SCUOLA, L' ACCORDO TRA MIUR E SIGLE SINDACALI, ESCLUDE I DOCENTI DELLE SCUOLE PARITARIE DAL CONCORSO RISERVATO E DAL CORSO ABILITANTE CON SERVIZIO PRESTATO NEL SISTEMA NAZIONALE DI ISTRUZIONE et  at:  28/10/2019  

Scuola, l' accordo tra MIUR e sigle sindacali esclude i docenti delle scuole paritarie dal concorso riservato e dal corso abilitante con servizio prestato nel sistema nazionale di istruzione  - L’intesa siglata  il 1° ottobre 2019, tra Miur , FLCGIL, CISL, UIL, SNALS e GILDA, ha l’amaro sapore di un primo attacco alla Scuola Paritaria, soprattutto cattolica, che svolge in Italia un servizio educativo e professionale d’eccellenza per  i Cittadini e le Comunità locali nonché, talora, una funzione di “ supplenza” alla Scuola statale!  Infatti questo accordo  esclude, dal concorso riservato e dal corso abilitante con servizio prestato nel sistema nazionale di istruzione, i Docenti delle Scuole Paritarie. Ciò rappresenta  una pericolosa novità, poiché , in passato, era stato consentito l’accesso a questa categoria di Docenti. L’intesa sarebbe peggiorativa, anche rispetto ai contenuti del decreto approvato in CdM ad inizio agosto, dallo scorso Governo, ma mai arrivato in Gazzetta Ufficiale. È una esclusione particolarmente grave, dato che l’esigenza è stata esplicitamente posta più volte e non se ne comprendono le ragioni.  Siccome il sistema ordinario(“concorso pubblico” con valore anche abilitante previsto dalla legge 145/2018) non viene avviato, perché le OOSS vogliono che parta prima la procedura riservata ai precari, si chiede  che a tale procedura possano partecipare anche i Docenti non abilitati che insegnano nelle Paritarie. Infatti la norma vigente (legge 62/2000) obbliga le scuole paritarie ad utilizzare Insegnanti  abilitati, ma lo Stato, cui spetta il dovere/diritto di abilitare i docenti, non avvia i percorsi che possano permettere ai giovani laureati di conseguire l’abilitazione all’insegnamento nella scuola secondaria. Dal 2000, il sistema nazionale pubblico statale comprende anche la Scuola paritaria ed  il servizio svolto all’interno di questi istituti non può essere da meno rispetto a quello portato avanti nelle Scuole di Stato. Il riferimento normativo è la Legge n. 26, del 10 marzo 2000, dalla quale si evince che il sistema nazionale di istruzione, fermo restando quanto previsto dall’articolo 33, comma 2 della Costituzione, è costituito dalle Scuole statali e dalle Scuole paritarie private e degli Enti locali. I Docenti delle Scuole paritarie svolgono lo stesso lavoro dei colleghi che operano negli Istituti statali: producendo anche titoli di studio analoghi, qual è la logica che nega l’equiparazione in toto dell’insegnamento svolto nelle due tipologie di scuole? Inoltre, vale la pena ricordare che il servizio svolto dalle Scuole paritarie, a partire dalla Scuola dell’infanzia, permette allo Stato di “alleggerirsi” di un carico formativo importante, poiché gli Insegnanti  che vi operano, pur non accedendo da concorso, devono comunque essere in possesso di titoli di studio adeguati e necessariamente portare avanti l’insegnamento come avviene nelle statali: quale giudice potrebbe rimanere indifferente alla decisione di considerare diverso il servizio lavorativo svolto in quegli istituti e, quindi, di impedire ai precari di partecipare ai corsi abilitanti e ai concorsi riservati? Pertanto si evince, chiaramente, che l’accordo siglato non rispetta il dettato costituzionale creando, di fatto, un’assurda ed illegittima sperequazione fra Scuola statale e Paritaria, non contemplata  nella Magna Carta. Fra l’altro, se continuasse questo andazzo, le Scuole paritarie si svuoterebbero di Docenti e di Personale ATA, non riscontrandosi più in esse i vantaggi normativi ed il riconoscimento dei servizi prestati, come finora avvenuto. Ecco perché, a gran voce, chiediamo che, nel rispetto  della Costituzione, sia conservata la stessa Dignità, attribuita alle Scuole statali, alle Istituzioni scolastiche ed educative paritarie, soprattutto cattoliche, scelte da centinaia di migliaia di Famiglie per i loro figli. Non vorremmo che questa estemporanea intesa  intoni  il “ De profundis” per le nostre gloriose e centenarie  Istituzioni ! IL PORTAVOCE REGIONALE Prof. Giovanni Donato

 

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