Con il 94,5% dei comuni italiani a rischio dissesto, il ponte sullo Stretto diventa un' idiozia che favorira' oltre l' 80% di societa' lombarde, senza contare che la natura non lo permettera' et  at:  10/02/2026  

Con il 94,5% dei comuni italiani a rischio dissesto, il ponte sullo Stretto diventa un' idiozia che favorira' oltre l' 80% di societa' lombarde, senza contare che la natura non lo permettera' - Il Rapporto sul dissesto idrogeologico in Italia che costituisce il quadro di riferimento ufficiale sulla pericolosità e sul rischio idrogeologico per il nostro paese, evidenzia che il 94,5% dei comuni italiani è a rischio per frane, alluvioni, valanghe e/o erosione costiera, il 19,2% del territorio nazionale è classificato a maggiore pericolosità per frane e alluvioni, 1 milione e 280mila abitanti vivono in aree a pericolosità da frana elevata e molto elevata; 6 milioni e 800mila sono esposti a rischio alluvioni nello scenario a pericolosità idraulica media con tempi di ritorno compresi tra 100 e 200 anni. Intanto il Consiglio dei ministri non ha ancora all' ordine del giorno il decreto sui ristori destinati a Sicilia, Sardegna e Calabria per i danni causati dal ciclone Harry ( salvo la mancetta dei 100 milioni di euro ), restano ancora una serie di  nodi da sciogliere a iniziare da una più precisa conta dei danni e dall' individuazione delle risorse. In effetti le risorse ci sarebbero se solo ci si scordasse del Ponte opera che al momento non appare cosi' strategica. Risorse che invece sono indispensabili per i tanti rimasti senza alloggio ad esempio a Niscemi che a guardare i dati rappresenta solo la punta dell' iceberg. Il ponte sullo Stretto visto da qui è un regalo, alle sole aziende lombarde, perche' sia il mare che i movimenti tellurici costanti non ne permetteranno l' uso, nessun ritorno nemmeno per lo Stato, solo per le aziende ( solite ) pronte ad inzupparci ben bene. Agli italiani poco o nulla dovrebbe importare di un' opera che al momento non e' necessaria quanto intervenire sul territorio intero, dove ai problemi idrogeologici vanno affiancati anche quelli di molte attivita' balneari soprattutto al sud quasi sul punto di iniziare a lavorare almeno da Pasqua a tutta l' estate. Il Ministro dei trasporti forse dovrebbe pensare ai tanti deficit che il suo settore continua ad accumulare, aumenta infatti il numero di strade anche statali che diventano di difficile percorrenza spesso costrette al senso di circolazione alternata e questo in tutt' Italia capitale compresa. Da tenere presente che da un recente calcolo per la sola messa in sicurezza della Calabria occorrerebbero oltre 26 miliardi di euro !

 

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