando/operando per il bene/giustizia, cercando di dare un senso/significato umano/cristiano alla fede/teologia e, quindi, all’ esistenza: almeno a quella credente e di buona volontà.Ci piace, qui, ricordare/immaginare- simbolicamente, perciò senza dimenticarne tanti altre-, due persone, in carne e ossa, che, pur operando in ambiti diversi della comunità, incarnano la nostra proposta di una teologia viva, libera e laica, di liberazione del corpo e delle coscienze di tanta gente che sopravvive ormai- in varia misura sull’intero territorio nazionale- tenuta sotto schiaffo dalle nuove forme contemporanee e sublimali di dominio, che prolifera arricchendosi- con metodi mafiosi, analoghi- specialmente in Calabria , Sicilia, Puglia e Campania- che non hanno niente da invidiare a quei cartelli criminali, di fatto, padroni/governanti di vaste zone dell’ America Latina. Ci riferiamo a : don Pino Puglisi e a Peppino Impastato, esempi concreti di comunanza e sinergia armonica di fede/carità evangelica e impegno empatico-politico come servizio, disinteressato, di solidarietà al prossimo-in particolare ai giovani- pro-vissuti- anche se diversamente- nella sequela della Croce/Risurrezione di Gesù Cristo liberatore, fino al dono della vita.   Luigi Zaccaro, teologo della liberazione




 






 




 


 

 
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     Castrovillari, Festival della legalita' dal 16 al 23 maggio tra gli ospiti Massimo Giletti, Paolo Mieli, Sigfrido Ranucci et  at:  07/03/2026  

Castrovillari, Festival della legalita' dal 16 al 23 maggio tra gli ospiti Massimo Giletti, Paolo Mieli, Sigfrido Ranucci - Contro le mafie. Castrovillari da' il via al Festival della Legalita' 2026, dal 16 marzo al 23 maggio Massimo Giletti, Paolo Mieli, Sigfrido Ranucci e tanti altri ospiti saranno protagonisti dell’edizione 2026. Al centro, però, studenti, cittadini e istituzioni che, in un’unica voce coraggiosa, urlano la condanna alle mafie Studenti, istituzioni, cittadini. Tutti insieme per dire no ad ogni forma di criminalità organizzata e alla sua subcultura. Anche quest’anno Castrovillari è pronta per il Festival della Legalità – Contro le mafie, uno tra i più importanti e identificativi eventi della città del Pollino che, dal 16 al 21 marzo, offrirà incontri, dialoghi e riflessioni in una programmazione ricca e articolata. La manifestazione, infatti, si svilupperà in due grandi filoni che si estenderanno fino al 23 maggio, giorno simbolo per la lotta alla mafia. Il primo coincide con la settimana del festival, dal 16 al 21 marzo, durante la quale Castrovillari ospiterà una serie di appuntamenti pubblici e incontri con gli studenti. Giornalisti, procuratori e testimoni dell’impegno civile dialogheranno con i ragazzi e con la cittadinanza sui temi della lotta alla criminalità organizzata, della libertà di informazione e del ruolo delle istituzioni. La settimana culminerà con il talk conclusivo affidato a Paolo Mieli, che offrirà una riflessione sul processo della pace – oggi più che mai così tristemente attuale - che passa attraverso un’analisi storica ed un percorso graduale. Il secondo filone del festival, a partire dal 25 marzo e per tutto il mese di aprile e di maggio, darà il via al concorso artistico-letterario Artlet 2026, in collaborazione con le associazioni culturali Khoreia 2000 e Mystica Calabria che hanno coinvolto tutte le scuole del territorio a lavorare sul tema “Scuola e legalità: il nostro spazio di rispetto, diritti e lotta alle mafie”. In questo arco di tempo la manifestazione proseguirà con altri appuntamenti e ospiti di rilievo nazionale, tra cui Sigfrido Ranucci e Massimo Giletti, che porteranno il loro contributo sul tema dell’informazione, dell’impegno civile e della ricerca della verità. Questo secondo blocco di iniziative culminerà con la premiazione concorso Artlet e con l’iconico corteo del 23 maggio, anniversario della strage di Capaci, che ha come protagonisti i ragazzi di tutte le scuole della città. E’ grazie a loro che, attraverso un tripudio di colori e speranza, Castrovillari ogni anno urla al mondo la sua condanna alle mafie, conducendo l’intera comunità verso una società più giusta. Il festival, promosso e organizzato dal Comune di Castrovillari, si propone così come un grande laboratorio civico, capace di unire cultura, educazione e partecipazione, mettendo al centro i giovani e il loro ruolo nella costruzione di una comunità fondata sul rispetto delle regole e sulla difesa dei valori della legalità. ( comunicato Ufficio stampa Paola Chiodi)

 
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     Un terremoto di magnitudo ML 3.9 è avvenuto al largo di Corigliano-Rossano ( Costa Ionica Cosentina ), l' evento si e' verificato alle 14:21 et  at:  06/03/2026  

Un terremoto di magnitudo ML 3.9 è avvenuto al largo di Corigliano-Rossano ( Costa Ionica Cosentina ), l' evento si e' verificato alle 14:21:59 (UTC +01:00) ora italiana ad una profondità di 22 km ed è stato localizzato dalla Sala Sismica INGV-Roma. L' evento nonostante l' epicentro fosse in mare e' stato avvertito dalla popolazione ma fortunatamente non risultano danni a cose o persone. Il sindaco Stasi ha cosi' rassicurato i suoi concittadini: " La scossa è stata a largo del nostro mare, tra il nostro comune e Crosia, ad una profondità di 22 chilometri, di magnitudo 3,9. Ho già sentito il Comando dei Vigili del Fuoco e non si registrano segnalazioni significative, né ci sono elementi al momento che ci fanno pensare ad una scia di eventi. Non bisogna andare assolutamente nel panico, al contrario. Non bisogna evacuare le scuole ma bisogna restare invece serenamente a svolgere la nostra giornata: spesso è il panico a fare danni più degli eventi, per cui, soprattutto, calma. Ogni edificio ovviamente è dotato di un Piano di Sicurezza in questi casi che è buona norma conoscere, insieme al Piano di Protezione Civile: mi raccomando. Per rasserenare ulteriormente la comunità come Protezione Civile Comunale stiamo attivando un numero per eventuali segnalazioni o richieste: 0983 5491 652 ".

 
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     Civicamente: " Attivita' produttive e lavoro ", incontro pubblico lunedi' 9 marzo alle ore 20 a Palazzo Cappelli et  at:  06/03/2026  

Civicamente: " Attivita' produttive e lavoro ", incontro pubblico lunedi' 9 marzo alle ore 20 a Palazzo Cappelli - Civicamente invita all' incontro " Attivita' produttive e lavoro " lunedi' 9 marzo alle ore 20 a Palazzo Cappelli Civicamente promuove un incontro informativo dedicato a lavoro, impresa e collaborazione, con l' obiettivo di creare rete e trasformare idee in opportunità concrete per la città. L’appuntamento è pensato come un momento aperto di confronto e networking rivolto a imprese, professionisti, cittadini e a chiunque voglia contribuire con proposte e competenze allo sviluppo economico locale. Consapevoli che la partecipazione non è un semplice ornamento della vita pubblica ma il suo fondamento più solido e, spesso, il suo vero moltiplicatore di efficacia, si invita chiunque a prendere parte a questo momento di confronto vivo e democratico che prescinde da qualsiasi orientamento politico. Una comunità prospera quando i cittadini non si limitano ad assistere, ma scelgono di concorrere, con idee, competenze, tempo e responsabilità, alla definizione delle priorità e alla cura del bene comune. Lì dove la partecipazione è viva, cresce la fiducia, si rafforza il senso di appartenenza e le decisioni acquistano qualità, perché nascono dall’ascolto e dall’intelligenza collettiva, non da dinamiche chiuse o autoreferenziali. In questo senso, partecipare significa trasformare i bisogni in proposte, le proposte in scelte, e le scelte in azioni misurabili: è così che una comunità non solo resiste, ma matura e si afferma. E’ così che intende lavorare e collaborare Civicamente. L’incontro, dal titolo “Attività produttive e lavoro”, si terrà lunedì 09 marzo 2026 alle ore 20:00 a Castrovillari, presso Palazzo Cappelli (I piano). Durante la serata si parlerà di lavoro e iniziativa d’impresa, di collaborazione tra realtà del territorio e di come “fare rete” per generare nuove occasioni di crescita per Castrovillari.

 
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