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Carlo
Maria L' Occaso
Carlo Maria L'Occaso nacque nel dicembre del 1809 da Luigi e Maria Michela
Palagano, bambino, rimase orfano di madre, la sua educazione venne quindi affidata ad
uno zio sacerdote. Finito i primi studi, si recò a Napoli per approfondirli
dedicandosi alle scienze filosofiche, fisiche e matematiche, passando per la
letteratura, gli scavi di Pompei lo spinsero a coltivare con amore lo
studio della storia e della patria archeologia. Appena ventenne si laureò in
legge, fu alunno del famoso matematico Giacinto Cappelli, alla cui memoria
dedicò un dotto discorso stampato in Napoli il 1839: " Elogio funebre a Giacinto
Cappelli ". Della sua città scrisse: " Memoria della topografia e storia di
Castrovillari ", l' opera gli valse molti plausi, la prima edizione venne
inserita nel volume 2° degli Atti dell' Accademia Cosentina, la seconda edizione
arricchita da ancor meglio contenuti venne pubblicata a Napoli nel 1844. Il
libro si apre con una descrizione geo fisica della città: " La Città
di Castrovillari, Capo-luogo di distretto in Provincia di Calabria Citra,
Diocesi di Cassano, è collocata sotto i gradi 39,48 di latitudine boreale, e
13,56 di longitudine est di Parigi, sulla spianata degli Appennini, che la
circondano. La sua figura è simile ad un bislungo irregolare, che si estende per
un miglio circa dal nord-ovest al sud-est, ed ha 1/6 di miglio circa di
larghezza media, onde il suo perimetro può ben calcolarsi a miglia due ed un
terzo circa. E' traversata dalla regia strada, e dista per miglia 40 circa da
Cosenza, per miglia 8 da Cassano, per miglia 100 da Napoli, per 38 dal Tirreno,
e per 18 circa dallo Jonio..." e continua con una descrizione delle attività
industriali e delle malattie più frequenti dell' epoca. Suddivide poi la storia
della città in quattro periodi: il primo periodo va dai Normanni fino al 1519
epoca che lui descrive: "... bella e gloriosa, in cui lo spirito dei cittadini
non avvilito dal giogo Baronale, si mostrò in tutta la sua energia , per quanto
i tempi li permisero...", la seconda epoca va dal 1519 al 1619 e così si esprime:
" ...In essa si scorge una lunga ostinata lagrimosa lotta tra il feudalesimo, e
la libertà demaniale...", il terzo periodo si estende per meno di duecento anni:
" ... In essa vedasi lo spirito dè cittadini avvilito e depresso. Non più
dimande per ottenere il Regio Demanio, non più guerre coi Baroni. Avvertiti da
lunga esperienza quand' era malagevole impresa l' opporsi alla potenza dei
feudatari cercarono tutti nella quiete domestica, che sola può sperarsi in mezzo
a tali pubbliche calamità...", infine l' ultima epoca và dal tempo dell'
abolizione del feudalesimo sino al suo: " ...Cessati i Baroni, soppressi i
monasteri, e ritornate ai cittadini tutte le loro sostanze una maggiore
attività, una maggiore energia venne negli animi...". Carlo Troya uno dei più
grandi rappresentanti della scuola storica italiana, dopo averne apprezzato l'
opera, lo invitò a collaborare
alle ricerche storiche del Regno delle due Sicilie nel Medio-evo, intensi furono i loro
contatti come appare dalla continua corrispondenza intercorsa. Il 1848 era
però alle porte, a quel tempo si era costituito in Castrovillari, un gruppo di
affiliati alla Giovane Italia, il presidente era il prete don Raffaele Salerno e
segretario Carlo Maria L' Occaso. Appartenenti al gruppo vi erano: Giuseppe
Pace, Vincenzo Principe, Francesco Salerno, Giacinto Parise, Giuseppe Salerni, e
Dionisio Baratta che aveva la carica di gonfaloniere. Vi erano inoltre numerosi
fiancheggiatori, tra gli altri: Giuseppe Pepe, Michele Bellizzi, Giacinto
Oriolo, Leonardo D' Ingianna, Raffaele Parise, Luigi Campilongo. Il gruppo prese
il nome di " Chiesa di Lagaria ", venne così chiamato per volontà del L' Occaso,
il quale in un pregevole lavoro storico sulle origini della città, aveva
sostenuto che Castrovillari nascesse sulle rovine di quell' antica città. Il 15
maggio 1848, Ferdinando di Borbone venne meno ai patti ritirando la
costituzione, numerosi patrioti vennero incarcerati e peggio, la notizia suscitò
ira e sdegno nel mondo liberale italiano e oltre, a Castrovillari sorse un primo
Comitato di Salute Pubblica per opera di Muzio Pace ma venne sciolto poco dopo
per darne vita ad un altro con a capo Carlo Maria L' Occaso il quale in qualità
di presidente rivolse un accorato appello ai comuni vicini, i quali subito
disposero l' invio di contingenti, si crearono due gruppi di osservazione uno a
Spezzano e l' altro a Campotenese. Le truppe borboniche guidate dal generale
Busacca però sbaragliarono le forze riunite, Carlo Maria L' Occaso, Francesco
Salerni, Vincenzo Principe, Giuseppe Pace, Dionisio Baratta, Michele Bellizzi e
Giacinto Oriolo vennero arrestati sotto l'accusa di: cospirazione ed attentato
ad oggetto di distruggere e cambiare il governo ed eccitare gli abitanti del
regno ad armarsi contro l' autorità reale. Dopo quattro anni di prigionia, la
Corte Speciale di Cosenza condannava Carlo Maria L' Occaso, Francesco Salerni e
Vincenzo Principe all' esilio perpetuo;
Giuseppe Pace a morte, pena che gli
venne poi commutata a 30 anni di ferri; Dionisio Baratta e Giacinto Oriolo a
venticinque anni di ferri. Lontano dalla sua terra esule in terra francese, il
25 febbraio 1854, Carlo Maria L' Occaso, moriva, il suo corpo fu seppellito nel
cimitero di Nizza. Il L' Occaso ricoprì varie cariche pubbliche: di Decurione il
16 giugno 1837, incarico che gli venne rinnovato nel 1843, di Conciliatore dal
1837 al 1840, fu direttore dell ' Ospedale dei Poveri, fu tra l' altro Supplente
al Giudice Istruttore, carica alla quale era stato designato dalla " pubblica
voce " che lo riteneva " integro, incorrotto, saggio ". Fu promotore della
costruzione del Teatro Sybaris, realizzato nell' edificio del soppresso Convento
dei Frati Minori Conventuali, le cui decorazioni ed abbellimenti furono curate
dal pittore napoletano Galluzzi, scenografo del teatro San Carlo di Napoli.
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