Castrovillari, Referendum Costituzionale 22 e 23 marzo 2026 il prospetto analitico per sezione. Vince il NO ma all et  at:  23/03/2026  

Referendum Costituzionale 22 e 23 marzo 2026: a Castrovillari il dato conferma la prevalenza del NO con il 60,53% per il SI votano il 39,47% ed all' appello mancano 8.418 elettori, cio' nonostante anche nel capoluogo del Pollino la maggioranza si e' schierata a favore del NO con 5.099 votanti per il SI hanno, invece, votato 3.325. Gli elettori aventi diritto erano 16.925 hanno votato in totale 8.507 persone il 50,26% del totale, 23 le schede bianche 60 quelle nulle. Di seguito il prospetto analitico per sezione:
















































































































































































































































































































"Sezioni" Elettori Voti % Schede bianche Schede nulle Schede contestate SI NO % %
1 513 196 38,21 1 0 0 80 115 41,03 58,97
2 620 295 47,58 1 0 0 123 171 41,84 58,16
3 508 207 40,75 0 3 0 55 149 26,96 73,04
4 701 299 42,65 1 2 0 92 204 31,08 68,92
5 642 345 53,74 1 6 0 124 214 36,69 63,31
6 622 318 51,13 0 4 0 104 210 33,12 66,88
7 691 362 52,39 1 0 0 152 209 42,11 57,89
8 597 292 48,91 0 0 0 121 171 41,44 58,56
9 741 368 49,66 3 2 0 136 227 37,47 62,53
10 828 418 50,48 1 3 0 139 275 33,57 66,43
11 1.031 532 51,6 0 3 0 208 321 39,32 60,68
12 991 492 49,65 1 3 0 230 258 47,13 52,87
13 783 340 43,42 0 6 0 127 207 38,02 61,98
14 715 403 56,36 2 4 0 139 258 35,01 64,99
15 755 362 47,95 2 9 0 164 187 46,72 53,28
16 974 520 53,39 2 2 0 228 288 44,19 55,81
17 794 465 58,56 0 2 0 174 289 37,58 62,42
18 753 368 48,87 2 1 0 134 231 36,71 63,29
19 1.049 598 57,01 0 3 0 250 345 42,02 57,98
20 994 563 56,64 2 3 0 234 324 41,94 58,06
21 1.058 544 51,42 3 4 0 216 321 40,22 59,78
22 565 220 38,94 0 0 0 95 125 43,18 56,82

 
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     Sanita', Laghi: «Il 118 calabrese, emergenza-urgenza sanitaria, tra difficolta' organizzative e rischi operativi». et  at:  23/03/2026  

Sanita', Laghi: «Il 118 calabrese, emergenza-urgenza sanitaria, tra difficolta' organizzative e rischi operativi». Il consigliere regionale, segretario questore, invita il commissario a «rivalutare il DCA n. 62, anche perche', oltre alla salute dei calabresi, riguarda direttamente ben 1.200 lavoratori della sanita'» - «Il DCA n. 62 del 18 marzo 2026 è un atto amministrativo che segna la formale centralizzazione delle funzioni dell'emergenza-urgenza dalle Aziende del Servizio Sanitario Regionale all'Azienda Zero, coinvolgendo oltre 1.200 lavoratori. Una scelta con una apparente logica riformatrice, che però rischia di creare più problemi di quanti non cerchi di risolverne». È quanto dichiara il consigliere regionale e segretario questore, Ferdinando Laghi. «Dal punto di vista giuridico-tecnico, il Dipartimento della Salute della Regione Calabria e Azienda Zero sembrano voler utilizzare formalmente la mobilità volontaria ai sensi dell'art. 30 del d.lgs. 165/2001, ma contemporaneamente applicano una logica di trasferimento automatico di funzione, generando un potenziale contrasto sistematico. Rischi evidenziati anche da quasi tutti i sindacati. Ma non è tutto. Per il personale del comparto, infermieri e oss, il riferimento giuridico è quello del trasferimento di attività, mentre per la dirigenza medica si è fatto ricorso alla mobilità volontaria. Questa divergenza tra dipendenti che operano nelle stesse strutture e per le medesime funzioni crea ulteriori difficoltà e rischia di generare disservizi. Due diversi accordi, due istituti giuridici diversi, stesso personale, stesse strutture, appaiono, per altro, discutibili anche dal punto di vista normativo». «E appare criticabile anche il mancato coinvolgimento di forze sindacali importanti e ampiamente rappresentative. Azienda Zero – prosegue Laghi – ha convocato solo alcune sigle a discutere del trasferimento del personale operante nell'emergenza-urgenza, con tanto di modifica del datore di lavoro. Non certo un affare di poco conto, considerando che stiamo parlando del coinvolgimento di oltre 1.200 lavoratori, fatto che avrebbe dovuto consigliare un atteggiamento molto più concertativo e inclusivo e che invece è stato sottoscritto da una minoranza di sigle sindacali, le quali, per altro, nel giro di poche ore dall'emanazione del decreto, ne hanno chiesto la rettifica». «Azienda Zero è stata istituita nel 2021: dopo quattro anni — evidenzia il consigliere regionale — la sua operatività ordinaria è ancora ampiamente incompleta». «Questi sono solo alcuni, tra i principali motivi che, a parer mio, suggeriscono — conclude Ferdinando Laghi — di sospendere l'efficacia del Dca n. 62, almeno nelle parti contestate, di convocare un tavolo allargato a tutte le organizzazioni sindacali e di fornire risposte concrete a partire da alcuni punti tra i più importanti: quante risorse aggiuntive certe vengono assegnate ad Azienda Zero, quali garanzie di sede e trattamento economico vengono date ai 1.244 lavoratori coinvolti, e in quale arco temporale realistico l'ente sarà in grado di gestire in completa autonomia un servizio vitale come il 118». ( comunicato )

 
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     Presentata nuovamente in Consiglio Regionale la proposta di legge per l'istituzione della " Riserva naturale regionale Fascia pedemontana - Lande parasteppiche di Castrovillari " et  at:  20/03/2026  

Presentata nuovamente in Consiglio Regionale la proposta di legge per l'istituzione della " Riserva naturale regionale Fascia pedemontana - Lande parasteppiche di Castrovillari " - Ambiente, Laghi: «Una Riserva Naturale Regionale per Castrovillari: proteggiamo uno scrigno unico di biodiversità e rilanciamo il territorio». Il consigliere regionale, segretario questore spiega che «non sarà un "museo chiuso" ma un “cantiere” a cielo aperto per tutelare la biodiversità, salvaguardare la salute, favorire lo sviluppo economico di tutta l’area e bloccare lo scempio ambientale che si sta perpetrando». «Ho nuovamente presentato in Consiglio Regionale la proposta di legge per l'istituzione della "Riserva naturale regionale Fascia pedemontana - Lande parasteppiche di Castrovillari". Proposta che dopo essere stata approvata – all’unanimità – dalla Commissione di merito, nella precedente legislatura, era stata “bloccata”, per circa un anno e mezzo, nel suo iter naturale, a poche settimane dall’approvazione definitiva in aula di consiglio. Alle iniziali motivazioni che avevano portato alla prima proposta, oggi se ne aggiunge un’altra, importantissima: la riserva naturale, come i fatti hanno purtroppo dimostrato, è l’unico strumento che possa bloccare lo scempio paesaggistico e ambientale a cui stiamo assistendo, cioè quello dell’invasione di un mare di pannelli fotovoltaici. Trentaquattro ettari già perduti, oltre sessanta in via di assegnazione, quasi altri trecento a rischio! Rimangono invece, seppur penalizzati, tutti quegli elementi che avevano suggerito la presentazione della proposta. Cioè la tutela di un territorio di eccezionale valore naturalistico e paesaggistico, situato ai piedi del Monte Pollino, che rappresenta uno dei siti più importanti dell’intera Italia meridionale. Ma anche la possibilità di bonificare alcune aree che mettono a rischio la salute dei cittadini e sviluppare tutte quelle attività – turistiche, di studio, ricreative, imprenditoriali – da cui l’intera Comunità trarrebbe grande vantaggio». È quanto dichiara il consigliere regionale e segretario questore, Ferdinando Laghi, nell’illustrare la sua proposta di legge appena presentata. «Bisogna fare in fretta, però – continua Laghi – ogni giorno che passa fa aumentare le possibilità che ulteriori, grandi aree si aggiungano a quella già aggredita dai pannelli solari. Che, tra l’altro, non hanno portato, né porteranno, nulla di positivo alla cittadinanza: né occupazione, né riduzioni di tariffe elettriche, mentre direttamente collegati alla istituzione delle riserve naturali, ci sono importantissimi finanziamenti regionali ed europei. Con buona pace di chi sosteneva di essere “contro la Riserva e contro i pannelli!”. Il risultato è sotto gli occhi – e le orecchie – di tutti.  È stata bloccata la riserva, lasciando invece via libera alla devastazione di un intero territorio.  Adesso vedremo se, rispetto alla nuova proposta, modificata e con una estensione sensibilmente ridotta – per eliminare ogni possibile strumentale critica – l’interesse di una intera Comunità avrà la meglio, seppur con colpevole ritardo, oppure se a prevalere saranno interessi affaristico-clientelari».   «L'istituzione della Riserva – conclude il consigliere regionale e segretario questore – è una scelta di campo: significa utilizzare la "qualità ambientale" come volano economico, promuovendo filiere produttive locali d'eccellenza e un'accoglienza turistica consapevole e di qualità, come già accaduto per diverse altre riserve naturali della nostra Regione. Un’opportunità di sviluppo che non possiamo permetterci di perdere, in linea con le più avanzate strategie europee sulla biodiversità». ( comunicato stampa )

 
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     L' associazione Civicamente organizza un nuovo incontro. Questa volta si parlera' di cultura, musica e spettacolo, in programma lunedi' 23 marzo alle ore 20:00 presso Palazzo Cappelli et  at:  19/03/2026  

Castrovillari, 19 marzo 2026 – L' associazione Civicamente presenta un evento unico dedicato a cultura, musica e spettacolo, in programma lunedi' 23 marzo alle ore 20:00 presso Palazzo Cappelli a Castrovillari. L’iniziativa, centrata su cultura, musica e spettacolo vedrà la partecipazione di Luca Donadio, candidato sindaco di Castrovillari per le amministrative 2026 con la lista Civicamente, insieme a operatori della cultura e liberi cittadini desiderosi di far rinascere la nostra città. L’evento mira, infatti, a rivitalizzare la scena culturale locale attraverso il confronto, enfatizzando il ruolo attivo della comunità. Promosso dall’associazione Civicamente, movimento politico che pone al centro partecipazione democratica e sviluppo del territorio, l’incontro si inserisce in una serie di iniziative tematiche che pongono al centro cittadini, artisti e professionisti a unire voci per rendere Castrovillari motore culturale del Pollino. Per informazioni e adesioni: civicamente.cv@gmail.com Tutti sono invitati a partecipare per contribuire attivamente a scrivere il futuro della città. 

 
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     Foreste mediterranee tra storia, ricerca e gestione, incontro Universita' degli Studi della Basilicata presente per il Parco del Pollino il Commissario Lirangi et  at:  19/03/2026  

Si e' svolta lo scorso 18 marzo, presso l' Aula Magna dell' Universita' degli Studi della Basilicata (Plesso ex Enaoli), la giornata di studi dedicata al ruolo delle foreste mediterranee tra ricerca scientifica, gestione del territorio e sostenibilità ambientale. L’iniziativa ha riunito studiosi, istituzioni e rappresentanti del mondo forestale per approfondire temi centrali per il futuro degli ecosistemi mediterranei, tra cui la vulnerabilità delle foreste, gli impatti del cambiamento climatico e la valorizzazione economica dei servizi ecosistemici. Nel corso della giornata si sono alternati interventi scientifici, momenti di confronto istituzionale e la presentazione del volume “Foreste tra natura e umane vicende. Nove storie” di Marco Borghetti, seguiti da un forum dedicato alle politiche forestali e alla gestione sostenibile del territorio. Tra i partecipanti anche il Commissario Lirangi, che ha preso parte ai lavori sottolineando l’importanza del dialogo tra ricerca e governance del territorio. «Le foreste mediterranee rappresentano un patrimonio straordinario, ma anche fragile, che richiede oggi più che mai una visione integrata tra conoscenza scientifica e capacità di gestione», ha dichiarato il Commissario Lirangi. «Incontri come questo sono fondamentali perché mettono intorno allo stesso tavolo università, istituzioni e operatori, creando le condizioni per politiche più consapevoli ed efficaci. La sfida è trasformare la conoscenza in azioni concrete, capaci di coniugare tutela ambientale, prevenzione dei rischi e sviluppo sostenibile delle comunità locali». L’evento si conferma così un’importante occasione di confronto su uno dei patrimoni ambientali più rilevanti del Mediterraneo, rafforzando il ruolo della Basilicata come laboratorio di riflessione e innovazione sui temi forestali.

 
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     Festival della Legalita' 2026: a Castrovillari e nel territorio un grande laboratorio diffuso di cittadinanza attiva et  at:  19/03/2026  

Festival della Legalita' 2026: a Castrovillari e nel territorio un grande laboratorio diffuso di cittadinanza attiva. Un percorso condiviso tra istituzioni, scuole e cittadini che, attraverso il confronto con protagonisti della giustizia e dell'informazione, forma oltre 4.000 studenti alla cultura della legalità e dell'impegno civile - Ha preso ufficialmente il via il Festival della Legalità Contro le mafie, inaugurato il 16 marzo a Castrovillari e attualmente in pieno svolgimento. Un’edizione che si conferma, ancora una volta, come uno dei momenti più significativi di riflessione e confronto sui temi della giustizia, della responsabilità civile e dell’impegno collettivo contro ogni forma di illegalità. Non solo Castrovillari. La manifestazione, infatti – organizzata dall’Amministrazione comunale di Castrovillari e finanziato dalla Regione Calabria -, si estende a tutto il circondario, coinvolgendo i comuni di Morano Calabro, Mormanno, San Basile, Saracena, Frascineto, Civita e Cassano Jonio in un percorso condiviso che mette al centro il territorio e le nuove generazioni. Un vero e proprio “festival diffuso” che porta il dibattito sulla legalità nelle piazze, nei teatri e soprattutto nelle scuole. Sono oltre 20 gli istituti scolastici coinvolti, con più di 4.000 studenti protagonisti attivi di incontri, dibattiti e momenti formativi. Un dato che testimonia la forte vocazione educativa della manifestazione, sempre più orientata a costruire consapevolezza e senso civico tra i giovani. Di altissimo livello il parterre degli ospiti che stanno animando questa edizione: magistrati, rappresentanti delle istituzioni, autorità militari e religiose e firme autorevoli del giornalismo italiano. Finora, personalità di spicco come Otello Lupacchini, Franco Roberti, Alessandro D'Alessio, ma anche Eugenio Facciolla, Massimo Lento, Eugenio Turco e molti altri hanno offerto, con i loro interventi, chiavi di lettura importanti sull’evoluzione delle mafie e sulle sfide della legalità nel nostro Paese. Il Festival della Legalità si conferma così non solo un evento, ma un percorso culturale e civile capace di coinvolgere istituzioni, scuola e cittadini in un dialogo costante. Un’occasione concreta per conoscere, distinguere e combattere l'illegalità e le ingiustizie a partire dalle pratiche quotidiane che possono vivere anche i più giovani. Cresce, nel frattempo, l’attesa per i prossimi incontri in programma, tra cui quello con i procuratori di Catanzaro e Reggio Calabria, rispettivamente Salvatore Curcio e Giuseppe Borrelli. A seguire, l’appuntamento con Pino Maniaci, previsto per sabato 21 marzo alle ore 10.30 presso il centralissimo Teatro Vittoria. In serata, sempre sabato al Vittoria ma alle ore 19, interverrà lo storico e giornalista Paolo Mieli, che presenterà il suo ultimo libro, Il prezzo della pace. ( comunicato ) 

 
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     Castrovillari, concluso il corso " Mondocane ". Anche quest' anno ha suscitato interesse et  at:  16/03/2026  

Anche quest' anno grande interesse ha suscitato il corso " Mondo Cane ", giunto alla diciannovesima edizione. Il seminario si e' svolto lo scorso 15 marzo a Castrovillari, nella sala convegni del Centro di formazione Alas. Il corso, rivolto agli aspiranti proprietari e ai proprietari di cani, è stato organizzato dal Gruppo “Passione Animali” dell’associazione “Solidarietà e Partecipazione” Castrovillari in collaborazione con le associazioni “Isde Italia Medici per l’Ambiente” sezione di Castrovillari, “Pensieri Liberi Pollino” e “Alas”. Si è discusso dell’evoluzione psicologica del cane dalla nascita all’età adulta e di etologia (comportamento e linguaggio). Sono stati forniti inoltre consigli utili per prevenire alcuni problemi comportamentali del cane, informazioni sul suo benessere, sulla sua salute, sugli obblighi di legge e responsabilità civili e penali del proprietario, sulle cause del randagismo canino. Hanno relazionato i veterinari Antonio Varcasia e Pierpaolo Avolio, la biologa Mariella Buono e l’avvocato Francesco Martire. Sono intervenuti, inoltre, Ferdinando Laghi, consigliere regionale della Calabria, Maria Belmonte, presidente della sezione di Castrovillari di Isde Italia Medici per l’Ambiente e Francesco Gervasi dell’A.E.O.P. di Rende. Ai numerosi partecipanti è stato consegnato un attestato di partecipazione. ( comunicato )

 
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     Grande interesse per il Parco Nazionale del Pollino alla fiera " Fa' la Cosa Giusta! " di Milano et  at:  16/03/2026  

Grande interesse per il Parco Nazionale del Pollino alla fiera " Fa' la Cosa Giusta! " di Milano - Si e' conclusa con un ottimo riscontro di pubblico la partecipazione del Parco Nazionale del Pollino alla fiera Fa’ la Cosa Giusta!, uno dei principali appuntamenti italiani dedicati al turismo responsabile, alla sostenibilità ambientale e agli stili di vita consapevoli. Nel corso della manifestazione milanese, lo spazio espositivo dedicato al Parco ha registrato un significativo interesse da parte di visitatori, escursionisti e appassionati di cicloturismo desiderosi di conoscere più da vicino il territorio del Pollino, le sue opportunità di fruizione e i percorsi dedicati al turismo naturalistico. Ad accogliere il pubblico sono stati il personale dell’Ente Parco e le Guide Ufficiali del Pollino, che hanno illustrato le peculiarità ambientali dell’area protetta, le attività escursionistiche e le esperienze di turismo sostenibile che il territorio offre. «La partecipazione a fiere dedicate all’escursionismo e al turismo responsabile – dichiara il Commissario del Parco Nazionale del Pollino, Luigi Lirangi – rappresenta per noi un’occasione strategica per raccontare il valore delle nostre aree protette. Essere presenti in contesti come Fa’ la Cosa Giusta! significa condividere con un pubblico attento e consapevole l’importanza della tutela del patrimonio naturale e, allo stesso tempo, far conoscere le opportunità di fruizione sostenibile che territori come il Pollino sono in grado di offrire». La presenza del Parco alla manifestazione ha rappresentato anche un’importante occasione di confronto con operatori del settore e con il mondo dell’escursionismo, rafforzando la promozione del Pollino come destinazione di riferimento per il turismo naturalistico e sostenibile, in un modello di sviluppo capace di coniugare tutela ambientale, accoglienza e opportunità per le comunità locali. Ufficio Comunicazione – Parco Nazionale del Pollino

 
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     Castrovillari, l' associazione socio-culturale " I Sognatori " presenta il Monumento alla Pace: l' opera sara' eretta sul piazzale della Madonna della Pieta' et  at:  12/03/2026  

Castrovillari, l' associazione socio-culturale " I Sognatori " presenta il Monumento alla Pace: l' opera sara' eretta sul piazzale della Madonna della Pieta', a perenne ricordo di un periodo travagliato e drammatico della storia contemporanea e per guardare con fiducia e speranza al recupero di un bene inestimabile e vitale per l' umanita': la Pace. L' opera e' stata molto apprezzata e riconosciuta valida dal comune di Castrovillari che ne ha autorizzato la costruzione. Il progetto proposto consta di una struttura molto semplice e lineare che bada all' essenzialita' del messaggio che si intende dare. L' opera sara' realizzata, in parte, con materiale lapideo di pregio e con elementi di acciaio posizionati verticalmente in una composizione tendente a rappresentare un abbraccio verso l' osservatore. Nello specifico sara' realizzato un cippo centrale in muratura rivestito totalmente con marmo bianco contenente nella parte anteriore la parola Pace, un motto emblematico, la silhouette di una colomba con rami di ulivo ed i loghi dell' Associazione ideatrice del monumento e del comune di Castrovillari e, sul retro la sola parola Pace. Ai lati del suddetto cippo saranno posizionati tre elementi cilindrici in acciaio, di altezze diverse, degradanti verso le estremita', collegati fra loro con altrettanti cilindri acciaiosi, il tutto pitturato con i colori della bandiera della Pace. Due fioriere in muratura, rivestite in marmo, saranno costruite a destra ed a sinistra del complesso monumentale. Il simbolo universale della Pace, costituito da un disco metallico adornato da un traforo floreale, opportunamente colorato, sara' fissato agli elementi cilindrici piu' alti. Lungo tutto il perimetro del basamento sara' realizzato una riquadratura in marmo mentre fasce dello stesso materiale marmoreo, recanti la parola Pace in diverse lingue, saranno posizionate in modo da formare una raggiera a significare che la pace deve raggiungere tutte le parti del mondo. Il Gruppo socio-culturale " I Sognatori " di Castrovillari consegnando l' opera alla citta' intende offrire uno stimolo alla riflessione attraverso un segno tangibile ed eloquente che faccia prevalere sempre la logica della tolleranza, della fratellanza, dell' uguaglianza e dell' altruismo, valori essenziali per costruire una Pace duratura. Qui trovate tutti i dettagli

 
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     Borghi montani, Santoianni (Fi): inclusione chiave per il rilancio delle aree interne. Il consigliere regionale presenta una proposta di legge che punta a coniugare inclusione sociale e miglioramento della qualita' della vita delle persone con autismo et  at:  11/03/2026  

Borghi montani, Santoianni (Fi): inclusione chiave per il rilancio delle aree interne. Il consigliere regionale presenta una proposta di legge che punta a coniugare inclusione sociale e miglioramento della qualita' della vita delle persone con autismo - Catanzaro, 11 Marzo 2026 – Trasformare i borghi montani della Calabria in comunita' capaci di offrire nuove opportunita' alle persone con disturbo dello spettro autistico e alle loro famiglie. E' questo l' obiettivo della proposta di legge presentata dalla consigliera regionale Elisabetta Santoianni, che punta a coniugare inclusione sociale e rilancio delle aree interne. L’iniziativa legislativa si inserisce nel percorso avviato dalla Regione Calabria per la valorizzazione dei borghi e delle aree interne, promuovendo modelli di “borghi montani inclusivi” capaci di migliorare la qualità della vita delle persone con autismo e allo stesso tempo rafforzare il tessuto sociale delle comunità locali. «Con questa proposta – afferma Santoianni – vogliamo valorizzare il grande patrimonio umano e territoriale di comunità naturalmente accoglienti e attente ai bisogni delle famiglie. Oltre il 70% dei comuni calabresi presenta una popolazione inferiore ai 5.000 abitanti e molti di essi si collocano proprio nelle aree interne e montane della regione. I nostri borghi – prosegue - possono diventare luoghi dove inclusione sociale e sviluppo territoriale camminano insieme». La proposta di legge prevede il sostegno a progetti di inclusione sociale e lavorativa, il coinvolgimento degli enti locali e del terzo settore, il miglioramento dell’accessibilità degli spazi pubblici e la promozione di iniziative innovative legate anche all’economia sociale e solidale. «Credere nella capacità inclusiva dei nostri borghi – conclude Santoianni – significa sostenere concretamente le famiglie, rafforzare le comunità e contribuire al futuro delle aree interne della Calabria».

 
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     Civicamente al tavolo con le attivita' produttive et  at:  11/03/2026  

Civicamente al tavolo con le attivita' produttive. L' associazione Civicamente, lo scorso 9 marzo 2026, a Palazzo Cappelli, ha dato vita ad un incontro appassionante dedicato ad attivita' produttive e lavoro dignitoso, con Luca Donadio, candidato sindaco di Castrovillari del movimento, al centro del dibattito. La sala era gremita: giovani, commercianti e imprenditori hanno riempito ogni posto, testimoniando l'urgenza di una Castrovillari che torni a essere il cuore pulsante del Pollino. Dopo i saluti di Donadio, Peppino Bonanno, esperto consulente in incentivi pubblici e green economy, ha aperto il confronto illustrando come sportelli specializzati per le imprese, in sinergia con gli enti locali, possano facilitare l'accesso ai bandi e attivare circoli virtuosi di risparmio e reinvestimento. Fondamentali, ha sottolineato, i Piani Energetici Comunali (PEC), veri motori di sviluppo sostenibile per i Comuni nel medio e lungo periodo. I lavori sono proseguiti con Cristiano Magnelli, Responsabile del Centro per l'Impiego di Castrovillari, che ha tracciato un quadro preciso della situazione occupazionale sul Pollino, coprendo 85 Comuni. Ha lanciato un appello forte alla "rete": amministrazioni, imprenditori, consulenti del lavoro, scuole, associazioni di categoria e patronati devono collaborare per rendere efficaci le politiche attive e passive del lavoro. Luca Donadio, moderando con maestria, ha spostato l'attenzione sulla dignità del lavoro e sul ruolo dell'Ente Locale, coadiuvato dai sindacati. Federica Pietramala, Segretaria territoriale Flai Cgil, ha risposto con proposte concrete: la gestione diretta comunale garantisce qualità e controlli, sfruttando fondi per piani di forestazione e difesa del suolo contro il dissesto idrogeologico. Ha citato il piano di gestione forestale di Castrovillari – quasi mille ettari mappati – pronto per bandi regionali, come successo nell'alto Ionio, per creare opportunità vere per i giovani locali. A chiudere Nicola Spagnuolo, direttore nazionale CFMT ed esperto di formazione manageriale, ha insistito sulla concentrazione delle risorse per riconoscere l'identità del territorio. "Castrovillari ha bisogno di una visione alta", ha detto: infrastrutture per l'imprenditoria, strategie coraggiose a lungo termine, anche impopolari, per far tornare i talenti e costruire un ecosistema economico solido. Gli incontri di Civicamente si confermano essere non sono semplici dibattiti ma il seme di un rinascimento per tutta l’area del Pollino. Il movimento politico guidato da Luca Donadio, unisce esperti e cittadini in una visione concreta (incentivi green, reti occupazionali, forestazione innovativa, politiche identitarie) per una Castrovillari ambiziosa e inclusiva. La scelta è chiara: con Civicamente, il futuro si costruisce oggi, passo dopo passo, con determinazione incrollabile.

 
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     Castrovillari, domenica 15 marzo 19^ edizione del corso " Mondo cane ", iniziativa di sensibilizzazione, rivolta agli aspiranti proprietari e ai proprietari di cani et  at:  10/03/2026  

Castrovillari, domenica 15 marzo 19^ edizione del corso " Mondo cane ", iniziativa di sensibilizzazione, rivolta agli aspiranti proprietari e ai proprietari di cani - Si svolgera' domenica 15 marzo 2026 la diciannovesima edizione del Corso Mondo Cane, storica iniziativa promossa dal Gruppo Passione Animali dell' associazione “Solidarietà e Partecipazione” di Castrovillari in collaborazione con le associazioni Pensieri Liberi Pollino, Alas e ISDE Italia Medici per l’ambiente sezione di Castrovillari. L’iniziativa di sensibilizzazione, rivolta agli aspiranti proprietari e ai proprietari di cani, si svolgerà il 15 marzo dalle 15.30 alle 19.30 nella sala convegni del Centro di formazione Alas di Castrovillari. Si discuterà dell’evoluzione psicologica del cane dalla nascita all’età adulta e di etologia (comportamento e linguaggio). Saranno, poi, forniti consigli utili per prevenire alcuni problemi comportamentali del cane, ma anche informazioni sul suo benessere, sulla sua salute, sugli obblighi di legge e responsabilità civili e penali del proprietario. Relatori del corso saranno i medici veterinari Antonio Varcasia e Pierpaolo Avolio, la biologa Mariella Buono e l’avvocato Francesco Martire. Il corso è gratuito, ma è obbligatoria la prenotazione. Per informazioni e prenotazioni si può contattare uno dei seguenti numeri 340.1681445 (Rebecca) 340.4187311(Francesco,); 388.1709734 (Mariella) 347.1959887 (Marilena), 3486990104 Marika. Ai partecipanti verrà consegnato un attestato. 


 
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     E' Biagio Faragalli il nuovo presidente della Provincia di Cosenza, il primo cittadino di Montalto Uffugo e candidato del centrodestra ha avuto la meglio su Franz Caruso, sindaco di Cosenza, dell’area di centrosinistra et  at:  09/03/2026  

E' Biagio Faragalli il nuovo presidente della Provincia di Cosenza, il primo cittadino di Montalto Uffugo e candidato del centrodestra ha avuto la meglio su Franz Caruso, sindaco di Cosenza, dell’area di centrosinistra. Le votazioni si sono svolte domenica 8 marzo, dalle 8 alle 20 nella sede di piazza XV Marzo. L’elezione del presidente della Provincia avviene con voto diretto, libero e segreto, le candidature devono essere sottoscritte da almeno il 15% degli aventi diritto al voto. La popolazione residente nel territorio provinciale risulta pari a 674.543 abitanti il che permette l' elezione di 12 (dodici) Consiglieri. 1.742 tra sindaci e consiglieri comunali che sono stati chiamati al voto.

 
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     War game a portata di tutti, questo e' il mondo! World Monitor offre una visione globale e real time delle guerre in atto et  at:  07/03/2026  

War game a portata di tutti, questo e' il mondo di oggi!  World Monitor offre una visione globale e real time delle guerre in atto - In un mondo che ha ripreso a parlare di guerre la tecnologia si adegua, e' il caso di World Monitor, un progetto open source attivo da marzo 2026 concepito come una piattaforma di "Real-Time Global Intelligence Dashboard". L' ideatore e' l' ing. Elie Habib capo di Anghami, una delle più grandi piattaforme di streaming musicale del Medio Oriente. Da quando nell' area mediorientale i venti di guerra hanno cominciato a fischiare sempre piu' forte, un progetto inizialmente del tutto personale si è trasformato improvvisamente in qualcos’altro: una dashboard open source utilizzata da persone in tutto il mondo per seguire la guerra in tempo reale. Tra l' altro sono diversi i contenuti visualizzabili: notizie, web cam in diretta nonche' la situazione  di vari scenari in tutto il globo. " L’idea - ha spiegato Habib a Wired - è nata quando i titoli dei giornali hanno iniziato ad affastellarsi diventando sempre più difficili da seguire ". “Le notizie sono diventate davvero difficili da analizzare”. “Iran, le decisioni di Trump, i mercati finanziari, le materie prime critiche, tensioni che si accumulavano da ogni direzione”. Una piattaforma World Monitor basata sull'IA che tiene conto di oltre 190 fonti a ognuna delle quali viene attribuita " una precisa gerarchia ed un dato punteggio. Le agenzie di stampa e i canali ufficiali – come Reuters, Ap, il dipartimento della Difesa statunitense e le Nazioni Unite – occupano il livello più alto; seguono grandi emittenti come Bbc e Al Jazeera, insieme a realtà investigative specializzate come Bellingcat. Il sistema utilizza una serie di connessioni che finiscono per disegnare precisi scenari: traccia eventi come i blackout di internet, le deviazioni di voli militari, navi cargo ferme e incendi rilevati dai satelliti. In altri termini se un blackout di internet coincide con aerei che cambiano rotta e una traccia di calore rilevata dai satelliti nella stessa area, la mappa segnala una possibile escalation. Clicca qui per visitare il sito

 
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     Teologia fedicida, chiesa e 'ndranghetatura. Lo scritto di Luigi Zaccaro dedicato a Michele Albanese giornalista antindrangheta scomparso di recente: " Fare " teologia in contesti e con teste di 'ndrangheta et  at:  07/03/2026  

Teologia fedicida, chiesa e 'ndranghetatura. Lo scritto di Luigi Zaccaro dedicato a Michele Albanese giornalista antindrangheta scomparso di recente: " Fare " teologia in contesti e, con teste di 'ndrangheta - Teologia fedicida chiesa e 'ndranghetatura  "Fare" teologia in contesti, e con teste, di 'ndrangheta.  In un’ intervista, di qualche anno fa, dal titolo un po’ “inquietante”: Abbiamo ancora bisogno dei teologi? Bernard Sesboüé- teologo francese- rispondeva ad alcune domande sull’attualità/utilità del “lavoro” teologico . Successivamente tradotta e pubblicata in Italia, è reperibile sul sito della Queriniana, col titolo : A cosa serve un teologo? Bernard Sesboüé risponde a Sophie de Villeneuve. Lo studioso- come noto, notoriamente moderato e non sicuramente “estremista” di sinistra – autore di una serie di opere che hanno inciso significativamente sulla qualità della riflessione e della prassi teologiche attuale, spiega perché, a suo parere, continuino a mantenere tutto il loro valore: la presenza, lo studio e la passione, per la ricerca, di tanti teologi.  Sesboüé, dopo aver sintetizzato -con una rapida panoramica storico-dottrinale-, l’andamento a “fisarmonica” della produzione teologica, nel corso dei secoli, individua le cause che, in alcune epoche, ne hanno determinato il deleterio allontanamento dalla fede ecclesiale popolare. Tra queste, va ricordata l’eccessiva speculazione della neoscolastica, che, comunque, rimane una tappa fondamentale per l’attuale trend scientifico raggiunto dalla teologia. Riprendendo/ comparando alcuni recenti e interessanti contributi sulla significanza/qualità della ricerca teologica – tra gli altri, Neri , Vergottini, Grillo, Savagnone -, pubblicati su Riviste cattoliche – ci soffermiamo, brevemente, su qualche punto toccato dal gesuita, come premessa dottrinale al nostro contributo critico. Basti ri-pensare -sottolinea il gesuita – il rapporto teologia /teologi – chiesa. Spesso, si tenta di insinuare, che, in fondo, la comunità ecclesiale, non abbia bisogno della riflessione teologica, in quanto si limiterebbe a complicare la intelligenza e la prassi credente della fede. Sostenere ciò -per il teologo gesuita- significherebbe cedere o, peggio, rassegnarsi a una fede passiva, vana e irriflessa, non “con”-vissuta/sperimentata, ridotta a un automatismo fideistico fatto di ripetizione di formule litaniche, che, col tempo -aggiungiamo noi- diventa comoda ossessione ego/conformista fino a sconfinare in una bigotteria, di “gregge”, tra l’altro, spesso funzionale- in alcuni contesti ecclesiali-, a precise pratiche pre/omertose e/o etno/paramafiose.  Ciò desta perplessità e preoccupazione e dovrebbe invitare tutti- a cominciare, proprio dalla Chiesa- a riflettere come una predicazione non compartecipata del Dio di Gesù, possa alimentare quella allarmante fenomenologia etico/sociale che tradisce un livello antropologico/ umano in caduta libera, verificabile- pur se in modo non omogeneo- sull’intero territorio nazionale.Simile cupo scenario, per molti aspetti, esibisce una sorta d’ interfaccia del potere/metodo criminale mafioso, o- detto in termini teologico morali- del peccato personale/ strutturale di mafia, come componente tipica della storia d’Italia, caratterizzata, appunto, da una sempre più pervasiva e contagiosa antropologia mafiosa e mafiogena diffuse , dove quelle pratiche hanno trovato la loro eziologia e sviluppo socio/politico/ economico e, in parte, “ecclesiale” (Cf. I. Sales, Storia dell’Italia mafiosa. Perché le mafie hanno avuto successo , Rubbettino 2015.), innescando una ineluttabile e progressiva perdita di un minimo sindacale di senso comunitario- a cominciare, per es., dal pagamento del pizzo, nella sanità privata e usuraia: o paghi o muori!- perché ignorare la sofferenza di un uomo è sempre un atto di violenza tra i più vigliacchi  (Gino Strada)- per la tutela del diritto costituzionale alla vita/salute- allora: “il problema non sono le mafie il problema siamo noi” (don Luigi Ciotti)-, e della fede viva liberamente annunciata/praticata , quella che opera, resistendo cristianamente al male /peccato, nella carità. Riprenderemo questo punto più avanti . Perciò- tornando a Sesboüé -dire che la Trinità comprende tre o quattro persone non importa più a nessuno, o, peggio, non fa nessuna differenza. Il gesuita- come notavamo- ascrive, in prevalenza, l’alienazione della e dalla spiritualità autentica a quel teologare, tipico della Scolastica medievale, che storicamente, segue la grande teologia biblica dei Padri. Tuttavia- come accennavamo- puntualizza l’autore :il metodo scolastico di fare teologia- che si riferisce , non solo etimologicamente, alla “scuola”- pur facendo registrare un momento evolutivo cruciale per la rinascita e la configurazione della teologia dei secoli successivi, non riuscì a superare la crisi di idee e metodi del periodo precedente. Basti pensare -in relazione al passaggio da una teologia prettamente razionalistica e, per tanti aspetti formalistica e sterile, tipica della manualistica scolastica -, a quella che ha, opportunamente, recuperato la centralità teologica della storia, interrogandosi, senza veli e radicalmente, su genesi e statuto della disciplina; ci riferiamo, tra l’altro: alla teologia viva- del XIX secolo- della Scuola di Tubinga, esito, appunto della svolta storico-ermeneutica e anti-speculativa, propedeutica alla innovativa e incisiva riflessione teologica del XX secolo, a cominciare proprio da quella francese .Non possiamo spiegare e trasmettere agli altri -fa notare Sesboüé- ciò che non è chiaro neanche a noi, equivocando indebitamente e, perfino, empiamente sul messaggio evangelico. Se qualcuno ci chiede dei chiarimenti -precisa il teologo gesuita- dobbiamo avere l’onestà, anche, di declinare o, se occorre, dilazionare momentaneamente una risposta che, al momento, sarebbe probabilmente errata e deviante. Talvolta – ribadisce lo studioso – la riflessione teologica ha eretto un muro di separazione tra teologia e fede popolare, ma ciò non può implicare l’abbandono della ricerca di nuovi linguaggi per una comunicazione chiara, efficace, vera e adeguata alla prassi spirituale contemporanea. Spesso siamo “uditori” di prediche che abbondano inopportunamente in quanto a devozione, ma teologicamente insignificanti, perché non soddisfano e/o non sono in grado di dare risposte alle nuove e vecchie inquietudini di tante persone, sempre più, prigioniere del loro stesso silenzio. Insomma , senza la teologia, la fede rischia di confondersi con una pietà priva di senso o meglio che non dona senso. Perché oggi il problema che si pone -nonostante gli indiscutibili progressi della scienza, della tecnica, nonché della disponibilità- non per tutti però- di strumenti di comunicazione-: è proprio la carenza di senso esistenziale, peraltro -come ricorda l’autore -già rilevata da pensatori come P. Ricouer e C.Levi Straus. Il primo rivendicando la centralità del Senso per un’ esistenza umana degna di questo nome; il secondo -in una sorta di “rivoluzione copernicana”- facendo del Senso il ricettacolo dell’uomo, nel “senso” di porre l’uomo nel Senso e non viceversa .  Il teologo francese conclude la stimolante conversazione, ammettendo/confessando che, per lui, la teologia -come scelta di vita- ha contribuito, non soltanto, a chiarirgli molte cose importanti- che non aveva ancora compreso del tutto-, ma: a renderlo anche più felice.  Articolando e focalizzando alcune ricadute negative di questo discorso, riprendiamo, in primo luogo, un punto geo/ecclesialmente sensibile, in precedenza evidenziato, pensiamo, per es., – e non si tratta di annotazione marginale-, alle modalità comunicative, teologicamente annacquate/”annacate”, del messaggio evangelico, perfino sulle strategie della cosca emergente di turno, e non trasmesso/ fondato sulla esigenza della fede/carità: Cristo morto e risorto, appello di salvezza per tutti quelli che lo accettano. In questo contesto, ci preme, in particolare, riferirci a una parte della stessa comunità credente, oltre che a tanti altri soggetti, privati e pubblici, della polis- in apparenza anonimi – che operano non certamente per filantropia o per un malinteso senso di carità, diffusa, a buon mercato, ma, più prosaicamente, al servizio/asserviti, e quindi “servi”, soprattutto del peccatore/delinquente mafioso e dei suoi associati/clienti, occulti , utilizzatori finali, collocabili nella cd. “zona grigia”: burocrati, funzionari, "politici", imprenditori e massoni deviati “non” manifesti. Tutti smascherati dall'orientamento espresso per il prossimo referendum sulla in/giustizia, che, in caso di, sciagurata e incostituzionale, scelta del "si", rischia di avviarci verso una neo-“Orban”/izzazione a democratura- illiberale. Ciò ha contribuito a quell’ apparente equivoco, anzi a quell’ astuta strategia di fondo, adottata, appunto- anche se non esclusivamente, a causa di una conveniente e allettante mafiosità “debole/allargata” -, dai mafiosi, strutturali e fortemente strutturati , per legittimare e consolidare rendite di com-posizioni ,fatte di carriere tranquille, promozioni scontate, elezioni concordate, raccomandazioni facili, collusioni convenienti, protezioni rassicuranti, connivenze garantite ecc. Insomma: microstrutture di peccato, endemiche- come dicevamo- anche a una storia prettamente italiana, nonostante il Vaticano II e la Costituzione repubblicana. Inoltre, esito ancora più deprecabile della trasmissione sciatta/monca di una “fede” senza amore, è l’aver consentito -anche se non sempre consapevolmente- a questo processo di mistificazione strumentale del messaggio cristiano- non adeguatamente corroborato da un approfondimento teo/logico di liberazione, specialmente dei poveri, dal peccato perpetrato da chi ne sfrutta, tramite caporalato e cottimo da schiavi, sistematicamente le condizioni di precarietà economica e fragilità psicosociale -, di organizzare , favorire e istituzionalizzare quelle pratiche mafiose e mafiogene diffuse- finalizzate all’arricchimento/dominio dei clan e dei loro referenti masso-politici deviati- , intendendo, con quest’ultime, quelle messe in atto, non soltanto dalla e nella presunta normalizzazione ecclesio/istituzionale ( G. Savagnone, La Chiesa di fronte alla mafia, Milano 1988.), ma specialmente da una “società civile”, tendenzialmente a “conduzione” privatistico/ borghese, crogiuolo di penuria empatica ed ego/narci-cinismo relazionale, ostacoli spesso insuperabili per un progetto di comunità umano/solidale, della e nella post-modernità, pro-vissuta con “stile” etico- evangelico, che, al contrario, sembra collassare progressivamente sotto i colpi di una montante ontologia, mafiocratica, dell’indifferenza/peccato sociale. Altro effetto negativo -che va circoscritto e denunciato- della debolezza di un annuncio di redenzione evangelica, consiste in un suo automatismo ritualistico e ripetitivo copia e incolla – con omelie da AI mode – prive di una preparazione/ studio documentato, biblico-teologico, che, puntando, invece , su una offerta redentivo/spirituale, decontestualizzata, tradotta in un linguaggio vanamente e vagamente parenetico , propinato con una strategia liturgica “pigra”, o- nel migliore dei casi- “kitsch”, non riesce più a “bucare” il senso per la fede di credenti ,e non: in fondo siamo un po’ tutti credenti anonimi . Mentre si continua a privilegiare, incoraggiare e incentivare pratiche “devozionali”, funzionali e contigue a estemporanee, nonché cicliche, “tiritere”- per usare un eufemismo- “ presunte neo-gnostiche”, simil-New Age, esito di un’evidente confusione, tra piano storico teologico , filosofico religioso e generica etica/spiritualità orizzontale- che rischia, anche se in modo irriflesso, di indulgere a neo-paganesimi di sorta- , priva di un pensare cristologico -trinitario, o detto più chiaramente/prosaicamente: di una decisa intenzione/decisione/accettazione e prassi di, ragionevole, fede cristiana (1Cor15,12-20).  A questo proposito, si assiste – “a grande richiesta”- a bizantinismi “teologici”- per es., come quelli mancuso/gamberiniani, confezionati per diversamente credenti “radical shock” -, “interessati” ma scontati, peraltro, anche se in modo irriflesso, “sponsorizzati”- come dicevamo- sotto traccia, in parte, da una prassi “neo-liberal”/dottrinale – che, da un lato- in nome di una maggiore “digeribilità” del paradosso cristiano- continua a speculare/enfatizzare/estenuare, fino a separarli- : il kähleriano “Gesù storico” e il “Cristo della fede”, fornendo, al gesuano/logo Mancuso l’assist  per -detto in termini kantiani -smontare/montare  un Cristo  vuoto, senza Gesù,  e un Gesù cieco senza Cristo: una sorta di  sublimale islamizzazione di un presunto  neo-cristianesimo,  con Gesù profeta di Cristo o, nella migliore delle ipotesi: uno dei tanti maestri di etica/spiritualità (M. Vergottini, Gesù è ,o non è, il Cristo? Dove Mancuso “inciampa”, Settimana News, 13 gennaio 2026.)!  Dall’altro, col   teologo,   neo-panent/post/ teista, Gamberini- che propone, in sostanza, attraverso  il superamento  della separazione, niceana,  tra generazione e creazione-, la  liquidazione simultanea di trascendenza e incarnazione , in pratica: l’essenza della fede/messaggio  cristiano di salvezza (G. Savagnone, Verso un neo-cristianesimo? SettimanaNews 13 dicembre 2025.). “Esodando”, così il fatto storico, il dono incomparabile, la grazia, offerta nella storia di donne e uomini , dell’ incontro salvifico con il Dio di Gesù Cristo di Nazaret. Formula, quest’ultima, non riducibile a un comodo e irriflesso slogan- e sulla quale l’indagine teologica ancora naviga a vista, altro che neo-teologie 2.0-, quando in realtà evoca la complessità/ “ mistero” del messaggio cristiano- ancora tutto da comprendere- , insieme a un realismo/”materialismo” incarnazionista, peraltro, tipico del cattolicesimo: Gesù Cristo: l’evento– nessuno scandalo/eresia se diciamo-: in/”deducibile”, perché il desiderio/ “cor inquietum”, ma libero – non la presunzione di una ragione totalizzante-, accompagnato dalla preghiera/speranza, senza voler inventare o dedurre misteri di sorta: può-se almeno "crediamo di credere"- immaginare perfino il Dio con/come uno di noi, che, nel Figlio crocifisso risorto, ci ha desiderato/cercato per primo: il Dio di Gesù di Nazaret unico/unitario, e, nondimeno, ri/”petibile”/perché è il Vivente- per la fede /carità – nello Spirito come pratica dell’ Amore di Dio sperimentato , attestato e liberato nell’ amore/liberazione del prossimo ( Mt 25, 31-46). Sul concetto teologico di “liberazione”- ci sia consentito, nell’ambito di una riflessione pertinente alla significanza e attendibilità della ricerca teologica, che non opera fuori dal mondo -, una rapida chiosa. Senza indulgere, qui, a eventuali posizioni egemoniche di questa o quella teologia del o al “genitivo”, pensiamo, piuttosto, che sia improponibile e sintomo di una resistente e sterile astrattezza la configurazione di una autoreferenziale teologia generale, “neutrale” , in quanto, per un principio ermeneutico, metodologicamente collaudato e acquisito soprattutto dal teologare, ogni proposta o scuola teologica, anzi ogni singolo teologo pensi e scriva pre-inserito in un preciso contesto storico/culturale/vitale-, come del resto gli autori delle Scritture – esprimendo un proprio orientamento e una lettura, anche “politica”, che rispecchia una Welthanschauung, di fondo, concretizzata nei valori , nelle pratiche e nel raggiungimento di interessi personali o di gruppo di appartenenza. La teologia, come scienza, è riflessione critico-profetica sulla fede, nella sua essenziale componente umano-razionale, s’inserisce, perciò , in un preciso contesto filosofico, acquisendone e condividendone metodologia e finalità, che determinano e condizionano notevolmente i presupposti e la cornice ermeneutica del pluralismo delle concezioni e costruzioni delle diverse sistematiche teologiche, derivanti dai rispettivi sistemi filosofici- non certamente politicamente asettici -, di riferimento. Per cui si possono prospettare, realisticamente e teleologicamente, le varie teologie, “anche”,  politiche: progressiste, della liberazione, esistenziali, di classe, reazionarie, della conservazione, della borghesia, della comunicazione ecc., connotate, appunto, dalla essenziale, componente/interesse di classe, filosofico- politico di riferimento. La teologia della liberazione s’inserisce in questo discorso, accusata e marchiata di ateismo materialista, si dimentica e omette dolosamente che in K. Marx riscontriamo, storicamente/fenomenologicamente , la verifica teorico-pratica dell’amore del prossimo, come condizione dell‘amore di Dio. Basti pensare- fra i tanti intellettuali-filtro di riferimento- a Pier Paolo Pasolini, e alla sua rilettura antidogmatica e realistica del Vangelo secondo Matteo, nell’ omonima versione cinematografica -, per cui al fondo del “marxismo di Marx” c’è un‘istanza umanitaria, sorretta da una incancellabile radice cristiana, a riprova della quale si allega la condizione personale, familiare ed economica del filosofo e politico, che, rinunciando ai sicuri privilegi e successi- cioè a se stesso (1Gv 3, 16-24)- connessi alla sue indiscutibili capacità: mise la sua esistenza al servizio del bene e della liberazione delle classi emarginate o, detto in termini evangelici: dei poveri. A testimoniarlo vi è, tra l’altro, la sua reale identificazione con gli sfruttati, gli emarginati e con i bambini schiavizzati -insomma con gli ultimi– da un nascente industrialismo selvaggio, a caccia della massimizzazione dei profitti con ogni mezzo. Per Pasolini ,vi è in Marx un esempio chiaro di spiritualità convissuta, che spinge lo scrittore a chiedersi: se nel profondo di ogni borghese, che abbia scelto la via “redentrice” del marxismo, non deterministico, vi sia una marcata caratterizzazione cristiana. L’idea di futuro- come contesto esistenziale/ esistentivo dell’uomo nuovo– illumina il progetto politico-comunitario di Marx , anche se questo futuro sembra privo di quella trascendenza che identifica la promessa/messaggio cristiano di salvezza. La legittimazione evangelico- ecclesiale e filosofica di una teologia, in uscita e di liberazione- come dicevamo – acriticamente “accusata” di neomarxismo- s’inserisce in questo orizzonte pre-escatologico in quanto recepisce un passaggio fondamentale delle Scritture ebraico- cristiane , che spesso la stessa tradizione teologica ed ecclesiale ha omesso : l’”opzione preferenziale per i poveri”, come riferimento essenziale della Chiesa, di Gesù Cristo, povera per i poveri. Ma se si prova a riflettere su questo aspetto, possiamo riscoprire che è proprio il concetto di speranza/futuro ragionevole(1Pt 3,15-16), a riconciliare le due prospettive , che restano distinte ma non incomunicabili (Pier Paolo Pasolini, Marxismo e Cristianesimo, Brescia; 1985.). Pur senza perdere di vista la “bussola” evangelica ,quando dovremo fare i "conti" e presentare il relativo rendiconto: ai testi canonici, alla tradizione viva, al magistero libero a una equilibrata, approfondita e profetica riflessione teologica, non portavoce /addetto stampa degli interessi e delle alleanze per una resistente e irresistibile voglia di potere neo-temporale di certa clerico/gerarchia, ma soprattutto alla propria credibilità( Rosario Livatino). In pratica, la buona teologia, anzi la teologia “cristiana”, istituisce un nuovo paradigma, che non può prescindere- particolarmente nell’attuale contesto storico- politico, epocale, interno e internazionale-, da alcuni segni dei tempi di una contemporaneità debole/liquida, che interpellano le coscienze di tutti. Partendo dall’ ingiustizia e disuguaglianza economico/sociale- Davos “canta”- finalizzata, con metodi simil mafiosi, dove prevale: violenza, prevaricazione, omertà conveniente e collusione opportunistica, alla massimizzazione del profitto e dominio a ogni costo. Tali dinamiche, mettendo in atto un processo di “anticreazione”, derubano, mediante un neo- imperialismo liberista, bellicista e predatorio di – con una guerra di aggressione e occupazione ,nazi-stalin-fascista, dopo l’altra -, intere popolazioni privandole del futuro e dei più elementari diritti umani, a cominciare dal fondamentale diritto alla vita , alla dignità, alla libertà, a un ambiente salubre e ospitale e all’autodeterminazione. Forse- pensando alla copiosa misericordia di Dio , storicizzata/ donata nell’ amore incondizionato della croce di Cristo-, sarebbe consigliabile teologare quando non ci si sente “troppo bene”, reietto/abbandonato in una interminabile lista di attesa per una improbabile e spesso tardiva visita medica pubblica -, per rimodulare il tasso empatico personale e comunitario, riscoprendo, nella fede /carità nel Dio di Gesù, quella compassione dell’ uomo per la sofferenza dell’uomo, per essere veramente cristiani, cioè : “umani”!  E qui rientra in gioco la postura etico- sacramentale- ministeriale di parte della Chiesa. Infatti nonostante la “crisi” delle vocazioni, non possiamo continuare pavidamente a sorvolare/tacere sull’atteggiamento a dir poco ambiguo di alcuni preti in “buona” o in mala fede che siano. Nel primo caso -grazie” anche a una preparazione teologica, di base, approssimativa per ovviare alla suddetta penuria vocazionale -, siamo di fronte a ministri del culto digiuni dell’ abc della teologia/fede e senza passione, consapevolezza e responsabilità per una missione finalizzata all’annuncio e alla pratica della e per la carità (Optatum totius), in modo particolare, se e quando si è destinati in Diocesi da evangelizzare /redimere dal peccato di mafia. Quadro deplorevole, imputabile a certa “scuola” cattolica che -notoriamente salvo qualche eccezione, cenerentola della teologia a livello europeo-, per foraggiare carriere massoecclesiastiche e/o sedicenti accademiche, rispettivamente riservate a personaggi “talari”, o intellettuali/sagrestani (Mt 20, 25-28), è sempre alla spasmodica e interessata ricerca di illusorie iscrizioni, specialmente, sulla pelle di laici disoccupati e disperati- non raccomandati da clerico-baroni-, senza futuro, già, vittime di un liberismo feroce, che reifica l’essere umano, soprattutto le giovani generazioni. Nel secondo- occorre dirlo con parresia- l’ adeguatezza teologica c’entra, ma fino a un certo punto, perché siamo di fronte a clerico-massomafiosi e/o mafiogeni tout court-, manifestamente appartenenti, specialmente in alcune Diocesi, al cerchio magico dei vari boss e /o politici collusi , che, oltre ad avere le loro cappelle /bunker privati, godono delle prestazioni “sacramentali” del ministro personale, di fiducia ,nominato, talvolta affiliato, cucito su misura dei propri interessi/assoluzioni, non solo spirituali (I. Sales , I preti e i mafiosi. Storia dei rapporti tra mafia e Chiesa Cattolica, Milano 2010.). Mimetizzato e segretato nelle varie confraternite, questo comparaggio, in apparenza da “sagrestia”- autentica “struttura di peccato” masso’ndranghetista, occulta-, riesce a incassare consenso, in apparenza banale , ma pericoloso ,esito, in prevalenza, di una condizione socio-esistenziale disperata e- per noi, in questo caso, a differenza di Sales- anche culturalmente deficitaria, sulla quale bisognerebbe intervenire, senza perdere più altro tempo prezioso, già in fase pre-adolescenziale. Iniziando dalla scuola, con una pedagogia antimafia concepita e organizzata come materia d’insegnamento curriculare, da programmare -previa approvazione ministeriale-, insieme: tra chi insegna seriamente religione ed educazione civica, propedeutica a una seria, convincente ed efficace educazione antimafia- “proprio perché è importante parlare di mafia soprattutto nelle scuole, per combattere contro la mentalità mafiosa. Non ci si fermi però  ai cortei  alle denunce , alle proteste . Le parole  devono essere  confermate dai fatti” (don Pino Puglisi). Evitando – specialmente in riferimento all’insegnamento della religione cattolica-, di far pesare sul contribuente il finanziamento, improduttivo, dei soliti pacco/raccomandati da una politica/prassi, in soldoni, nepotistico / episcopale, immunizzata da presunte e autoreferenziali patenti/targhette di riconoscenze anti’ndrangheta-quando, invece, andrebbe “onorata” con tapiri da “pallonari”, seriali, pro “d(u)omo” sua -, tanto : Ecclesia semper reformanda, configurando/integrando un vero e proprio peccato, omissivo, mediante prosaico silenzio conveniente, di fedicidio suicida-  “La mafia uccide il silenzio pure” (Peppino Impastato) :altro che  perseverare a  ri-promettere ipocritamente/retoricamente gaie “aurore”, quando si è “protagonisti interessati “- a spese di spettatori inermi buone   come carne da curriculum-   di opportunistici crepuscoli, che annunciano/preludono a rassegnati “tramonti” di legittime speranze. Per cui , in barba alla “buona teologia” ,al diritto e a un principio minimo di etica , questi rampolli della masso/ecclesio’ndrangheta diocesana- invece di essere valutati secondo il regolare conseguimento di titoli, di studio, accademici, corredati dalle relative pubblicazioni scientifiche , approfittando di un mal dissimulato regime mafiofilo/mafiocratico dolce / “ineffabile”, continuano impunemente a fare il bello e il cattivo tempo, anzi la “cattiva teologia”, che, in alcuni contesti, sfocia in una vera propria “teologia mafiosa” (A. Cavadi , Il Dio dei mafiosi, Milano 2008.). Pensiamo infatti -nell’ambito dell’Educazione/cultura cattolica-, a certi Istituti teologici e di Scienze religiose, dislocati/eretti- anche se non esclusivamente, in zone “massomafiosamente” sensibili-, concepiti per l’ esclusivo servizio reso a cellule del sottopotere curiale- peraltro, già attenzionati da papa Francesco- e finalmente , per una reale riqualificazione, opportunamente concentrate in unico centro educativo, evitando di continuare a disattendere sistematicamente le determinazioni/regole del Processo di Bologna. Si tratta di norme recepite dalla Santa Sede con ben due Costituzioni Apostoliche: la Sapientia christiana di s. Giovanni Paolo II con la sua successiva integrazione e attualizzazione, Veritatis gaudium (spec. Proemio e nn. 22-30 ) di papa Francesco; disposizioni sostanzialmente ribadite nel Discorso del Santo Padre Leone XIV ai partecipanti al Simposio promosso dalla Pontificia Accademia di Teologia del 13 settembre 2025.[ii]. Il tutto con il “silenzio/ assenso/assenza” degli organi- come l'AVEPRO- preposti al monitoraggio della qualità, scientificità e serietà teologica degli studi e della didattica, finalizzate alla ricerca della verità: Gesù Cristo. Ciò implica la verifica- a partire dal controllo di legittimità -, non solo ecclesiastica, ma legislativo/ costituzionale, degli stessi Statuti, in quanto si riferiscono al conseguimento/rilascio di documenti riconosciuti dallo Stato, e quindi con efficacia/ rilevanza nell’ordinamento generale, e non soggetti a una presunta “zona franca” (legibus soluta) . Questo permetterebbe di determinare, con trasparenza, le condizioni/requisiti richiesti per l’ammissione /accesso -non per la “cooptazione”, termine che richiama alla mente modalità “altre” di arruolamento-, alla docenza. Tutto ciò -sarebbe ipocrita, e perfino da non credente, negarlo-, incide in ultima analisi sulla stessa affidabilità di parte della Chiesa( Lc 6, 39-45), de-legittimando anche chi, dal “pulpito” quotidiano, ha elargito quotidianamente giusti, ma vani, “anatemi” contro un’ immoralità dilagante e una corruzione che “puzza” (Francesco).  Ecco, si potrebbe iniziare da queste cose semplici, restituendo alla teologia “che serve”- anche ai tempi della post- verità- la ricerca/ desiderio/incontro con la Verità, restituendo dignità/ sostanza/affidabilità a una ragione teologica e a una coscienza liberamente credente, illuminate dalla fede /sequela, di Gesù, viva, libera e di liberazione- perciò senza cedere alla tentazione/preoccupazione per il proprio “fondoschiena”- , non perseverando in eccentriche e/o empie impertinenze teologiche lastricate di teologicidi fedicidi , rifiutando al contempo il male/ingiustizia e optando/operando per il bene/giustizia, cercando di dare un senso/significato umano/cristiano alla fede/teologia e, quindi, all’ esistenza: almeno a quella credente e di buona volontà.Ci piace, qui, ricordare/immaginare- simbolicamente, perciò senza dimenticarne tanti altre-, due persone, in carne e ossa, che, pur operando in ambiti diversi della comunità, incarnano la nostra proposta di una teologia viva, libera e laica, di liberazione del corpo e delle coscienze di tanta gente che sopravvive ormai- in varia misura sull’intero territorio nazionale- tenuta sotto schiaffo dalle nuove forme contemporanee e sublimali di dominio, che prolifera arricchendosi- con metodi mafiosi, analoghi- specialmente in Calabria , Sicilia, Puglia e Campania- che non hanno niente da invidiare a quei cartelli criminali, di fatto, padroni/governanti di vaste zone dell’ America Latina. Ci riferiamo a : don Pino Puglisi e a Peppino Impastato, esempi concreti di comunanza e sinergia armonica di fede/carità evangelica e impegno empatico-politico come servizio, disinteressato, di solidarietà al prossimo-in particolare ai giovani- pro-vissuti- anche se diversamente- nella sequela della Croce/Risurrezione di Gesù Cristo liberatore, fino al dono della vita.   Luigi Zaccaro, teologo della liberazione




 






 




 


 

 
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     Castrovillari, Festival della legalita' dal 16 al 23 maggio tra gli ospiti Massimo Giletti, Paolo Mieli, Sigfrido Ranucci et  at:  07/03/2026  

Castrovillari, Festival della legalita' dal 16 al 23 maggio tra gli ospiti Massimo Giletti, Paolo Mieli, Sigfrido Ranucci - Contro le mafie. Castrovillari da' il via al Festival della Legalita' 2026, dal 16 marzo al 23 maggio Massimo Giletti, Paolo Mieli, Sigfrido Ranucci e tanti altri ospiti saranno protagonisti dell’edizione 2026. Al centro, però, studenti, cittadini e istituzioni che, in un’unica voce coraggiosa, urlano la condanna alle mafie Studenti, istituzioni, cittadini. Tutti insieme per dire no ad ogni forma di criminalità organizzata e alla sua subcultura. Anche quest’anno Castrovillari è pronta per il Festival della Legalità – Contro le mafie, uno tra i più importanti e identificativi eventi della città del Pollino che, dal 16 al 21 marzo, offrirà incontri, dialoghi e riflessioni in una programmazione ricca e articolata. La manifestazione, infatti, si svilupperà in due grandi filoni che si estenderanno fino al 23 maggio, giorno simbolo per la lotta alla mafia. Il primo coincide con la settimana del festival, dal 16 al 21 marzo, durante la quale Castrovillari ospiterà una serie di appuntamenti pubblici e incontri con gli studenti. Giornalisti, procuratori e testimoni dell’impegno civile dialogheranno con i ragazzi e con la cittadinanza sui temi della lotta alla criminalità organizzata, della libertà di informazione e del ruolo delle istituzioni. La settimana culminerà con il talk conclusivo affidato a Paolo Mieli, che offrirà una riflessione sul processo della pace – oggi più che mai così tristemente attuale - che passa attraverso un’analisi storica ed un percorso graduale. Il secondo filone del festival, a partire dal 25 marzo e per tutto il mese di aprile e di maggio, darà il via al concorso artistico-letterario Artlet 2026, in collaborazione con le associazioni culturali Khoreia 2000 e Mystica Calabria che hanno coinvolto tutte le scuole del territorio a lavorare sul tema “Scuola e legalità: il nostro spazio di rispetto, diritti e lotta alle mafie”. In questo arco di tempo la manifestazione proseguirà con altri appuntamenti e ospiti di rilievo nazionale, tra cui Sigfrido Ranucci e Massimo Giletti, che porteranno il loro contributo sul tema dell’informazione, dell’impegno civile e della ricerca della verità. Questo secondo blocco di iniziative culminerà con la premiazione concorso Artlet e con l’iconico corteo del 23 maggio, anniversario della strage di Capaci, che ha come protagonisti i ragazzi di tutte le scuole della città. E’ grazie a loro che, attraverso un tripudio di colori e speranza, Castrovillari ogni anno urla al mondo la sua condanna alle mafie, conducendo l’intera comunità verso una società più giusta. Il festival, promosso e organizzato dal Comune di Castrovillari, si propone così come un grande laboratorio civico, capace di unire cultura, educazione e partecipazione, mettendo al centro i giovani e il loro ruolo nella costruzione di una comunità fondata sul rispetto delle regole e sulla difesa dei valori della legalità. ( comunicato Ufficio stampa Paola Chiodi)

 
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     Un terremoto di magnitudo ML 3.9 è avvenuto al largo di Corigliano-Rossano ( Costa Ionica Cosentina ), l' evento si e' verificato alle 14:21 et  at:  06/03/2026  

Un terremoto di magnitudo ML 3.9 è avvenuto al largo di Corigliano-Rossano ( Costa Ionica Cosentina ), l' evento si e' verificato alle 14:21:59 (UTC +01:00) ora italiana ad una profondità di 22 km ed è stato localizzato dalla Sala Sismica INGV-Roma. L' evento nonostante l' epicentro fosse in mare e' stato avvertito dalla popolazione ma fortunatamente non risultano danni a cose o persone. Il sindaco Stasi ha cosi' rassicurato i suoi concittadini: " La scossa è stata a largo del nostro mare, tra il nostro comune e Crosia, ad una profondità di 22 chilometri, di magnitudo 3,9. Ho già sentito il Comando dei Vigili del Fuoco e non si registrano segnalazioni significative, né ci sono elementi al momento che ci fanno pensare ad una scia di eventi. Non bisogna andare assolutamente nel panico, al contrario. Non bisogna evacuare le scuole ma bisogna restare invece serenamente a svolgere la nostra giornata: spesso è il panico a fare danni più degli eventi, per cui, soprattutto, calma. Ogni edificio ovviamente è dotato di un Piano di Sicurezza in questi casi che è buona norma conoscere, insieme al Piano di Protezione Civile: mi raccomando. Per rasserenare ulteriormente la comunità come Protezione Civile Comunale stiamo attivando un numero per eventuali segnalazioni o richieste: 0983 5491 652 ".

 
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     Civicamente: " Attivita' produttive e lavoro ", incontro pubblico lunedi' 9 marzo alle ore 20 a Palazzo Cappelli et  at:  06/03/2026  

Civicamente: " Attivita' produttive e lavoro ", incontro pubblico lunedi' 9 marzo alle ore 20 a Palazzo Cappelli - Civicamente invita all' incontro " Attivita' produttive e lavoro " lunedi' 9 marzo alle ore 20 a Palazzo Cappelli Civicamente promuove un incontro informativo dedicato a lavoro, impresa e collaborazione, con l' obiettivo di creare rete e trasformare idee in opportunità concrete per la città. L’appuntamento è pensato come un momento aperto di confronto e networking rivolto a imprese, professionisti, cittadini e a chiunque voglia contribuire con proposte e competenze allo sviluppo economico locale. Consapevoli che la partecipazione non è un semplice ornamento della vita pubblica ma il suo fondamento più solido e, spesso, il suo vero moltiplicatore di efficacia, si invita chiunque a prendere parte a questo momento di confronto vivo e democratico che prescinde da qualsiasi orientamento politico. Una comunità prospera quando i cittadini non si limitano ad assistere, ma scelgono di concorrere, con idee, competenze, tempo e responsabilità, alla definizione delle priorità e alla cura del bene comune. Lì dove la partecipazione è viva, cresce la fiducia, si rafforza il senso di appartenenza e le decisioni acquistano qualità, perché nascono dall’ascolto e dall’intelligenza collettiva, non da dinamiche chiuse o autoreferenziali. In questo senso, partecipare significa trasformare i bisogni in proposte, le proposte in scelte, e le scelte in azioni misurabili: è così che una comunità non solo resiste, ma matura e si afferma. E’ così che intende lavorare e collaborare Civicamente. L’incontro, dal titolo “Attività produttive e lavoro”, si terrà lunedì 09 marzo 2026 alle ore 20:00 a Castrovillari, presso Palazzo Cappelli (I piano). Durante la serata si parlerà di lavoro e iniziativa d’impresa, di collaborazione tra realtà del territorio e di come “fare rete” per generare nuove occasioni di crescita per Castrovillari.

 
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     " Muranum ... prosa e note ": l' Elisir d' amore di Gaetano Donizetti al Teatro Troisi. Continua la tradizione operistica a Morano Calabro. La celebre opera di Donizetti andra' in scena domenica 8 marzo alle 19 et  at:  06/03/2026  

" Muranum ... prosa e note ": l' Elisir d' amore di Gaetano Donizetti al Teatro Troisi. Continua la tradizione operistica a Morano Calabro. La celebre opera di Donizetti andra' in scena domenica 8 marzo alle 19. Una produzione interamente targata Allegra Ribalta, con l' Orchestra sinfonica del festival ed il Coro lirico Cilea di Reggio Calabria. Morano Calabro si prepara ad accogliere una nuova serata di grande musica e teatro. Domenica 8 marzo alle ore 19, il Teatro Troisi ospiterà la rappresentazione de L’Elisir d’amore, celebre opera di Gaetano Donizetti, nell’ambito del progetto “Muranum… prosa e note", inserito nell’Intervento n. 9 del PNRR "Ri-abitare Morano". Lo spettacolo è una produzione interamente firmata Allegra Ribalta, che porta in scena uno dei titoli più amati del repertorio operistico, confermando l’impegno della compagnia nella valorizzazione della lirica e nella diffusione della cultura musicale sul territorio. L’appuntamento segna anche la prosecuzione della tradizione operistica del Teatro Troisi, che negli ultimi anni ha saputo costruire un percorso artistico di qualità grazie alla collaborazione con l’Orchestra di Fiati di Morano. A dirigere l’Orchestra sinfonica del festival, protagonista di questa produzione, è come sempre il maestro Massimo Celiberto. A impreziosire ulteriormente lo spettacolo sarà la presenza del prestigioso Coro lirico “Francesco Cilea" di Reggio Calabria, che torna sul palcoscenico moranese confermando un legame artistico ormai consolidato con il Teatro Troisi e con il pubblico locale. La regia è affidata ad Alessandro D’Acrissa, che firma una messa in scena capace di valorizzare la freschezza, l’ironia e la dimensione sentimentale dell’opera, accompagnando il pubblico nel mondo poetico e leggero della storia di Nemorino e Adina. L’appuntamento dell’8 marzo rappresenta dunque un nuovo tassello nel percorso culturale promosso dal progetto “Muranum… prosa e note", che punta a rafforzare il ruolo del Teatro Troisi come spazio vitale di incontro tra musica, teatro e comunità. Una serata di grande spettacolo che rinnova la vocazione lirica di Morano Calabro e invita il pubblico, anche grazie all’ingresso totalmente gratuito, a lasciarsi conquistare dal fascino senza tempo dell’opera. Ufficio stampa Pollino in Ribalta Festival

 
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     Alessandro Guagliardi eletto all' unanimita' presidente della Federazione degli Ordini dei Dottori Agronomi e Forestali della Calabria et  at:  05/03/2026  

Alessandro Guagliardi, Dottore Agronomo e presidente dell' Ordine di Cosenza, e' stato eletto all' unanimita' nuovo presidente della Federazione regionale degli Ordini dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali della Calabria. L' elezione e' avvenuta il 27 febbraio durante il Consiglio di Federazione riunito a Catanzaro. La nomina rappresenta un importante segnale di unità e coesione tra gli Ordini provinciali calabresi in una fase particolarmente delicata per il settore agricolo e forestale, chiamato ad affrontare sfide decisive come il cambiamento climatico, la sostenibilità ambientale e lo sviluppo delle aree rurali. “Ringrazio i colleghi per la fiducia unanime – ha dichiarato Guagliardi –. Il mio impegno sarà rivolto alla valorizzazione del ruolo dei dottori agronomi e forestali e alla promozione di innovazione e tutela del patrimonio naturale della Calabria”. Il nuovo Consiglio di Federazione vede la presenza di Michele Valenzise (Ordine di Reggio Calabria), Francesco La Bella (Ordine di Vibo Valentia), Bruno Capogreco (Ordine di Catanzaro) ed Enzo Talotta (Ordine di Crotone), un gruppo dirigente che negli anni ha contribuito a rafforzare il ruolo della Federazione calabrese anche nel panorama nazionale. L’insediamento del nuovo Consiglio è avvenuto con il passaggio di consegne dal presidente uscente Nino Sgrò, in un clima di continuità e collaborazione istituzionale volto a consolidare il contributo degli agronomi e forestali allo sviluppo sostenibile della Calabria.

 
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     Debutto milanese per il nuovo spettacolo di Saverio La Ruina, KR70M16 – Naufrago senza nome, altre date a Bologna - Teatro di Castel Maggiore il 18 aprile e a Castrovillari in occasione di Primavera dei Teatri a maggio et  at:  05/03/2026  


Debutto milanese per il nuovo spettacolo di Saverio La Ruina, KR70M16 – Naufrago senza nome, in scena al Teatro degli Angeli di Milano dal 10  al 15 marzo 2026, a Bologna - Teatro di Castel Maggiore il 18 aprile 2026 e a Castrovillari in occasione di Primavera dei Teatri a maggio. Sono alcune delle date di KR70M16 – Naufrago senza nome, il nuovo lavoro che prosegue il percorso artistico di Saverio La Ruina, autore e interprete tra i più significativi del teatro contemporaneo italiano, con una ricerca intensa e necessaria sui temi dell’identità, della memoria e dell’umano. Una nuova scrittura che continua il lavoro di scavo dentro le ferite aperte della Storia, sul fronte reale, concreto, delle Differenze là dove il Mediterraneo restituisce corpi senza vita, nomi cancellati, storie spezzate. Senza rinunciare all’ironia, l’autore ci presenta l’incontro in un cimitero tra una vittima della migrazione clandestina e una della shoah in una dimensione visionaria e surreale. Fin dal titolo, dove «KR» indica la provincia, «70» il settantesimo ritrovamento, «M» che si tratta di un maschio e «16» l’età, il lavoro porta l’attenzione su quanto è difficile l’esercizio della memoria storica, quanto è facile ricordare i vincitori, arduo dare una voce agli sconfitti. Dietro ogni naufragio c’è un nome che non verrà mai inciso su una lapide e senza un corpo su cui piangere non ci può essere l’elaborazione del lutto, come ci insegna la struggente supplica di Priamo, re di Troia, quando chiede ad Achille la restituzione del corpo del figlio Ettore. L’insulto finale è la cancellazione dell’identità, quella appunto che reclama KR70M16. ( comunicato )

 
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     Castrovillari, Fiera di San Giovanni, al via la procedura di selezione per l' assegnazione dei 216 posteggi et  at:  05/03/2026  

Castrovillari, Fiera di San Giovanni, al via la procedura di selezione per l' assegnazione dei 216 posteggi - Il comune di Castrovillari ha avviato la prodedura di selezione delle domande che interessano l' attribuzione dei 216 posteggi della Fiera di San Giovanni che si svolgerà nelle giornate del 17 e 18 giugno 2026 nell' area mercatale, adiacente Via SS. Medici e Via Veterani dello Sport e, nell' area comunale attrezzata limitrofa all' area mercatale, lato nord, ad essa collegata. Le richieste dovranno pervenire entro e non oltre la data del 12 Aprile 2026. Le domande per l'assegnazione dei posteggi oggetto della presente selezione, complete di bollo da pagare con modello F24, devono essere inviate al Comune, pena l'esclusione dalla selezione, tramite pec, all’indirizzo protocollo@pec.comune.castrovillari.cs.it utilizzando il modello allegato scaricabile dal sito internet del Comune. L' origine della fiera di San Giovanni che si tiene a Castrovillari tutti gli anni, nel mese di giugno, risale al XVI secolo, per come si apprende dal libro notarile del notaio Ascanio Brocchetta, folio 80. Nell' anno 1578 l' Ospedale dei Poveri acquistò dei terreni per recensirli a vari cittadini, allo scopo di costruirvi case, poichè nella  chiesa dell' Ospedale dei Poveri vi era l' immagine di San Giovanni, molto venerata,  in segno di devozione si stabilì, come si legge nel libro notarile il ventiquattro giugno, giorno di detto santo una fiera.

 
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     Castrovillari, Premio «Donna e Lavoro» Edizione 2026: la premiazione delle vincitrici, si terra’ questa estate in occasione del Premio letterario " Citta' e Cultura " et  at:  04/03/2026  

L' ottava edizione del Premio «Donna e Lavoro». ideato e organizzato dalle associazioni culturali castrovillaresi Mystica Calabria e Khoreia 2000 è giunta al suo compimento e le associazioni sono liete di comunicare anche quest'anno agli organi di stampa le vincitrici del 2026. Il prestigioso riconoscimento tra una rosa di nomination femminili tutte meritevoli, va quest'anno a due imprenditrici del territorio le quali pur svolgendo attività diverse, si sono distinte per il loro quotidiano ed instancabile contributo alla società calabrese. Si tratta nello specifico di Angelica Capperelli Baffi di Spezzano Albanese e di Rosa Sancineto di Castrovillari. Angelica Capparelli Baffi ha saputo coniugare nel tempo la tradizione agricola, l’innovazione energetica, l’impegno culturale e la responsabilità sociale. Rosa Sancineto è stata capace di ispirare, non solo nell' ambito dell' artigianato artistico, ma anche come persona, fiducia ed ottimismo che fanno di lei un' artista vera e una donna amabilmente schietta e tenace. Angelica Caparelli Baffi è un’imprenditrice agricola professionale che, insieme al marito l'ingegnere Gennaro Baffi, ha rilanciato e ampliato le aziende agricole di famiglia situate in agro di Spezzano Albanese e Acri. Oggi guida una realtà produttiva specializzata nella produzione di olio extravergine d’oliva delle colline preapollineiche e ha recentemente avviato anche un’importante attività agrumicola, consolidando e diversificando l’impresa. Da circa due anni è attivamente impegnata, in collaborazione con il marito, nella realizzazione di grandi impianti per la produzione di energie rinnovabili. Parallelamente all’attività imprenditoriale, ha ripreso il percorso universitario iscrivendosi alla Facoltà di Beni Culturali ed è attivamente impegnata nel sociale e nella promozione culturale, tra l'altro come Presidente della FIDAPA Sezione di Spezzano Albanes.  Rosa Sancineto, imprenditrice nell' ambito dell' alta moda, precisamente nel settore degli abiti da sposa, e stilista, ha confezionato abiti da cerimonia e per gli sposi personalizzandoli secondo il suo inconfondibile estro creativo. Dopo essere diventata insegnante di taglio e cucito, seguendo i corsi dell’ illustre scuola professionale cosentina di Carlo Manes, ha aperto un suo atelier dal 1999, insegnando anche privatamente, spesso collaborando con l' Istituto d'Arte di Castrovillari e partecipando, nella provincia di Cosenza, a numerose sfilate ed esposizioni che l'hanno resa una firma inconfondibile e un nome prestigioso in tutta la Calabria. Entrambe le premiate, riconoscendo loro l'impegno quotidiano vissuto con passione e umiltà, modello di successo per una società migliore, riceveranno il riconoscimento, come ogni anno,  durante la cerimonia di premiazione del Premio letterario "Città e Cultura" che si terrà a Castrovillari in estate.

 
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     "Il bene comune", nelle sale il prossimo 12 marzo, film diretto da Rocco Papaleo girato tra Basilicata e Calabria et  at:  04/03/2026  

"Il bene comune", nelle sale il prossimo 12 marzo, film diretto da Rocco Papaleo girato tra Basilicata e Calabria - Una guida turistica e un' attrice in crisi (Raffaella, interpretata da Vanessa Scalera) accompagnano quattro detenute - Samanta, Gudrun, Fiammetta e Anny in un'escursione nel Parco Nazionale del Pollino tra Basilicata e Calabria. Una gita premio che si trasforma in un'esperienza profonda di condivisione, musica e solidarietà inaspettata, esplorando le storie personali e le ferite delle donne. Il cammino è metafora di cambiamento e riscoperta di sé, con il Pino loricato simbolo di resilienza, come meta principale. Il film esplora zone di confine e cerca un "anello di congiunzione" tra persone e condizioni diverse, con un tocco umoristico e poetico tipico di Papaleo. E' stato girato nel Parco del Pollino ma anche sulla costa tirrenica a Diamante. Nel Parco i centri interessati sono stati: Civita, Saracena e Campotenese. Il cast e' composto da Claudia Pandolfi, Teresa Saponangelo, Vanessa Scalera, Andrea Fuorto, Livia Ferri e Rosanna Sparapano. Scritto dallo stesso Papaleo con Valter Lupo.


 
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     Il teatro che da' voce ai luoghi: torna Calabria in Fabula e riparte dalla formazione - Per l' edizione 2026 del progetto di Teatro in Note, cinque borghi, quindici masterclass e un cartellone di spettacoli per costruire comunita' attraverso il teatro et  at:  04/03/2026  

Torna Calabria in Fabula e riparte dalla sua radice più profonda: la formazione. Dopo tre edizioni che hanno attraversato le cinque province calabresi intrecciando spettacoli, incontri e percorsi educativi, il progetto ideato e promosso da Teatro in Note, con la direzione artistica di Vera Segreti ricomincia il suo viaggio mettendo al centro le persone e rafforzando quella vocazione formativa che lo accompagna sin dalla nascita. Anche nel 2026 sono cinque i comuni coinvolti – Aprigliano (CS), Santa Severina (KR), Curinga (CZ), Pizzo (VV) e Melicuccà (RC) – che diventano tappe di un percorso culturale diffuso, capace di trasformare i luoghi in spazi di relazione attraverso i linguaggi scenici. Fino al mese di maggio, Calabria in Fabula porterà nei borghi un ciclo di masterclass teatrali rivolte a bambini, adolescenti, giovani e adulti, entrando nelle scuole e negli spazi pubblici per attivare momenti di incontro, ascolto e partecipazione. A questo lavoro nei territori si affiancano i cinque weekend di spettacolo, in programma dal 30 maggio al 28 giugno, che completano il progetto, curato con la direzione organizzativa di Marianoemi Gervasi. Calabria in Fabula sceglie così di continuare ad abitare i piccoli centri, dove spesso manca una programmazione culturale continuativa, non soltanto per proporre eventi ma per attivare processi di partecipazione e coinvolgimento.  «Quest’anno ho voluto fortemente che Calabria in Fabula iniziasse dalla formazione – sottolinea la direttrice artistica Vera Segreti – perché rappresenta il cuore stesso del progetto e la sua direzione più autentica. Il teatro, quando mette davvero al centro le persone e i territori, può diventare uno strumento di crescita concreta, soprattutto nei piccoli borghi dove spesso le occasioni di espressione sono limitate. In questi anni di viaggio attraverso le cinque province calabresi, dai centri più piccoli a quelli più grandi, abbiamo incontrato stupore ed emozione, ma anche un bisogno profondo di racconto e condivisione. È da lì che vogliamo ripartire: da un teatro capace di creare legami e restituire alle comunità la forza delle proprie storie». Dopo le prime tre masterclass ad Aprigliano, guidate da Vera Segreti e Marianoemi Gervasi, il percorso prosegue con i partner del progetto: Scena Verticale, che condurrà i laboratori a Santa Severina, e MammutTeatro, impegnata nelle attività di Curinga, Pizzo e Melicuccà. In ogni territorio vengono attivati tre percorsi paralleli, per le scuole primarie, per ragazzi e giovani e per gli adulti, che culminano in una restituzione pubblica finale. Dal 30 maggio al 28 giugno Calabria in Fabula entrerà poi nel vivo delle serate di spettacolo, con cinque weekend che attraverseranno i comuni coinvolti. Un cartellone che nasce in continuità con il lavoro svolto nei mesi precedenti e che sceglie di dare spazio a compagnie calabresi, tra realtà più consolidate, affermate anche a livello nazionale, formazioni più giovani e nuove produzioni, con l’obiettivo di valorizzare il tessuto artistico della regione. Per ognuna delle cinque tappe, il sabato sera sarà dedicato al teatro di parola. Mana Chuma Teatro porterà in scena a Santa Severina “Longa è a Jurnata”, mentre Libero Teatro proporrà ad Aprigliano “Romeo e Giulietta song”, rilettura musicale e contemporanea del classico shakespeariano. MammutTeatro a Pizzo presenterà “Emilia e basta”, prima nazionale che testimonia l’investimento sulle nuove produzioni; Teatro Rossosimona arriverà a Melicuccà con “Mio cognato Mastrovaknic”, un lavoro in cui la storia incontra la fantasia. Saranno invece “Le tre Cicoriane” di Scena Verticale a completare il percorso a Curinga attraverso il recupero della tradizione popolare delle fiabe calabresi. La domenica lo sguardo si aprirà ad altri linguaggi. Novità dell’edizione 2026 è il teatro danza, che entra nel progetto con “Micro-etnografie” di Create Danza: uno spettacolo che rievoca tradizioni popolari e folklore attraverso la danza contemporanea e altre contaminazioni visive e corporee. Accanto ad esso, sarà il teatro canzone a chiudere ogni tappa con  “…ed è vera soltanto a metà, che vedrà in scena Vera Segreti insieme al suo ensemble, intrecciando musica e parola in un racconto insieme intimo e collettivo. Calabria in Fabula è un progetto co-finanziato dalla Regione Calabria, con Fondi PAC 2014-20 Azione 6.7.1, nell’ambito dell’Avviso Pubblico per la Selezione ed il Finanziamento di Progetti Speciali Teatrali - Anno 2025. Ufficio stampa Calabria in Fabula

 
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     Mobilita' sostenibile nel Pollino: consegnati dall' Ente parco quattro nuovi minivan ne usufruiranno i Comuni di Castelluccio Superiore e Francavilla in Sinni per la Basilicata e, Aieta e Acquaformosa per la Calabria et  at:  04/03/2026  

Una giornata importante per l' Ente Parco Nazionale del Pollino che oggi 4 marzo, ha provveduto a consegnare quattro minivan elettrici/ibridi ai Comuni destinatari ricadenti nel territorio del Parco, individuati a seguito di apposito avviso di manifestazione d’interesse. I mezzi sono stati assegnati e consegnati ai sindaci dei comuni di Castelluccio Superiore e Francavilla in Sinni per la Basilicata e ai comuni di Aieta e Acquaformosa per la Calabria. L’iniziativa rientra nel “Programma di interventi per l’efficientamento energetico, la mobilità sostenibile, la mitigazione e l’adattamento ai cambiamenti climatici degli Enti Parco nazionali”, nell’ambito della Categoria 1 – Trasporto collettivo nei parchi, Intervento III.1.1, intervento destinato all’acquisto di autobus elettrici e/o ibridi per servizi di trasporto pubblico collettivo finalizzati al miglioramento dell’accessibilità dei Parchi. L’acquisizione e la successiva consegna ai sindaci dei Comuni destinatari dei minivan rappresentano azioni concrete volta a rafforzare la mobilità sostenibile nell’area protetta, al fine di migliorare l’accessibilità ai territori del Parco e favorire modalità di fruizione coerenti con gli obiettivi di tutela ambientale e riduzione delle emissioni. «Questo intervento, ha dichiarato il Commissario del Parco Nazionale del Pollino, Luigi Lirangi, conferma l’attenzione dell’Ente verso i Comuni del territorio e la volontà d’investire in strumenti e dotazioni capaci di generare benefici tangibili. I nuovi mezzi di trasporto sostenibile rappresentano un ulteriore incentivo alla promozione del turismo nei Parco, dal momento che saranno al servizio dei turisti e delle comunità locali, contribuendo a rendere il territorio sempre più fruibili e accessibili». Con questa iniziativa, l’Ente Parco rinnova il proprio impegno a sostegno dei Comuni, promuovendo interventi strutturali che integrano sostenibilità ambientale, qualità dei servizi e sviluppo del turismo nei territori del Parco Nazionale del Pollino. Ufficio Comunicazione – Parco Nazionale del Pollino

 
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     Ambiente, Laghi con Italia Nostra a tutela del Verde Urbano: «Sul taglio degli alberi a Praia a Mare la legge regionale è chiara, il Comune la rispetti» et  at:  03/03/2026  

Ambiente, Laghi con Italia Nostra a tutela del Verde Urbano: «Sul taglio degli alberi a Praia a Mare la legge regionale è chiara, il Comune la rispetti». Il consigliere regionale, segretario questore, invita l’amministrazione locale «al rispetto della legge da me proposta nel 2024 e poi approvata all’unanimità». «Esprimo piena solidarietà e convinto sostegno all'iniziativa intrapresa dalla sezione locale di Italia Nostra che ha denunciato pubblicamente quanto sta accadendo a Praia a Mare, dove in questi giorni si sta procedendo ad un taglio massivo del patrimonio arboreo urbano, lungo via Roma e via Fratelli Cervi». È quanto dichiara il consigliere regionale e segretario questore, Ferdinando Laghi. «Quello che viene denunciato dall’associazione — spiega Laghi —, decine e decine di alberi sani, stabili, nel pieno delle loro funzioni ecosistemiche, abbattuti nel quadro di lavori di manutenzione straordinaria dei marciapiedi, rappresenta un danno ambientale assai grave. La messa a dimora di nuove piante giovani, infatti, non rappresenta una soluzione funzionalmente adeguata. Oltre a essere, a mio avviso, anche una violazione di legge». «Italia Nostra cita correttamente la legge regionale n. 7 del 7 febbraio 2024, da me promossa e che il Consiglio regionale della Calabria ha approvato all'unanimità. Quella legge — sottolinea il segretario questore del Consiglio regionale — non lascia spazio ad ambiguità: vieta esplicitamente ai Comuni di capitozzare, abbattere, eradicare o danneggiare alberi e siepi. Gli unici casi in cui tali interventi sono consentiti sono documentate esigenze fitosanitarie o di tutela dell'incolumità pubblica. Dagli atti e dalle immagini che circolano, non sembra certo questo il caso per le piante abbattute a Praia a Mare». «Chiedo perciò con forza al Comune di Praia a Mare — è l’appello di Laghi — di sospendere immediatamente qualsiasi ulteriore abbattimento. Non lo chiede solo Italia Nostra. Lo impone la legge della Regione Calabria. Ricordo all'amministrazione comunale che la normativa regionale prevede, invece, obblighi precisi: preservare la vegetazione arborea urbana, incrementarla, censirla e pianificarla, come parte integrante delle reti ecologiche cittadine. Quegli alberi non erano un ostacolo ai marciapiedi: erano un patrimonio collettivo, costruito dal tempo e dalla natura, che apparteneva all'intera comunità di Praia a Mare e che ora non c'è più. La norma, prima in Italia, approvata dal Consiglio regionale della Calabria non può essere ignorata — conclude Laghi —, soprattutto da parte di chi istituzionalmente è chiamato ad applicarla e a farla rispettare». ( comunicato )

 
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     Elezioni Amministrative a Castrovillari, il comunicato del Gruppo Territoriale M5S Castrovillari et  at:  03/03/2026  

Elezioni Amministrative a Castrovillari. Dal concetto di Territorio parta il Progetto di Visione per ridare certezza sociale alle nuove generazioni, a cittadini ed alle comunità del comprensorio del Pollino. Il G.T. territoriale del Movimento 5 Stelle ha attivato da due anni, ogni meccanismo di partecipazione per rendere protagonisti i cittadini, prima, durante e dopo le prossime amministrative. Ha redatto un manifesto elettorale che porta, nei principi, alla Visione di Città da proporre agli elettori. Ha avviato da mesi un percorso di confronto con le forze politiche e civiche della Città, al fine di realizzare un Manifesto ed una Visione condivisa. Ha bandito il bla bla della politica, indicando alla Città un percorso alternativo e formativo che sta rigenerando le storiche potenzialità di Laboratorio Politico della Città in un tutt’uno con il Comprensorio del Pollino, generando attenzione e confronto nelle notevoli e qualificate risorse umane e politiche che offre in Città il campo progressista, socialista, riformista, cattolico e democratico. Ad oggi prendiamo atto che in Città e nel comprensorio si sta generando profondo entusiasmo, non facile in tempi di arruolamento di truppe elettorali da parte dell’omogeneizzato quadro di governo nazionale e regionale, riuscendo a stimolare la giusta ricerca del progetto di Visione, rideterminando consapevolezza politica e rinnovata capacità di analisi su concetti quali il metodo di Governo, la essenziale partecipazione alla vita amministrativa da parte dei cittadini, il lavoro ed ruolo di facilitatore del Municipio avviando trasparenti metodi amministrativi, il vitale ritendere alla Unità dei Comuni del Territorio per progetti e servizi, realizzando comuni Strategie Territoriali, per una rinnovata vitalità delle aree interne. La consapevolezza che il concetto di Lavoro nelle aree interne fa i conti quotidianamente con la impotenza dei Municipi, che deve portare a introdurre capacità e progetti territoriali per intercettare risorse esterne. Il chiaro convincimento che il Comune non può aggredire i quadri sociali ormai allo stremo se ci si limita ed accettare regole contabili fredde e ciniche. Tutto ciò, ha convinto il Gruppo Territoriale del Movimento 5 Stelle a tentare di realizzare un modello di laboratorio politico amministrativo, capace di catalizzare tutte quelle risorse politiche e civiche, alternative alle destre, avviando unità di Area, dove Civico e Politico non siano alternative ma , insieme, catalizzatrici di energie e risorse umane, caratterizzandosi per solidarietà umana, vicinanza verso gli ultimi, e, dove la più grande opera pubblica a cui mirare possa essere il Welfare, la Qualità della Vita, il rendere produttive le risorse endogene del nostro comprensorio, mettendo la Persona al centro, riconoscendo il ruolo fondamentale della Scuola e della Cultura. Per questo, intende programmare un incontro unitario , offrendo la sede del GT M5S di Piazza Municipio di Castrovillari, u di tutte le realtà sociopolitiche di area, al fine di avviare la costruzione uniti il giusto quadro di coalizione e di certezza sociale affinché si realizzino condizioni di rinnovato affidamento degli elettori alle rinnovate Istituzioni. ( comunicato a cura del Gruppo Territoriale M5S )

 
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     Domani il rientro degli studenti italiani bloccati a Dubai et  at:  02/03/2026  

Domani il rientro degli studenti italiani bloccati a Dubai - Dovrebbero rientrare via Abu Dhabi con sbarco a Malpensa gli studenti bloccati da due giorni a Dubai, tra questi anche i due alunni del Liceo scientifico " E. Mattei " di Castrovillari. La partenza e' prevista per le ore 7 di martedi' 3 marzo con arrivo in Italia nel pomeriggio all' aeroporto di Milano Malpensa alle ore 16. A confermarlo il  ministro degli Esteri Antonio Tajani.

 
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     Iacchite' chiuso, le considerazioni di alcuni colleghi di Occhiuto dal sindaco di Castrovillari, Domenico Lo Polito a Giacomo Mancini et  at:  01/03/2026  

Iacchite' chiuso, le considerazioni di alcuni colleghi di Occhiuto dal sindaco di Castrovillari, Domenico Lo Polito a Giacomo Mancini - Nel pomeriggio di mercoledi' scorso e' stato sottoposto a sequestro preventivo con relativo oscuramento il sito web Iacchite'. Lo spazio internet e' noto per le sue inchieste e soprattutto per non usare mezzi termini nei confronti di quello che e' normalmente definito il potere. Sulla pagina Facebook del sito in questione si legge:" Il mandante dell’operazione è il solito Roberto Occhiuto che da fascista mascherato quale è non sopporta che qualcuno gli spiattelli in faccia la verità nonostante sia indagato per corruzione a Catanzaro e per truffa aggravata a Roma ". La Procura di Cosenza ha firmato il Decreto di chiusura definendo alcuni articoli apparsi sul sito: atti persecutori  e stalking. Sono noti gli scritti del respondabile del sito internet, mai troppo teneri nei confronti del Governatore Occhiuto e dei suoi uomini piu' vicini. In realta' la liberta' di scritto e di parola è tutelata in Italia e pur non conoscendo gli atti, la fase sanzionatoria dovrebbe scattare nel caso di calunnia o robe simili. In effetti sono state molte le persone ed i politici che stanno mostrando solidarieta' nei confronti del giornalista Gabriele Carchidi responsabile del sito internet. A partire da Giacomo Mancini che in un post ha dichiarato:" Non sono d'accordo con quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto di dirlo. Il memento di Voltaire ben si attaglia a Iacchite' - La Notizia che sconvolge e alla brutta vicenda del suo oscuramento disposto da un recente provvedimento dell’autorità giudiziaria. La mia solidarietà a Iacchitè e ai suoi giornalisti che più volte mi hanno fatto il sedere a strisce. Spero di tornare a leggervi presto. Per come è giusto che sia ". Vicinanza al sito internet anche da parte del sindaco di Castrovillari che così si esprime:" Leggo che è stata sequestrata la testata giornalistica Iacchite’ e pare sia stata disposta per attività persecutoria nei confronti del presidente Roberto Occhiuto. Premetto che non conosco le carte e, pertanto, non mi addentro in un campo minato senza conoscerne i passaggi.  So’ per certo, però, che vige nel nostro paese Italia un principio generale che i nostri Padri Costituenti ci hanno consegnato: la libertà di manifestazione del pensiero e di informazione.  Una libertà senza dubbio con limiti, il rispetto della libertà altrui. Tuttavia contro chi si sente ingiustamente leso esiste l’istituto della denuncia che, mi risulta per vero, Occhiuto ed altri hanno azionato più volte, perché Gabriele Carchidi e chi ha pubblicato su Iacchite’ ci ha sempre messo la faccia firmandosi. Ora, sentire nel 2026, che una testata che ha sempre fatto informazione indipendente venga oscurata preoccupa sia per la limitazione alla libertà di stampa che al diritto di tanti di essere informati con un taglio giornalistico diverso.  La pluralità di informazione è la base di una riflessione critica sui fatti che orientano la società. Per questo l’augurio è che la testata Iacchite’ venga dissequestrata e Gabriele Carchidi torni a svolgere ancora con più vigore il suo ruolo di giornalista “libero” ".

 
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