OMICIDIO PORTORARO, IL LIMITE TRA OMICIDIO DI 'NDRANGHETA E VENDETTA E' ASSAI SOTTILE, CON UN OCCHIO AGLI INGENTI FINANZIAMENTI IN ARRIVO et  at:  06/06/2018  

Omicidio Portoraro, il limite tra omicidio di 'ndrangheta e vendetta e' assai sottile, con un occhio agli ingenti finanziamenti in arrivo - Non si uccide quasi mai per caso e certo non è questa la situazione. L' uomo trucidato da due sicari a bordo di un audi questa mattina a Villapiana lido non può essere considerato uno qualunque, non fosse altro che per gli eventi delittuosi a cui spesso gli inquirenti hanno legato il suo nome. Occorre dire che il 24 giugno di tredici anni fa in appello venne assolto dalle accuse di omicidio di due cassanesi ed altro, ma la Corte non l' assolse dall' accusa di associazione mafiosa ( Secondo il racconto dell'ex boss di Cosenza Franco Pino, Portoraro ordinò l'uccisione, a Cassano, di Alfredo Elia e Leonardo Schifini, nel 1993 ). Il nome di Leonardo Portoraro sessantatreenne nativo di Cassano allo Jonio ma residente a Francavilla, è stato legato sin dagli anni ottanta a quello dei più noti malavitosi della provincia di Cosenza ed anche oltre. Iniziò come uomo di Giuseppe Cirillo, quando questi passò il testimone al cognato Mario Mirabile dopo un pò lo tradì, e' quanto dichiara la figlia dell' ex boss salernitano, Fiorinda Mirabile, passando ai nemici di allora, leggi Carelli. Ma il rapporto con le famiglie coriglianesi non è mai stato il top per Leonardo Portoraro e lo stesso assassinio del fratello consumatosi in pieno centro agli inizi degli anni novanta ( giugno 1992 ), a Cassano all' Jonio compiuto in modo eclatante a volto scoperto da almeno due sicari davanti a decine di ragazzini intenti ad andare a scuola ne è testimone nei fatti. Una vera sfida allo Stato oltre che allo stesso Portoraro fu gettata in quella occasione. Lo stato tentò di reagire come meglio potè e le indagini già avviate per fatti collegati dalla Compagnia dei Carabinieri di Castrovillari, allora guidata dal capitano Pugnetti partendo da una lettera anonima giunta in caserma, in collaborazione con le altre stazioni interessate riuscirono a portare in carcere decine di presunti affiliati e, se non altro a chiarire la mappa che si era ridisegnata dopo la fine del dominio del defunto Giuseppe Cirillo in tutta l' area della sibaritide,  grazie anche ai molti pentiti. Il nome di Leonardo Portoraro nonostante fosse ormai un uomo libero che aveva scontato i suoi debiti con la giustizia rimane legato a molte faccende dell' alto Jonio cosentino, la sua identità per ultimo è stata associata  all' operazione Galassia, una vicenda che ha riguardato soprattutto i legami malavitosi esistenti tra i paesi dell' alto Jonio e Cosenza. L' omicidio di Leonardo Portoraro potrebbe rappresentare la fine di una pax pacis, ci sono troppi interessi in ballo in quell' area della statale 106: droga, sesso e appalti per i lavori di ammodernamento, un cocktail perfetto e milionario che chi vuole delinquere non sottovaluta. Potrebbe essere che la vittima si sia messo di traverso a qualcuno che vuole prendere il controllo del territorio, oppure che chi controlla il territorio temesse un suo ritorno. Oppure era il tempo della vendetta, l' ora di pagare per la morte di qualcuno. Non sarà un' indagine facile per gli inquirenti nonostante la presenza di testimoni, l' operazione è stata rapida e gli assassini hanno agito a volto coperto, gente abituata all' azione che ha colpito ed è andata via velocissima. Circa trenta i bossoli refertati dai RIS, esplosi con armi corte e lunghe ( pistola e fucile ), ha dichiarato il sostituto procuratore della Repubblica di Castrovillari, Eugenio Facciolla. «Sull'omicidio - ha detto - posso dire poco. E' intervenuta la Dda di Catanzaro e ho chiesto espressamente questo intervento. Ho parlato con il procuratore Nicola Gratteri ... Portoraro era stato interessato negli anni scorsi ed io me ne occupai già nel 1994 - ha aggiunto Facciolla - da vari procedimenti tra cui anche quello denominato "Galassia" espiando le pene inflittegli. Qualche tempo fa lanciai l’allarme sulla recrudescenza criminale in questa zona». Le date sono importanti ed in una qualunque investigazione non possono essere considerate casuali, ne era cosciente l' allora maresciallo della stazione di Cassano allo Ionio quando durante una delle udienze che ne seguì alle vaste operazioni dei primi anni novanta dichiarò: " Esiste quasi sempre un legame stretto tra le date che va oltremodo considerato ". Si ripresenta purtroppo in modo evidente la presenza  della malavita pronta ad uccidere in modo efferato in mezzo alla gente, ancora un fatto di sangue che lascia sgomenti la stragrande maggioranza dei residenti, lontanissimi da un mondo così violento e senza scrupoli.

 

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