Castrovillari - Giornata della Memoria e San Giuliano et  at:  27/01/2026  

Castrovillari - Giornata della Memoria e San Giuliano - La celebrazione del 27 gennaio in onore della Festivita' del santo Patrono, San Giuliano, nella Chiesa che porta il suo nome elevata a  Basilica Minore nel 2011,  e' quanto mai pregna di significato, non solo per la devozione popolare che la sostiene e  la anima, ma anche perche' si lega alla Giornata della Memoria per ricordare la Shoah e richiamare l' importante esigenza di pace e di riconoscimento della dignita' umana. Il Giorno della Memoria, detto anche Giornata della Memoria, è una ricorrenza internazionale, e' stato così designato dalla risoluzione 60/7 dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite del 1º novembre 2005 durante la 42ª riunione plenaria. La risoluzione fu preceduta da una sessione speciale tenuta il 24 gennaio 2005 durante la quale l'Assemblea generale delle Nazioni Unite celebrò il sessantesimo anniversario della liberazione dei campi di concentramento nazisti e la fine della Shoah. Si è stabilito di celebrare il Giorno della Memoria ogni 27 gennaio perché in quella data nel 1945 le truppe dell'Armata Rossa, impegnate nell'operazione Vistola-Oder in direzione della Germania, liberarono il campo di concentramento di Auschwitz. Oltre ai tristemente noti campi di concentramento  d' oltralpe, in Italia ne vennero istituiti altri a Tarsia ad esempio e poi come racconta Luigi Troccoli nel video proposto anche a Castrovillari. Non si trattava di vero lager era infatti definito internamento libero di ebrei stranieri e oppositori al regime fascista, specialmente a partire dal luglio 1940. A differenza del vicino e più grande campo di concentramento di Ferramonti di Tarsia, a Castrovillari gli internati vivevano in alloggi privati, spesso in condizioni di estrema indigenza, sotto la sorveglianza delle autorità locali erano tenuti alla firma anche piu' volte in una giornata. Il 30 luglio 1940 giunse a Castrovillari un primo gruppo di famiglie ebree, incluse donne e minori, provenienti spesso da altre nazioni europee. Gli internati erano soggetti a restrizioni, come l'obbligo di firma, e vivevano con sussidi minimi, necessitando spesso di aiuto per indumenti pesanti e cibo. Castrovillari rappresentò quindi un luogo di internamento diffuso sul territorio, parte integrante della rete repressiva fascista in Calabria durante il conflitto. Lo scorso anno il 23 e il 24 marzo a Castrovillari sono state posate tre Pietre d’Inciampo in memoria dei castrovillaresi Francesco Bucciano, martire delle Fosse Ardeatine, Luigi e Giuseppe Carino, padre e figlio, deportati e morti in due lager nazisti. Luigi il 7 settembre 1944 venne catturato dalle truppe tedesche, all’età di 53 anni e deportato in Germania, nel campo di concentramento di Flossenbürg, dove morì il 6 gennaio 1945. Giuseppe venne inviato, nel 1942, in Grecia, poi condotto in Italia, prelevato per disposizione delle autorità tedesche dal Reclusorio militare di Peschiera sul Garda, dove stava scontando una pena per diserzione fu deportato nel lager di Dachau. Da questo campo venne trasferito prima a Sachsenhausen, poi a Buchenwald e, infine, in un sottocampo di Lipsia, dove morì probabilmente il 29 luglio 1944.  Segue il video tratto dal convegno " La banalita' del bene " con l' intervento di Luigi Troccoli.


 


 

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