DIMEZZATI IN CALABRIA I FONDI PER GLI STUDENTI DISABILI† et  at:  21/10/2017  

Dimezzati in Calabria i fondi per gli studenti disabili, cosi' titola " La stampa " l' articolo denuncia che sono stati più che dimezzati in sette anni i fondi per gli studenti disabili e il Garante regionale per l’infanzia, Antonio Marziale lancia un accorato appello al governo e al presidente della Repubblica: «In territorio di ‘ndrangheta aver ridotto ulteriormente gli stanziamenti per il diritto allo studio avrà conseguenze sociali molto gravi». In due inchieste è stato inoltre dimostrato lo stretto rapporto tra l’abbandono scolastico e l’aumento della povertà. Un’emergenza che riguarda soprattutto il Mezzogiorno e in particolare la Calabria. Nell' articolo de " La stampa " si legge: «C’è una legge regionale, la 27 del 1985 che tutela gli studenti più fragili, ma ormai questa norma è stata del tutto disattesa e svuotata di risorse», e Marziale ribadisce che i contributi destinati ai servizi per il diritto allo studio nelle cinque province e nei comuni calabresi hanno subito un taglio drastico, precipitando dai 9.600.000 euro del 2010 ai 4.410.000 euro del 2017.  Il drammatico ridimensionamento dei contributi deve, paradossalmente confrontarsi con l’aumento della disabilità, che riferita soltanto al “primo ciclo”, cioè quella da finanziarsi con la legge regionale, deve fare i conti con 734 bambini della provincia di Catanzaro, 1.793 di Cosenza, 372 di Crotone, 1.962 dell’aera metropolitana di Reggio Calabria e 390 di Vibo Valentia, per un totale di 5.251 bimbi disabili. Mentre quelli del “secondo ciclo” ammontano a 316 nella provincia di Catanzaro, 852 di Cosenza, 104 di Crotone, 721 dell’area metropolitana di Reggio Calabria e 169 di Vibo Valentia, per un totale di 2.162 adolescenti disabili. Per effetto dei tagli, secondo il Garante dell’infanzia, l’istruzione, intesa come diritto fondamentale per ogni bambino, abile o diversamente abile che sia, esce dalle priorità, dopo che anche il finanziamento statale dei libri di testo è sceso dai 6 milioni di euro circa per l’anno 2016  ai 2 milioni e mezzo di euro circa per l’anno 2017. E il Garante denuncia: «E’ chiaro, davanti ai dati, che esiste una forma di destabilizzazione dello stato sociale di diritto che finisce per penalizzare i più deboli e sarebbe importante per chi ha funzioni di governo o legislative che prendessero contatto con il mio ufficio per constatare quanti genitori ed operatori scolastici ogni giorno bussano per rivendicare i diritti dei loro bambini».


 

 

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